Crollo ponte Morandi: piemontesi tra le vittime. Tra i dispersi, una famiglia di Oleggio

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Di Alessandro Berardi

Genova – Il bilancio delle persone decedute a causa del crollo del ponte Morandi, avvenuto martedì mattina nel capoluogo ligure, è attualmente di 39 persone (tra esse, anche tre bambini) e 16 feriti (di cui una decina, ricoverati in ospedale con codice rosso). Nell’elenco delle vittime accertate, risultano dei cittadini residenti in Piemonte: una famiglia di Pinerolo, composta da 4 persone (Andrea Vittone con la moglie Claudia Possenti e i due figli), un’infermiera che lavorava presso l’ospedale di Alessandria (la 29enne Marta Danisi) e una coppia di Arquata Scrivia (Alessandro Robotti e Giovanna Bottaro). Tra le persone disperse invece, risulta una famiglia di Oleggio: il 43enne Cristian Cecala, la moglie Dawna e la figlia di 9 anni. Erano su quella strada, diretti all’Elba, ma sull’isola, non sono mai arrivati. Cresce la preoccupazione di parenti e amici della coppia, perché il loro telefono cellulare, risulta irraggiungibile ormai da troppo tempo. Gli sfollati invece, risultano essere più di seicento, ai quali, è stato vietato di tornare nelle loro abitazioni, che sorgono proprio sotto il pilone del ponte che è rimasto in piedi, ma risulta essere a rischio crollo, in quanto pericolante.

Il giorno dopo la disgrazia genovese, il Governo si è messo al lavoro, per cercare i responsabili di quanto accaduto. Sul banco degli imputati, è finita la società autostrade, alla quale, i due vicepresidenti del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, vogliono revocare la concessione.

La replica della società non si è fatta attendere, la quale in una nota si dice “fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario”.

Tale dimostrazione, secondo Autostrade, avverrà “nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi”.

Infine, si legge nella nota:” E’ una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali. Peraltro non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo”.

Ricostruzione in 5 mesi – E’ l’obiettivo prefissato dalla stessa società Autostrade per l’Italia, la quale, ci tiene a sottolineare che “sta lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in 5 mesi dalla piena disponibilità delle aree”.