DEDICA DI MASSIMO AI NOSTRI MILITARI – L’EDITORIALE

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al-qaeda

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di Alessio Marrari

Troppi gli interessi politici, questa mattina i tioli dei maggiori quotidiani nazionali fanno la gara allo “scoop del titolo” come sempre, c’è chi vuole armare i caccia italiani, chi invece vuole la ritirata delle truppe, chi accusa il governo e chi  l’opposizione. Come al solito, i morti non vengono onorati ma sono solo un veicolo di “guerra” parlamentare. Nessuno s’immagina l’accaduto, l’ordigno che esplode e, nonostante il blindato, quattro vite si vanificano e si polverizzano “in tempo zero”. Alle spalle dei quattro soldati ci sono, mamme, padri, fidanzate, mogli, figli, amici, gente che ne sentirà la mancanza, orgogliosa di piangere chi ha servito la patria, la nazione. Ma cosa si legge sui giornali? Cosa si sente in televisione? Accuse… “fascisti!”, e gli altri “comunisti!”, poi arrivano le bare, un bandiera le “veste”, un messa e domani nessuno più si ricorda di nulla, daltronde come è sempre stato. “Porta a Porta e Matrix” daranno la caccia agli ospiti migliori, Santoro sarà di nuovo il moderatore del “ring”, politicanti vari, e non politici, si punteranno addosso il dito, come ogni sera e gl’italiani saranno nuovamente nauseati facendo fatica a digerire la cena. Intanto la verità è che dal 2001 le truppe internazionali sono impegnate sul fronte iracheno e quello afgano, con ordini di polizia, di addestramento ai nuovi corpi di vigilanza “indigeni”. Che differenza c’è tra le colonizzazioni del 1500? Del 1600?  Spagnoli e Portoghesi hanno distrutto civiltà antichissime in centro e sudamerica, la chiesa si è sempre “prodigata” nel senso delle crociate per combattere gl’infedeli, la storia insegna. “Adesso”, inteso come gli ultimi vent’anni, che in termini di misurazione del tempo storico, è paragonabile agli ultimi “cinque minuti”, andiamo in Iraq per controllare il petrolio, facciamo accordi politici, bombardiamo città, stati, intere nazioni, villaggi, culture, e, in vent’anni, poveri ed oppressi erano ed altrettanto sono rimasti. Iran, Pakistan ed India hanno la “bomba atomica”, in Afganistan ci sono i Talebani, “mamma mia che paura”… Gli eserciti occidentali, sono delle vere macchine da guerra sofisticate e tecnologiche, mentre i talebani hanno i “cunicoli sotterranei” e le armi di scarto vendute loro dai nostri eserciti, vanno a cavallo “suonando la carica”. Ma i nostri governi, chi vogliono prendere per il culo? Se volessero, la “guerra”  durerebbe una settimana, solo per la tecnologìa ivi posseduta, invece è dall’11 settembre 2001 che siamo in balìa di notizie in merito a militari morti negli agguati terroristici. Bello, pittoresco e scenografico  il termine “cellula di al quaeda”, protagonista di film, libri, speculazione cartacea e televisiva, mentre la gente muore “al fronte” da nove anni, se guardiamo al “dopo torri gemelle”, altrimenti dovremmo risalire al lontano 16 gennaio 1991 ore 1.15 della notte, qunado i B52 devastarono, per la prima volta Bagdad, lanciando 4000 bombe al secondo sulla città. Quindi? Un azione di guerra che vede sul “ring”, un peso massimo campione del mondo contro un peso piuma “amatore del pugilato”, deve durare poco, giusto il tempo necessario a ripristinare l’ordine, nove anni sono un’esagerazione e in più i talebani sono ancora lì e nessuno riesce a trovarli, ma vi pare possibile? Trafficanti di armi, produttori mondiali di oppio, questa è la loro economia che frutta miliardi; perchè non si vuole scegliere di chiudere la partita in pochi giorni? Interessi politici? Benissimo fate rientrare le truppe, una volta per tutte e iniziate un EMBARGO, un duro colpo alla loro economia, IN AFGANISTAN NON ENTRANO E NON ESCONO PIU’ ARMI TANTOMENO UN GRAMMO DI OPPIO, “che se lo fumassero tutto loro”, cosa diventerebbero i talebani? Tornerebbero a fare i “predoni del deserto”. Ma perchè i governi non realizzano tutto questo?  Bisognerà impedire che i talebani “mettano le mani” sulle testate nucleari pakistane ed iraniane ma nessuno ne parla. Solo un gran “fumo televisivo” nazionale, “morti militari italiani in attentato”, politici che si “scannano” nelle trasmissioni, discorsi da bar visti da famiglie in lutto per la perdita di un figlio, di un marito, di un fidanzato, un nipote e quant’altro. Ma BASTA!