AVEVA RAGIONE IL MIO PROF …

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Carlo Migliavacca

Carlo Migliavacca

Sorpresa! Nel rovistare in un vecchio scatolone, in soffitta, ho ritrovato un mio vecchio libro di Sociologia cristiana utilizzato durante gli studi fatti a Milano presso i Salesiani in via Copernico 9, negli anni che vanno dal 1962 al 1968; il titolo del libro: “La persona umana nella vita sociale” di Natale Bussi. La sorpresa più grande, però, l’ho avuta nel ritrovare in esso diversi appunti che riassumevano il pensiero del nostro prof. di Sociologia, don Gianni Gentilini, il quale concludeva sempre le lezioni andando a parlare del nostro futuro inserimento nel società civile. In parecchie occasioni ci diceva: «Quando uscirete dalla nostra scuola ed entrerete nel mondo reale, nel mondo delle contraddizioni, sarete chiamati ad operare delle scelte le quali condizioneranno tutta la vostra vita. Diventerete: o egoisti, avidi, falsi e bigotti (inteso come quelli che usano in modo strumentale la Chiesa) , oppure ribelli, contestatori, rivoluzionari e liberi. Questi ultimi saranno sempre alla ricerca della giustizia, dell’etica, della legalità e della morale, che ben difficilmente riusciranno a trovare, perchè consapevoli dell’importanza di questi valori i quali dovrebbero essere i pilastri della civile convivenza assieme ai valori, altrettanto importanti, della solidarietà e della democrazia. E ricordatevi che anche nella gerarchia ecclesiastica la tendenza sarà quella di predicare bene e razzolare male; vi diranno sempre di seguire gli insegnamenti del Cristo e di non fare vostro il cattivo esempio che potrebbe scaturire da coloro i quali dovrebbero essere l’esempio del Bene. Vi sentirete dire di  non fare quello che fanno, ma di fare quello che dicono. Coloro i quali volessero percorre la strada della correttezza, della lealtà, del giusto, del legale, della verità non camuffata e stravolta, del rispetto della persona, passeranno tutta la loro vita terrena a combattere senza mai raggiungere l’obiettivo. Sovente saranno combattuti e prenderanno ceffoni  da tutte le parti perché daranno fastidio, saranno temuti per la loro libertà di pensiero e non potranno mai essere comprati; capiranno di essere snobbati e ignorati, ma continueranno il loro percorso  con testardaggine, nella convinzione di essere nel giusto e di poter riuscire a cambiare la visione della vita. Un po’ come don Bosco che ha dedicato tutta la sua vita al sociale e all’apostolato concreto in una Torino liberale la quale considerava i poveri, e soprattutto i giovani poveri, rifiuti della società perché privi di istruzione e di  preparazione professionale. Don Bosco non si è mai lasciato intimidire dai potenti e non è mai indietreggiato di fronte alle difficoltà della vita, anche le più dure e mortificanti. È vero, questi «ribelli» saranno sempre in regola con la loro coscienza, pretenderanno dagli altri l’applicazione del loro stesso comportamento etico e morale senza riuscirvi, e si troveranno a combattere contro i mulini a vento. Tutto ciò che riusciranno a costruire sarà solo per merito personale in quanto rinunceranno volontariamente ai compromessi e alle «spinte» altrui per non dover subire condizionamenti e ricatti che potrebbero limitare la loro libertà di pensiero e di comportamento. Ben altra strada, invece, per coloro i quali sceglieranno il percorso opposto e più materiale; la loro avidità, il loro egoismo, la loro falsità, la loro impudenza e il loro saper essere bigotti nel momento opportuno, sempre inteso come uso strumentale della Chiesa, li porteranno ad avere la meglio su questa terra, se ne fregheranno di tutti i valori etici e morali, ed utilizzeranno l’astuzia, la furbizia e sovente anche l’inganno pur di raggiungere gli obiettivi che si sono prefissi. Vivranno certamente meglio dei contestatori, perché non idealisti, ma ostinatamente legati al benessere personale, al dio denaro, al potere e alla supremazia. Utilizzeranno le persone, considerandole esclusivamente strumenti per raggiungere gli obiettivi, e le abbandoneranno nel momento in cui non saranno più necessarie alla loro causa, oppure se tenteranno di ribellarsi al loro volere e al loro potere.  Tutti voi ragazzi, qualunque sia il tipo di percorso che andrete a scegliere, vi accorgerete che uomini meno meritevoli otterranno molto dalla vita, mentre persone dotate di notevoli capacità non verranno considerate per i loro reali meriti.  Ricordatevi tutti, però, che dopo questa vita terrena bisognerà rendere conto di tutti i nostri atti alla Giustizia Divina la quale saprà ripagare con la giusta moneta». Non nascondo che quando ho riletto questi appunti, dopo più di quarant’anni, mi sono venuti i brividi perché, riflettendo sull’oggi con i dovuti paragoni, mai parole furono più azzeccate; almeno così ritengo io. Un’ultima nota: anche Silvio Berlusconi, seppur in tempi diversi, ha frequentato la mia stessa scuola salesiana e, mi domando, chissà se avrà avuto lo stesso mio prof . di Sociologia cristiana.