E’ SU TWITTER CHE I COETANEI DI CAROLINA ESPRIMONO IL LORO DISPIACERE ALLA QUATTORDICENNE NOVARESE DECEDUTA

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di Alessio Marrari

ImmagineSono rammaricato e mi unisco al cordoglio della famiglia, per la tragedia in atto, riguardante la scomparsa di Carolina, 14 anni. Il nostro blog si è limitato, in un articolo precedente, a rendere noto quanto accaduto così tristemente e non aggiungendo nulla in più.  Basta collegarsi su Twitter e ricercare per hashtag #ripcarolina, #carolina o semplicemente #novara, per interagire con centinaia e forse migliaia di tweet postati da adolescenti di tutta Italia ed anche di Novara e molti  dichiarati amici o conoscenti della ragazza, per rendersi conto di quali possano essere le cause di un probabile gesto così estremo della concittadina scomparsa. Si legge di bullismo e “malelingue” non rette dalla fragilità della giovane e quant’altro. Tutte ipotesi che lasciano il tempo che trovano, finchè non sarà la magistratura a stabilire, successivamente le meticolose indagini in atto, se ci siano o meno responsabilità esterne.

La mia riflessione però va oltre: quanto sopra riportato è stato da me personalmente verificato sul social americano (hashtag #ripcarolina#carolina o semplicemente #novara consultabile da tutti) . Tantissimi giovani responsabili hanno ponderatamente lasciato il proprio messaggio a chi adesso non c’è più ma, c’è dell’altro, moltissimi sono i tweet che vanno a ruota libera

come questoImmagine1 , sicuramente di rabbia verso i probabili responsabili ma non certo d’ausilio al dolore della famiglia, alla magistratura e forze dell’ordine impegnate a fare chiarezza in rigore alla giustizia che Carolina merita.

Il mio appello è rivolto ai genitori di adolescenti minorenni: monitorate gli account dei vostri ragazzi, ormai internet è nelle nostre case, quanto a portata di telefono, in ogni momento, le insidie con le quali potrebbero relazionarsi sono a portata di click e, spesso, la “web reputation”, che equivale alla “reputazione” che i giovani si costruivano negli anni “non mediatici”, potrebbe essere “infangata” dalle invidie,  quali le vecchie che caratterizzavano le relazioni adolescenziali con il mondo esterno, soltanto che al giorno d’oggi, ogni cosa, è resa pubblica dal mondo della comunicazione, al contrario d’un tempo quando ancora le opinioni si gestivano all’interno delle comitive di adolescenti. Meditate…

Questo articolo non voglia offendere nessuno, è solo una mia riflessione.