BALLARÈ QUESTA MATTINA A MILANO IN PIAZZA CON I SINDACI CONTRO I TAGLI

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«Rischiamo di non poter mantenere il patto con i cittadini. Il governo riscriva le regole che ci riguardano»

ANCI

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Il sindaco di Novara in piazza con la fascia tricolore per lanciare l’ennesimo grido di allarme per i tagli dei trasferimenti ai comuni. Andrea Ballarè sarà questa mattina a Milano in piazza Santa Maria delle Grazie alla manifestazione nazionale promossa dall’Anci.

«Siamo ancora una volta costretti ad alzare la voce e per provare a cambiare le cose. È difficile – dice il sindaco –  spiegare che i rappresentanti delle istituzioni per definizione “più vicine” debbano andare in piazza a manifestare come fossero una cosa diversa dallo Stato. Ancora una volta manifestiamo perché rischiamo di non essere più in grado di mantenere il patto con i cittadini e quindi di svolgere la funzione che la Costituzione assegna ai comuni: essere la cerniera fra istituzioni e bisogni delle comunità»

Facendo eco alla lettera che il presidente nazionale dell’Anci Graziano Delrio ha scritto alla vigilia della manifestazione di oggi, Ballarè chiede al Presidente Monti «di prestare la massima attenzione al nostro ruolo. L’indebolimento sempre piu’ visibile che i Comuni stanno vivendo rischia di minare l’ossatura strutturale dello Stato».

I temi al centro dell’attenzione sono sempre gli stessi: tagli dei trasferimenti e patto di stabilità. «L’effetto combinato della finanziaria 2010 (valida per due anni), della manovra Monti del 2012, del decreto sulla spending review e della manovra sull’ IMU vale per il bilancio del Comune di Novara un taglio di 10 milioni di euro. E per il 2013 sono in arrivo altri 4 milioni e 300 mila euro di tagli. E in più ci sono i vincoli ferrei del Patto, che bloccano la capacità di investimento della nostra amministrazione».

Nei giorni scorsi il sindaco di Novara aveva scritto una lettera ai colleghi primi cittadini dei comuni della Provincia, invitandoli a partecipare alla manifestazione, «per dimostrare che noi tutti mi giorni lavoriamo per il nostro Paese ma che il Governo ce lo deve lasciare fare»