Con l’”affitto poltrona” nasce un nuovo modello di gestione aziendale

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Novara è il primo comune in Piemonte ed uno dei primi in Italia ad attuare un provvedimento di attuazione di questo nuova modalità operativa

Confstampa Affitto PoltronaSi chiama ”affitto di poltrona o di cabina” ed è una forma di contratto in base al quale un titolare di salone  di acconciatura o di centro estetico concede in uso una parte dell’immobile nel quale viene esercitata la propria attività imprenditoriale, con le eventuali attrezzature pertinenti, ad un altro soggetto che, in veste di imprenditore in possesso dei requisiti professionali richiesti dalla legge, esercita la propria attività di impresa nei locali  concessi in affitto. Una novità che deriva direttamente dal più recente comtratto collettivo del settore che che, da domani, sarà attiva a anche a Novara.

La Giunta comunale, infatti, ha approvato questa mattina una delibera che introduce nella nostra città, prima in Piemonte ed uno delle prime in Italia, questo nuovo ordinamento.

La delibera, che rappresenta una significativa novità per un settore che a Novara conta più di 500 imprese con diverse migliaia di addetti, è stata presentata nel pomeriggio dall’assessore al commercio e all’artigianato Sara Paladini, con la partecipazione delle organizzazioni di categoria.

«Questo provvedimento – ha spiegato l’assessore – è il frutto di una intensa collaborazione con le associazioni artigiane che hanno condiviso con noi una nuova riflessione, in particolare sulle prospettive di chi decide di intraprendere una nuova attività imprenditoriale nei settori del Benessere. È il caso di molti giovani che si affacciano su questo mercato ancora vivace, ma che si scontrano con i rilevanti investimenti iniziali ed i successivi costi fissi e di funzionamento che, insieme ai pesanti oneri fiscali e parafiscali, creano oggettivi ostacoli all’avvia e all’affermazione di nuove realtà imprenditoriiali».

Con la delibera approvata questa mattina, sarà possibile a Novara questa specifica forma di “coworking”, dove soggetti già in possesso dei requisiti tecnico professionali per esercitare la professione di acconciatore o di estetista, si uniscono utilizzando spazi comuni.

« Si tratta  – ha aggiunto Paladini – di uno strumento che favorisce in modo diretto le imprese e che aiuta anche a combattere il fenomeno del sommerso e dell’abusivismo che in questo settore è particolarmente rilevante»

Soddisfazione e ottimismo sono state espresse da Alessandro Scandella di Confartigianato e da Alesssandro Valli di CNA, che hanno concordemente auspicato che questo meccanismo possa prendere piede, magari anche in altri settori merceologici sia sul fronte delle nuove imprese che su quello delle imprese in difficoltà che possono risollevarsi condividendo spazi e costi.

Bartolo Cuomo dell’Asl ha ribadito che la procedura prevista per l’utilizzo di questo nuovo modello contrattuale è molto semplice e agevola l’avvio delle nuove attività

«Un risultato positivo – ha concluso l’assessore Paladini – che ci auguriamo possa portare presto i suoi benefici, soprattutto per creare occasioni di lavoro per i giovani»