Caporalato Cinese nelle risaie Novaresi

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dal giornale on line Ok Novara www.oknovara.it

NOVARA, 1 AGO 2010 – Una cinese residente in provincia di Verbania reclutava connazionali da far lavorare in nero nelle risaie di Novara, Vercelli e Pavia. Dopo un’articolata indagine, la donna è stata identificata dalla Squadra Mobile di Verbania, in collaborazione con i colleghi di Novara, diretti da Guglielmo Battisti, che, ieri mattina, alla sede della Questura, ha illustrato gli esiti dell’operazione “Canton”. La donna, una 46enne, è indagata per caporalato, favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione. La 46enne avrebbe creato, negli anni, significativi rapporti con imprese agricole delle province vicine, tanto da essere in contatto, a oggi, con una trentina di imprenditori, attraverso cui sarebbe riuscita a inserire, dall’avvio della stagione, oltre 40 operai nelle risaie.
“Tutto è nato – ha spiegato Battisti – dalla Mobile di Verbania e da un nostro monitoraggio sul Novarese di cittadini cinesi che si avviavano alle nostre risaie. La Questura verbanese aveva il sentore che una donna cinese avesse a disposizione una quarantina di lavoratori, che poi passava agli agricoltori della zona. Abbiamo fatto così una serie di appostamenti, seppur mai siamo intervenuti per identificarli o non saremmo giunti al nostro obiettivo. Non sapevamo se erano lavoratori clandestini o meno. Temevamo una situazione come a Rosarno. Fortunatamente non era così. Mercoledì, con i colleghi di Verbania, coordinati dalla Procura verbanese, abbiamo eseguito quindici perquisizioni, la maggior parte nella provincia di Novara, in imprese di Casalvolone, Calsabeltrame, San Pietro Mosezzo e in zone limitrofe. Abbiamo deciso di intervenire adesso perché è il periodo della monda e con un utilizzo maggiore di questi lavoratori. Si voleva capire se questa donna facesse ricorso a manodopera clandestina. Sono stati condotti in Questura una quarantina di cinesi: solo tre sono stati scoperti come irregolari e uno solo clandestino ‘completo’. Gli altri due avevano solo qualche irregolarità nel visto”. Uno degli ambienti in cui vivevano i lavoratori dopo una giornata in risaia. Sono al vaglio della Squadra Mobile le situazioni degli imprenditori agricoli che utilizzavano questi lavoratori. Non sembra, al momento, che la donna avesse il monopolio di questa attività. Sembra che le aziende si rivolgessero anche ad altre persone per reclutare gli operai. Gli agricoltori si passavano, talora, gli stessi lavoratori forniti dalla donna.
Ora si indaga più approfonditamente anche sulla posizione lavorativa degli operai.