Alessandro Gabrielli – Lettere d'Amore

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Lettere D'Amore - Alessandro Gabrielli

Lettere D'Amore - Alessandro Gabrielli

Qunidi Novara continua a “respirare” a pieni polmoni, iniziative, eventi, feste e cultura, proprio quest’ultima sta dilagando a macchia d’olio, libri, convegni, università ed altro ancora. Ed ora è il turno di Alessandro Gabrielli, è nato a Roma il 3 settembre 1974 e da circa dieci anni vive nel novarese, dove è comandante di stazione del Corpo Forestale dello Stato. Affreschi di vita, appunti di viaggio, istantanee della Roma più vera e indagini del Corpo Forestale sullo sfondo dell’Italia di oggi lacerata da tutte le sue contraddizioni e divisioni, dove le parole sfacciatamente sincere e rigorosamente politically incorrect si intrecciano alle note dei Bon Jovi e di Springsteen in un mosaico di scomposta quotidianità. “Lettere d’amore” è la sua prima pubblicazione. “Lettere d’amore” non è un libro d’amore. E’ una sfida. Volevo raccontare ciò che vedo quando ogni giorno mi guardo intorno. Volevo farlo in maniera inconsueta, immaginando di raccontare ad un amore vero o presunto ciò che in realtà racconto a me stesso, senza censure e centrando subito il target senza tanti giri di parole. Il mio lavoro, le mie emozioni, le mie paure, le mie gioie. Il nostro mondo e la nostra Italia piena delle sue follie.  Le mie reazioni.  Cercando di essere sempre leggero e divertente, godibile direi, anche negli argomenti più seri. Io non sono Bruno Vespa o Umberto Eco. Aiuto! Io credo che la cultura debba essere alla portata di tutti. Ecco perchè amo definirmi intellettualmente nazional popolare. Un menestrello del popolo.
<< Ciao amore, che fai? Io non ho niente da fare e allora ho pensato cià che comincio
un nuovo libro. Vorrei chiamarti ma il “quattronoveunosei” mi ha detto che il mio credito residuo è di otto euro e cinque centesimi iva compresa. Puttana eva, non posso neanche mandarti un messaggio. Andrei al bancomat a ricaricare ma devo fare economie altrimenti non ho i soldi per venire in vacanza in Croazia. Domani vado a Borgo e compro una di quelle ricaricard da cinque euro. Prima di allora però sono virtualmente morto,
senza possibilità di interazione col mondo esterno. Ma più che altro con te. >>