Asystel, il mosaico adesso e' completo: ecco Katarina Barun e Ivana Nesovic!

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L’Asystel Volley scioglie le riserve e in un colpo solo annuncia i due tasselli che vanno a completare, definitivamente, il mosaico allestito dal General Manager Massimo De Stefano in tandem con il nuovo tecnico novarese Gianni Caprara. Anche se anticipata da qualche sito internet, l’operazione di mercato viene ufficializzata, come da consuetudine, solo dopo la firma contrattuale da parte delle due atlete.  Mancava ancora l’opposto che completasse la diagonale con la regista Bechis e a Novara sbarcano non una ma due atlete di livello internazionale e dal talento cristallino: la croata Katarina Barun e la serba Ivana Nesovic. Katarina Barun, nata a Zagabria il 1-12-1983, alta 192 cm., mancina, è l’opposto della nazionale croata che nel prossimo ottobre prenderà parte ai mondiali in Giappone e può vantare in passato due stagioni nel campionato italiano, una con la maglia di Bergamo (con cui ha conquistato anche una Champions League) e una con quella di Chieri. La carriera di Katarina è cominciata nel 2003 con la maglia del Mladost Zagabria: nel biennio in Croazia per lei due titoli nazionali con la squadra della sua città. Nel 2005-2006 sbarca nel campionato turco al Karsiyaka di Izmir, dove si mette in mostra tanto da essere ingaggiata dalla Foppapedretti Bergamo con cui l’anno successivo conquisterà la Champions League a Zurigo. Dopo un anno a Chieri in cui Katarina è leader della squadra, per lei arriva la chiamata del Metal Galati, all’epoca club emergente del panorama continentale, con cui vince il campionato di Romania, rimanendo però vittima di un terribile infortunio alla caviglia. Al rientro in campo, gioca con il Tomis Constanta (Romania) che trascina ai vertici in campionato e a un discreto cammino in coppa Cev, prima di prendere, in estate, le redini della Croazia che porta, con le sue schiacciate, a qualificarsi ai prossimi europei. Ivana Nesovic, nata a Belgrado il 23-7-1988 e alta 190 cm, è cresciuta nelle fila della gloriosa Stella Rossa, club in cui milita dall’età di 15 anni. Dopo essersi messa in mostra nelle nazionali giovanili, nel 2007 debutta in una competizione ufficiale con la squadra seniores (attualmente sono oltre 50 le sue presenze in nazionale) prendendo parte alla spedizione giapponese della World Cup (in quell’occasione esordisce in prima squadra anche l’altra neo-asystella Stefana Veljkovic). Nel 2008-2009 trascina la Stella Rossa, di cui è nel frattempo diventata capitana, a un passo dalla Final Four di Coppa Cev: nella doppia sfida decisiva con l’Asystel Novara, Ivana è praticamente inarrestabile con 40 punti messi a segno fra andata e ritorno. Non basta per fermare la corsa delle Asystelle, ma la Stella Rossa rimarrà l’unica squadra ad aver vinto un set contro Novara nel corso della competizione. Nell’ultima stagione, durante la prima fase del campionato, è costretta lontana dai campi da una serie di problemi di salute, ma rientra in tempo per dare il proprio contributo alla doppietta Campionato – Coppa che alla Stella Rossa mancava da nove stagioni, traguardo impreziosito dal prestigioso argento in coppa Cev. A mosaico concluso, il GM De Stefano traccia un bilancio riguardo il mercato: “Non voglio fare le solite dichiarazioni di rito del tipo che le atlete che abbiamo messo sotto contratto sono le migliori in circolazione o che abbiamo scelto le più motivate e determinate, etc.. Dico solo che con Caprara abbiamo deciso di portare avanti un progetto triennale, valutato attentamente, e con calma tutti i tasselli sono andati al loro posto e, cosa più importante, sono andati a posto alle condizioni che c’eravamo prefissi”.  “Non voglio creare – prosegue – alcuna aspettativa e non so quali obbiettivi questa squadra raggiungerà, ma qualunque saranno i risultati ottenuti non rinnegherò mai le scelte fatte. E’ una squadra giovanissima, con un’età media di poco superiore a 21 anni (e se si escludono Sansonna e Barun scendiamo a 20), con atlete di talento e futuribili delle quali 5 provenienti dal nostro giovanile, tutte sotto contratto per 2 o 3 anni (di quasi tutte abbiamo, anche, acquisito i diritti sportivi), e con un monte ingaggi ridotto del 50% rispetto alla passata stagione.  Questa è l’Asystel del presente e questa sarà l’Asystel del futuro e ne sono orgoglioso. Per i prossimi tre anni, ci potrà essere l’arrivo di qualche nuova atleta, ma il gruppo, al 70/80 % resterà lo stesso”.  “La speranza – conclude il massimo dirigente biancorosso – anche se so che sarà difficilissimo, è di riaprire un ciclo simile a quello di 10 anni fa, quando con le giovanissime e quasi sconosciute Cardullo, Anzanello, Guiggi, Calloni, Viganò, Venturini abbiamo fatto cose eccezionali, regalando ai nostri tifosi emozioni indimenticabili, scrivendo la storia di questa società. E così, oggi come allora, chiederò alle nuove asystelle non di vincere lo scudetto, ma solo di onorare la maglia che indossano”.