Autopsia Simona Melchionda: Colpo di Pistola alla testa. (da OKNovara – News )

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NOVARA, 9 LUG – Si è svolta nel pomeriggio di ieri, all’Istituto di Medicina legale di Novara, l’autopsia sul corpo di Simona Melchionda, la 25enne uccisa nella tarda serata di domenica 6 giugno dall’ex fidanzato ed ex carabiniere della stazione di Oleggio (comune dove la giovane abitava con i genitori), Luca Sainaghi. Il corpo di Simona, rimasto in acqua per 27 giorni (l’assassino ha confessato infatti di aver gettato Simona nel Ticino dopo averle sparato), si presentava in condizioni molto difficili per consentire un idoneo esame autoptico. Per questa ragione, a Novara sono giunti anche professionisti di Milano. A eseguire l’autopsia, la dottoressa Emanuela Agosta. L’ esame ha confermato quanto confessato dal 28enne ex fidanzato di Simona: la giovane è stata uccisa da un colpo di pistola alla testa. L’esame, che si pensava potesse proseguire anche nella giornata odierna, si è concluso ieri. Nonostante la difficoltà del caso, come conferma il direttore del dipartimento, Gianfranco Zulian, legate particolarmente alle pessime condizioni del corpo, l’autopsia ha portato alla luce quanto già, in qualche modo, si sapeva: l’uccisione di Simona è avvenuta con un colpo d’arma da fuoco alla testa. La pistola d’ordinanza dell’ex carabiniere, insieme al bossolo lasciato a terra, è ora a Parma, all’esame dei Ris. Ci sono poi altri aspetti ancora da indagare: ogni elemento della ricostruzione resa dal reo confesso, infatti, va attentamente vagliato da esami tecnici e scientifici. Negli scorsi giorni, ad esempio, la sezione dei rilievi scientifici dell’Arma di Novara è tornata nel piazzale del cimitero di Divignano, dove la 25enne è stata uccisa, per trovare ulteriori elementi utili all’indagine. Sotto esame, ovviamente, anche l’auto di Sainaghi, affidata alla verifica del luminol e alla sezione rilievi, alla ricerca del sangue della ragazza, che, a occhio nudo, non è visibile. L’omicida, infatti, dopo aver sparato alla giovane a Divignano, ne avrebbe caricato il corpo nella sua auto, chiudendolo nel bagagliaio. Qui si cercano, dunque, ulteriori tracce che confermino la confessione, che non può essere una prova, ma va sempre corredata da elementi scientifici e tecnici di conferma. Intanto, ieri, è stata annullata la manifestazione promossa da alcuni ragazzi davanti alla stazione di Oleggio dell’Arma, per protestare contro i presunti ritardi con cui i militari oleggesi si sarebbero mossi nelle indagini. Da ben vagliare anche altri elementi e voci emersi a riguardo di Sainaghi negli ultimi giorni, in particolare legati a presunti contatti con il mondo dello spaccio di droga (elemento affiorato nella trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”), ipotesi, questa, della quale nessuno, al momento, vuole parlare.