Dieta mediterranea considerata patrimonio dell’umanità

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«È un grande successo per il nostro Paese, la nostra tradizione alimentare e la nostra cultura». Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha commentato la notizia secondo cui l’Unesco ha raccomandato l’iscrizione della dieta mediterranea nella Lista delle tradizioni considerate Patrimonio Mondiale Immateriale dell’Umanità. «La dieta mediterranea rappresenta uno stile di vita sostenibile basato sul mangiare i prodotti tipici del territorio in momenti conviviali con la famiglia o con gli amici: per l’Unesco questo insieme unico di pratiche alimentari, conoscenze e competenze tradizionali trasmesse di generazione in generazione, è un qualcosa di unico al mondo e va salvaguardato e valorizzato», sottolinea Galan in una nota. L’Unione europea ha pure imposto un limite di taglia per salvaguardare le specie marine. Significa che al di sotto di una certa taglia il prodotto ittico, molluschi compresi, non può essere commercializzato. Mangiare quindi una frittura di pesce o un sauté di vongole si potrà, ma con “un metro in mano”. Disco verde quindi per orate lunghe almeno 20 centimetri, che diventano 11 per triglie e sardine, 18 per sgombri e tornano a 20 per le sogliole.