Carlo Migliavacca, in collaborazione con il gruppo facebook “sei di novara se…”, organizza una visita guidata a Lumellogno

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Carlo Migliavacca

Carlo Migliavacca

“In collaborazione con il Gruppo Facebook “Sei di Novara se…”, ho voluto organizzare una visita guidata ad alcuni fontanili ancora esistenti nel territorio della mia Lumellogno. Fino a qualche decennio fa questi fontanili erano ben otto nel solo territorio di Lumellogno, ma alcuni sono stati eliminati; oggi ne rimangono attivi solo cinque. Conteggiando anche quelli di Pagliate, che è strettamente legata a Lumellogno, i fontanili ancora in essere sono otto.

Per coloro i quali volessero passare un pomeriggio in mezzo alla campagna ed ammirare le bellezze del nostro territorio agricolo, l’appuntamento è fissato per domenica 13 aprile, con ritrovo alle ore 14,30 davanti al Cimitero di Lumellogno (per la comodità di posteggiare e perché da lì si parte per andare ai fontanili).

Al termine della “scampagnata”, per chi lo desidera, c’è la possibilità di andare ad ammirare le due opere d’arte conservate nella Chiesa parrocchiale: il bellissimo quadro del Tanzio da Varallo “Madonna con Bambino adorata dai Santi Domenico e Francesco” e l’ultima opera recuperata del XVII sec. di Autore ignoto “Anime purganti”; e già che siamo nella parrocchiale, anche tutti gli affresci murali ritornati al loro splendore.

Nel giugno del 1940 l’adolescente (10 anni) Paolo Grassi così scriveva di Lumellogno – e dei fontanili – nel suo diario:

«[…] Il paese è circondato da una campagna che a me piace molto: risaie, campi e prati assai ben coltivati e tutti delimitati da filari di alberi, abbondanza di fossi, rogge, piccoli canali d’irrigazione e numerosi fontanili. Di qui passa la famosa “linea dei fontanili” della quale mi hanno parlato a scuola: l’acqua sgorga dal sottosuolo nelle cosiddette “teste di fontana” e forma dei fossati nei quali scorre lentamente. Inoltre, a circa un chilometro dal paese, scorre il torrente Agogna, che finisce direttamente nel Po.

In questa campagna abbondano le rane, che a me piacciono molto, specialmente se cucinate dalla nonna. Si trovano anche pesci, soprattutto carpe, tinche e cavedani, che però non hanno lo stesso ottimo sapore delle sarde e dei dentici che la mamma mi cucina a Milano». “

I FONTANILI

Struttura geologica

Le acque piovane e fluviali che – trovando materiali molto permeabili – penetrano in profondità nel sottosuolo formando una falda freatica, possono tornare in superficie in corrispondenza di materiali impermeabili. L’acqua che fuoriesce da fontanili e risorgive presenta una temperatura costante compresa fra i 9 – 10 °C in inverno e i 12 – 15 °C in estate.

L’acqua riemerge in quella che viene definita testa del fontanile e poi si distribuisce nella cosiddetta asta, dove può essere prelevata per l’irrigazione dei campi ed in particolare le marcite, grazie alla temperatura costante che ne consente l’utilizzo durante tutto l’anno.

Nella Pianura Padano-Veneta i materiali permeabili sono dati dalle ghiaie delle mega-conoidi alluvionali dell’alta pianura, mentre gli impermeabili sono dati dai depositi di esondazione formati da limo ed argilla della bassa pianura.

Storia

Le risorgive hanno da sempre catturato l’attenzione dell’uomo e, sebbene non esistano molte documentazioni specifiche sul loro uso massiccio, non si può escludere che esse abbiano avuto un ruolo fondamentale per l’approvvigionamento idrico di piccole comunità rurali.

L’archeologia ha dimostrato come molte risorgive costituivano un rischio per lo sviluppo urbano antico e non sono infrequenti in antico le condutture realizzate per far defluire l’acqua e nel contempo renderla utile per la vita della comunità.

Le risorgive talora erano considerati dei beni preziosi dalle prime civiltà, che attorno ad esse realizzavano i nuclei principali dei loro abitati.

Si presume generalmente che i fontanili padani invece abbiano avuto origine solo nei primi secoli del II millennio, nell’ambito dei più ampi lavori di bonifica idraulica della pianura. In questi secoli furono effettuati i primi scavi per incanalare ed regimentare le acque di profondità.”