CARLO MIGLIAVACCA – EXPO MILANO 2015

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Expo 2015

Expo 2015

SONO UNA MOSCA BIANCA – 01 APRILE 2008

E così Milano è riuscita ad aggiudicarsi l’assegnazione dell’Expo 2015 confermando le previsioni della vigilia; ero, e sono, fra gli scettici ed i critici sulla necessità che Milano dovesse essere investita di simile evento il quale, ancorché di importanza e valenza mondiale, comporta investimenti galattici e cementificazione abnorme; non vi è dubbio che tale avvenimento risulta essere un affare enorme, un grande evento commerciale, simbolo dell’economia globalizzata. In questo momento di euforia Milano brinda, ma brinda soprattutto il mondo della Finanza e dell’Imprenditoria; festeggiano le dinastie immobiliari le quali si vedono servite su di un piatto d’oro opportunità economiche di non poco conto perchè, tra investimenti diretti ed indiretti, si arriva alla non trascurabile cifra di 20 miliardi di euro i quali, prima del 2015, lieviteranno ulteriormente fino, con tutta probabilità, a raddoppiare. Gli studi effettuati dalla Bocconi ci dicono inoltre che l’evento porterà 70 mila posti di lavoro. Di fronte a queste cifre capiamo tutti che l’opportunità è ghiotta, ma le sorprese che ci riserverà «il dopo Expo» potrebbero essere drammatiche; per analogia, basta osservare quanto sta succedendo a Malpensa in riferimento ai posti di lavoro. Oltretutto dobbiamo interrogarci sulla necessità di andare a cementificare e ad inquinare un territorio, quello milanese, già saturo e sfruttato; vorrà dire che la tassa ecologica che si paga attualmente per arrivare nel centro di Milano verrà estesa a tutta la città comprensiva dei Comuni limitrofi. Mi fa piacere che dalle pagine nazionali de «La Stampa» il giornalista milanese Francesco Malacorda, nella sua «Analisi» dell’evento, si sia soffermato ad analizzare anche i «contro» della megagalattica operazione. Pensavo di essere una mosca bianca, ma mi devo ricredere.

 OGGI 11 NOVEMBRE 2010

Bene, fra le argomentazioni citavo il “possibile inquinamento”; mi sbagliavo, perchè il territorio dell’Expo’ milanese è già inquinato di brutto. È di ieri la notizia che l’area di un parco adiacente all’Expo’ è stata messa sotto sequestro per avvelenamento ambientale e delle falde acquifere. Rifiuti metalli tossici, diossina e altre sostanze cancerogene in quantità; proprio su quest’area infatti, dagli anni Sessanta e per trent’anni, sono stati scaricati un milione e 800mila metri cubi di rifiuti: una bomba ecologica! Tra gli indagati ci sarebbero funzionari pubblici e rappresentanti delle società proprietarie dell’ex cava, cioè l’Acqua Pia Antica Marcia e la Residenze Parchi Bisceglie. La procura accusa il Comune di Milano «di aver dato autorizzazioni illegittime». In particolare quella che, anziché la bonifica dai costi elevatissimi, consente la «messa in sicurezza dell’area»: un telo di 1,5 millimetri su cui costruire delle sorte di palafitte, «un sistema di sbarramento per bloccare gli inquinanti».  Adesso c’è da domandarsi come andrà a finire; purtroppo siamo in Italia e, passata la prima buriana, finirà tutto in una bolla di sapone. Tutte le altre mie considerazioni scritte rimangono ancora attuali.

Carlo Migliavacca