BLOCCO DEL TRAFFICO: DIAMO LA PAROLA AI CITTADINI

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DI CARLO MIGLIAVACCA

Preso atto delle tante e insanabili polemiche riguardanti i vari tipi di blocco del traffico di Novara che il Sindaco pone in atto, vorrei ricordare che lo Statuto comunale prevede la possibilità, da parte dell’Amministrazione comunale, di consultare la cittadinanza su questioni di rilevante interesse della comunità. Ecco qui di seguito l’estratto dello Statuto riguardante il referendum consultivo. Tagliamo la testa al toro e chiamiamo i cittadini ad esprimersi; questa si chiama: democrazia.

Carlo Migliavacca

STATUTO DEL COMUNE DI NOVARA

[…] Omissis

Titolo Terzo
LA PARTECIPAZIONE E IL DECENTRAMENTO

Capo quinto: il referendum Art.44 (Referendum).

  1. Per favorire la consultazione della cittadinanza su questioni di rilevante interesse della comunità locale è istituito il referendum consultivo. Il referendum viene indetto per consultare su una certa questione gli elettori dell’intero Comune.

Art.45 (Oggetto).

  1. Il referendum, in relazione alle sue caratteristiche, enunciate nell’articolo precedente, deve riguardare atti di competenza del Comune. Per il suo carattere consultivo, il referendum può essere indetto solo su un quesito che sia formulato come proposta al Consiglio Comunale per l’assunzione di un atto di propria competenza. A questi fini si intende per ‘atto’ anche l’abrogazione o la revoca di un atto che sia già stato precedentemente assunto dal Consiglio Comunale.
  2. Non sono ammessi referendum che propongano l’abrogazione o la modifica di delibere concernenti tributi locali, tariffe dei servizi.

Art.46 (Quesito).

  1. La proposta di referendum deve contenere l’enunciazione del quesito da sottoporre ai cittadini. Il quesito deve essere formulato in modo chiaro, deve riguardare un singolo oggetto; deve consentire ai cittadini una risposta in termini di “sì” o di “no”.

Art.47 (Reiterabilità della proposta).

  1. La proposta di referendum può essere reiterata, a condizione che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data in cui si sia concluso il referendum sulla precedente proposta.
  2. A questi fini si considerano anche le proposte formulate in modo differente, ma che abbiano un contenuto sostanzialmente identico.

Art.48 (Procedura di indizione).

  1. Il referendum è indetto dal Sindaco:

    a) su deliberazione del Consiglio Comunale
    b) su richiesta di almeno il 5% degli iscritti nelle liste elettorali del Comune. Tali cittadini assumono la qualifica di sottoscrittori della proposta di referendum.

  2. La deliberazione di cui al punto a) deve riportare il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati.
  3. Nel caso di richiesta di referendum avanzata direttamente da cittadini, i promotori, prima di procedere alla raccolta delle firme, debbono trasmettere il testo del quesito al Presidente del Consiglio Comunale. Il quesito deve essere sottoscritto da almeno 150 promotori, con firme autenticate da un notaio o dal segretario generale o da altro pubblico ufficiale competente. Sulla proposta di referendum viene espresso un parere di ammissibilità preliminare. Il Presidente del Consiglio Comunale, acquisito il parere, ne dà comunicazione al Consiglio Comunale che delibera sulla sua ammissibilità. Le condizioni di ammissibilità sono:

    a) la sussistenza dei requisiti previsti al secondo comma circa il numero e la qualità dei promotori
    b) la conformità dell’oggetto del referendum rispetto a quanto previsto dal precedente art.45
    c) la conformità del quesito rispetto a quanto previsto, in ordine alla sua formulazione, dal precedente art.46
    d) l’insussistenza della condizione ostativa prevista dal precedente art. 47.

  4. La delibera consiliare che dichiari inammissibile il referendum deve essere puntualmente motivata.
  5. L’esame di ammissibilità preliminare è effettuato da un organismo composto da: n. 2 consiglieri (1 di maggioranza e 1 di minoranza) e dal segretario generale o suo sostituto entro 30 giorni dal deposito del referendum.

Art.49 (Disciplina del referendum).

  1. La raccolta delle firme per la proposta di referendum d’iniziativa dei cittadini, nonché i termini, le modalità di indizione dei comizi, le modalità di costituzione dei seggi e di svolgimento delle operazioni elettorali si svolgono secondo le norme di legge.
    La commissione elettorale comunale verifica ed attesta il numero delle firme raccolte, nonché il risultato elettorale conseguito dal referendum indetto.

Art.50 (Esito).

  1. Il referendum è valido se allo stesso ha partecipato almeno il 40% degli aventi diritto al voto.
  2. L’esito del referendum è determinato dal voto degli elettori. La proposta è accolta quando sulla stessa si pronuncia favorevolmente la maggioranza dei votanti.

Art.51 (Effetti).

  1. Nel caso in cui la proposta di referendum sia stata accolta, il Presidente del Consiglio Comunale è tenuto, entro 30 giorni dall’esito del referendum, a porre la questione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.
  2. L’eventuale deliberazione difforme dall’esito del referendum deve essere adeguatamente motivata.

Art.52 (Altre consultazioni).

  1. Il Consiglio Comunale e la Giunta possono disporre forme di consultazione diretta dei cittadini, diverse dai referendum, per acquisire elementi di valutazione su iniziative, proposte, servizi, comunque di competenza del Comune.
  2. L’organo che dispone la consultazione ne stabilisce contestualmente tipo e modalità.