Cota -Bresso: alto mare

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Cota Bresso elezioni

Cota Bresso elezioni

quotidiano La Stampa.

Io sono sempre abituato a credere alla buona fede della persone. Detto questo, però, si può sbagliare ed è palese che in questo caso siamo di fronte ad un errore evidente, errore a cui si può rimediare». Con queste parole il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, giudica la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale che ha ordinato il riconteggio dei voti ottenuti dalla lista «Al Centro con Scanderebech» alle elezioni regionali del 28 marzo. La presa di posizione del responsabile del Viminale arriva nel corso del comizio alla Festa della Lega Nord che si è conclusa domenica sera a Torino. Secondo Maroni la «presentazione dei ricorsi» è infondata e così le «decisioni prese» che «non rispettano e non corrispondono alla situazione di legittimità». L’affondo di Maroni serve al governatore Roberto Cota per contestare l’avvio delle operazioni da parte del tribunale di Asti: «Non c’è nulla da ricontare. La legge elettorale è chiara. Ho vinto io le elezioni». Anche Cota parla di «un errore del giudice nella sentenza» e poi attacca i mezzi d’informazione perché i «giornali sono andati dietro al magistrato acriticamente senza raccontare la verità».  E per Cota la verità è contenuta nei filmati del ministero dell’Interno con le indicazioni del voto andati in onda sulle televisioni: «Si tratta di informazioni inequivocabili studiate anche per spiegare le modalità ai sordomuti». E in quelle istruzioni si spiega come «il voto per la lista prescelta vale anche per la lista regionale collegata al candidato presidente». Ecco perché «ho il diritto e il dovere di difendere le istituzioni regionali che sono state legittimate dal voto popolare» contro una «porcata senza precedenti che sta facendo rivoltare il popolo». Cota sottolinea anche le contraddizioni della Bresso che «ha fatto ricorso contro una lista che è stata legittimata con le stesse modalità usate dal Pd per rendere possibile la corsa dei radicali». E l’ex presidente «ha presentato un ricorso contro i giudici perché sono stati i magistrati a fare una sentenza che ad Asti ha ammesso alla corsa la lista di Scanderebech». Dunque la sentenza del Tar «va contro quella di altri giudici. Ci troviamo di fronte ad un sistema impazzito che rischia di danneggiare il Piemonte e i suoi cittadini». Le parole di Cota scatenano la reazione dell’ex presidente. Mercedes Bresso: «Siamo in uno Stato di diritto e anche se a Roberto Cota non piace esiste la giustizia che rappresenta un potere terzo, autonomo dalla politica ed emette le sentenze in nome del popolo italiano». Secondo la «zarina» le «sentenze, anche quando non piacciono, devono essere rispettate e applicate. E’ ridicolo chiedere la sospensione del riconteggio visto che solo pochi giorni fa davanti al Consiglio di Stato gli avvocati di Cota hanno rinunciato alla stessa richiesta». Ecco perché «a questo punto nulla impedisce di procedere. E’ stato perso già molto tempo. Si verifichi quanto è stato disposto dai giudici amministrativi». E aggiunge: «Le elezioni si vincono senza truffe e liste false, rivendicare che tutto è chiaro e nulla è successo rappresenta una forma di negazione della realtà».