CARCERI: POLIZIA PENITENZIARIA ORMAI ABBANDONATA DA TUTTE LE ISTITUZIONI.

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POLIZIA PENITENZIARIA

POLIZIA PENITENZIARIA

Sono pronte per partire le note indirizzate ai capigruppo di Camera e

Senato, ai segretari e ai presidenti di partito, il Libero Sindacato
appartenenti di Polizia Penitenziaria (lisiapp) invita i politici di
maggioranza e opposizione a prendere posizione e condivisione del
disagio e le problematiche che affliggono gli agenti di Polizia
Penitenziaria in servizio nelle oltre 200 carceri italiane “.
Le note – fa sapere il segretario generale de Lisiapp, Mirko Manna –
saranno consegnate nei prossimi giorni a tutti i partiti compreso la
Ministra guardasigilli Severino”.
Il sindacato parla di una “situazione grave e ormai non piu’
sostenibile” all’interno delle strutture penitenziaria, che riguarda
non solo il sovraffollamento dei detenuti: “Non viene prestata
altrettanta attenzione ai 38mila poliziotti penitenziari in servizio
in prima linea. Il nostro – afferma Manna – è l’unico Corpo di Polizia
che per legge ha anche il compito di favorire il reinserimento sociale
dei detenuti. Eppure l’organico attuale è quello di dieci anni fa,
quando il numero dei detenuti era il 30% in meno di oggi (attualmente
si contano circa 66mila detenuti)”.
E ancora: “La Polizia Penitenziaria svolge innumerevoli servizi
istituzionali e di specialità come quella di recente istituzione del
servizio di polizia stradale ma, quello che non capiamo proprio in un
momento di crisi e di austerity come questo, assistiamo a casi di
servizi ancora attivi  (auto blu) rivolti a ex ministri,
sottosegretari, capi di gabinetto, ex capi dipartimento ma anche alti
dirigenti che a tutt’oggi usufruiscono di auto ,uomini e in alcuni
casi di presidi fissi sotto l’abitazione il tutto a spese del
Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria.” Questi casi
potrebbero rientrare e far risparmiare soldi nell’ottica della
“spending review” messo in atto dal governo tecnico, ma che come
sempre colpisce i poliziotti.
Il sindacato Lisiapp fa notare inoltre che a differenza degli altri
Corpi di Polizia Penitenziaria europei, quello italiano “è l’unico a
svolgere non solo compiti di sorveglianza, ma anche di supporto a
tutte le altre attività del carcere, come ad esempio il servizio per
il sopravitto mensa, la segreteria, i corsi di formazione e
istruzione, di tutto e di piu’ ”.
Il segretario del sindacato ritiene che per tutte queste ragioni debba
essere considerato “luogo comune” quello che fa ritenere che la
Polizia Penitenziaria italiana sia la più numerosa d’Europa, con un
agente per 1,35 detenuti. “Non è così. Basti pensare che una decina
d’anni fa accadeva nei turni festivi pomeridiani e notturni c’èra un
solo agente a controllare 150 detenuti. Oggi è una prassi consolidata
durante tutti i turni pertanto siamo passati da un disagio avvertito
solo durante i periodi di festività a un disagio ventiquattro ore.  E
questo – afferma Manna – avviene in tutte le strutture detentive da
nord a sud isole comprese”.
Per questo motivo il Lisiapp insiste affinché i politici prendano
coscienza su cosa si prova a subire e vivere quotidianamente i disagi
che provano sulla propria pelle i poliziotti: “Non si possono rendere
più umane e vivibili le condizioni dei detenuti – conclude il
segretario – senza rendere più umane e vivibili le condizioni dei
poliziotti penitenziari”.