Editoriale “BOMBA” – 480.000 Posti di Lavoro in Meno

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Notizia Agenzie di Stampa di ieri ( 16 settembre 2010 )

Il Centro studi di Confindustria «stima che il 2010 si chiuderà con 480 mila persone occupate in meno rispetto al 2008». Con un ricorso alla cassa integrazione «che rimarrà alto per il resto del 2010». Sono 450 mila sono i posti di lavoro già persi a fine giugno, altri 30 mila sono «a rischio» nella seconda metà dell’anno. Per il CsC «l’occupazione non ripartirà prima dell’anno prossimo», con una stima del +0,4% delle unità di lavoro, ed un tasso di disoccupazione che «salirà, terminando il 2011 al 9,3%». Sul fronte della ripresa «la performance dell’Italia è tra le peggiori, così come lo era stata nella recessione». Lo sottolinea il centro studi di Confindustria che con il rapporto di autunno ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2011 (al +1,3%, dal +1,6% stimato a giugno) e confermato le previsioni per il 2010. Anche in Italia la ripresa «perde slancio». Serve «uno scatto di reni nelle riforme», ci sono «nodi strutturali non sciolti».
Alla fine del biennio 2009-2010 «sarà del 3,7% il minor prodotto da recuperare», indica il Centro Studi di Confindustria, che sulla base delle nuove stime di crescita (Pil +1,2% quest’anno, +1,3% il prossimo), sul fronte della ripresa dopo la crisi avverte: «Di questo passo i valori medi del 2007 non si raggiungeranno prima del 2013». Anche perchè «è più di una impressione che ci sia stata una perdita permanente di attività e domanda». Oggi «la forza trainante è costituita dall’export», gli investimenti «danno un importante contributo», mentre «continuano a languire i consumi penalizzati da reddito disponibile e lavoro difficile».

Editoriale di Alessio Marrari

www.cittadinovara.com

Dati “confortanti” questi per migliaia di famiglie ormai “sull’orlo di una crisi di nervi”. Ben diversa è la realtà che contraddistinge “l’italiano” nelle sue più svariate “sfaccettature”. Come mai le testate giornalistiche, i Tg nazionali, le radio da sei mesi a questa parte “parlano” di ripresa dei mercati, di fine della crisi e, così, da un giorno all’altro i dati accertati sono pari a 480.000 posti di lavoro in meno?  Alla domanda di qualche mese fa, proposta da una giovane, presso una trasmissione televisiva politica, al Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, inerente al dramma dei posti di lavoro che si “dissolvono” , la risposta è stata caratterizzata da una “battuta” che ha destato non poche polemiche tra la gente comune “devi sposare un uomo ricco”  risponde il premier. Per carità.. è anche vero che l’ “humor”  deve accompagnare le nostre giornate ma, la cosa grave è che, la battuta in risposta alla domanda seria, non ha avuto seguiti di riscontro nè argomentazioni concrete al dramma vissuto dai giovani e “meno giovani”  in questo momento storico: IL LAVORO! Premesso che “Città di Novara” non vuole la strumentalizzazione politica da parte di nessuno schieramento, cercando di essere la “voce” dei cittadini onesti e bisognosi, in risposta alla battuta del Predidente del Consiglio, ci sentiamo di ritenere fuori luogo l’umorismo gratuito rivolto a coloro i quali non siano disposti ad ammirare “palcoscenici” televisivi, le battute non aiutano chi ha perso il lavoro a pagare il mutuo dell’appartamento, l’affitto di casa, le bollette, i libri dei figli (che costano “un’occhio della testa”), il finanziamento dell’automobile e quant’altro, la gente che vive nel terrore di non riuscire “vedere fine mese”, che cerca d’inventarsi un modo di tirare avanti, vorrebbe sentire buone notizie, perchè pagare le tasse è un dovere di ogni buon cittadino ma, in quanto a diritti…, beh lì siamo scarsetti, il popolo, la gente, è interpellata e “considerata” solo in campagna elettorale, laddove tutti i “colletti bianchi” si presentano con le migliori intenzioni, promettendo a destra e a manca, orizzonti floridi e un futuro libero da frustrazioni economiche,  facendovi sentire considerati ed importanti, poi? A risultato acquisito? Li avete più visti? Sentiti? Quel minimo di cui siamo autorizzati a sapere viene costantemente distorto dai mass-media pagati! 480.000 posti di lavoro in meno sono 960.000.000  euro in meno nelle tasche degli italiani che pagano le tasse, se consideriamo mediamente 1000 euro di stipendio e 1000 di contributi, che vengono meno perchè la manovalanza e il lavoro di concetto, nei paesi dell’est e in oriente, costa quanto “un caffè al giorno” in Italia. E che dire delle grandi SPA che approfittano del momento per “ciucciare” i soldi degli ammortizzatori sociali allo stato, quindi a noi italiani? Gli ammortizzatori sociali, non sono altro che, “un recipiente”, contenente denaro pubblico, in dotazone al ministero preposto,  per affrontare le emergenze delle aziende in crisi con l’obiettivo di conservare i posti di lavoro dei dipendenti. Non possiamo provare nulla in merito ma, la sensazione, è che qualcuno abbia approfittato del momento incrementando  il collasso di molte piccole e medie imprese…. mica i soldi ci sono per tutti? i primi che arrivano beneficiano, “chi tardi arriva” chiude! Cari Lettori è la realtà, ma non la leggiamo da nessuna parte, oggi fare informazione significa conservare il posto di lavoro e annunciare le “scomode” verità è un rischio, i politici, i proprietari di aziende ( e spesso parliamo della stessa figura proprio perchè gl’imprenditori sono i primi ad entrare in politica), sono uomini che hanno il coltello dalla parte del manico difficili da annientare, non facendo altro che curare i loro interessi fregandosene della loro “benzina” che siamo noi cittadini in quanto, senza di noi, questa gente serebbe “il nulla tendente a zero”. Secondo Voi i signori politici vivono con 1000 euro al mese? Altri articoli abbiamo pubblicato evidenziando i loro stipendi e, se la paga è legata alla qualità del lavoro, non pensate che la loro professionalità lasci a desiderare? Solitamente chi si impenga produce, 50 anni di “vecchia repubblica” hanno prodotto il “buco nero economico” di migliaia di miliardi delle vecchie lire e, “tangentopoli”, discutibile o meno, ha fornito le prove concrete agli atti, invece quasi 20 anni di “nuova repubblica” hanno mandato “in ferie” 480.000 persone. Ci chiediamo cosa succerderà appena i pochi soldi rimasti sui conti correnti degli italiani finiranno e molti padri di famiglia non avranno “roba da mangiare” da dare ai propri figli…. (vedi Argentina, Grecia, ecc ecc) La lira è rimasta un bel ricordo ma, quei due milioni al mese medi di stipendio, consetivano di pagare il mutuo della casa ( mediamente un milione per l’epoca) e con il rimanete, vivere bene, se poi in casa vi era la disponibilità di due stipendi, per un totale di quattro milioni circa.. fate voi i conti o tirate fuori “dal cassetto” i vostri vecchi bilanci familiari…