Convocazioni "Sudafrica 2010", i ventitre di Marcello Lippi

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Lippi ha preso alla sprovvista i cronisti (con Quagliarella) ma è stato infilato in contropiede da un infortunio imprevisto (Camoranesi). Uno a uno e palla al centro si potrebbe chiosare. E invece le due novità, maturate tra il primo mattino e il tardo pomeriggio, hanno conferito all’ultimo giorno utile per la scelta dei 23 azzurri da segnalare alla Fifa per il mondiale, il carattere di una singolare corsa contro il tempo per comunicare entro le 24 la lista dei 23 azzurri alla Fifa. «Nessuno ci ha indovinato, ci sarà una sorpresa» il primo commento di Marcello Lippi con il suo staff, ieri mattina a colazione, dopo la lettura dei quotidiani, sportivi e non. E la sorpresa ha avuto subito un nome e un cognome: Fabio Quagliarella. Giudicato in ritardo rispetto alla concorrenza (Giuseppe Rossi e Borriello), all’atto dell’arrivo al Sestriere, il giovane attaccante napoletano ha realizzato una suggestiva rincorsa risalendo la china grazie a una migliore condizione fisica e a una più razionale distribuzione di ruoli nel pacchetto dei 5 attaccanti. Lippi ha svolto il seguente ragionamento: Gilardino e Pazzini, i due centravanti-boa, sono più che sufficienti, specie poi se alle viste è previsto l’utilizzo dello schieramento con un solo attaccante d’area. Borriello sarebbe risultato un inutile «triplone». Alle spalle del Gila, il trio di guastatori è presto fatto: Di Natale, col piedino caldissimo, ha il posto garantito a sinistra, insieme con Marchisio («devo tutto a calciopoli» la sua battuta: finalmente quel periodo non evoca solo disgrazie e divisioni) in zona centrale e una pedina a destra, Camoranesi o Iaquinta i candidati. A questo punto, il ct ha deciso di lasciare a casa Borriello, e il terzo tra le seconde punte a disposizione, Giuseppe Rossi, avendo in organico già Iaquinta e Quagliarella appunto, buoni per ogni evenienza. Il napoletano ha finito in crescendo col suo club (11 gol il bottino finale), si è presentato al Sestriere con la gamba allenata e ha marcato subito la differenza rispetto alla concorrenza: Giuseppe Rossi e Borriello avevano le gomme sgonfie. A tradimento, nel pomeriggio, è arrivato lo sgambetto del destino. A seguito di un banale riscaldamento, German Mauro Camoranesi si è fermato, ha lamentato una fitta al ginocchio sinistro e ha lasciato il campo d’allenamento: il professor Castellacci, capita l’antifona, lo ha caricato su una macchina e condotto di corsa in ospedale a Torino per una serie di accertamenti clinici: distrazione capsulare al menisco del ginocchio sinistro, giocatore recuperabile per il Paraguay secondo i medici (ma non per le due amichevoli). Il Ct nel frattempo ha provveduto a perfezionare il resto dell’elenco. Anche qui scelte scontate ma fino a un certo punto: sono rimasti a casa, col quarto portiere Sirigu, anche il palermitano Cassani e il deb Cossu. Per il terzino decisione inevitabile dopo aver maturato l’idea di dirottare Chiellini sull’argine sinistro dello schieramento difensivo. A quel punto Bocchetti è diventato indispensabile per il ridotto plotoncino dei difensori centrali, Cannavaro e Bonucci i superstiti. Nel gruppo Bocchetti può recitare il ruolo del jolly e ripeterà, probabilmente, nello schema mentale di Lippi, la presenza di Zaccardo nella spedizione tedesca di quattro anni fa.