Finge di parlare solo giapponese e ferisce un agente durante un controllo

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In data 23.03.2019 verso le ore 03:15 , nei pressi dell’ innesto A26,  Comune di Castelletto Ticino (NO), durante un controllo una Volkswagen Passat viene fermata. Avvicinatosi al veicolo, a bordo vi era solo il conducente il quale, durante la richiesta di esibizione dei documenti, lo stesso palesava i classici sintomi dovuti all’assunzione di bevande alcoliche quali alito fortemente vinoso e occhi lucidi. –

Il conducente consegnava solamente un permesso internazionale di guida di nazionalità giapponese sul quale erano riportate le generalità di O. H. nato in Giappone. Alla richiesta di esibire anche la patente di guida e un valido documento idoneo alla sua identificazione, il soggetto sembrava non comprendere ciò che gli veniva chiesto benché le domande gli venissero poste anche in lingua inglese e, mediante traduttore multimediale google translate, in lingua Giapponese.

Nel frangente hanno cercato di sottoporre lo stesso ad accertamento preliminare con precursore alco-blow ma, nonostante gli operanti cercassero più volte di spiegargli come eseguire la prova, anche sottoponendovisi loro stessi, il soggetto la eseguiva in maniera errata cercando chiaramente di eludere il controllo.

Dopo circa dieci minuti di tentativi vani, si cercava di sottoporlo a prova etilometrica ma, anche in questo caso, lo stesso perseverava nel suo atteggiamento elusivo aspirando aria dal boccaglio anziché soffiarvi dentro come mostratogli più volte.

Ad un tratto il soggetto si dirigeva verso la sua auto per salirvi a bordo ma veniva prontamente bloccato dallo scrivente il quale, per l’ennesima volta, cercava di comunicare con i mezzi suindicati chiedendo di fornire il recapito di una qualsiasi persona di sua conoscenza in Italia che potesse fungere da interprete e fornire indicazioni utili alla sua identificazione.

Dopo diversi minuti, data la totale mancanza di collaborazione da parte sua e vista la necessità di identificarlo compiutamente, si decideva di accompagnarlo presso il Comando di appartenenza invitandolo a salire sul veicolo di servizio.

Il soggetto respingeva la richiesta degli operanti iniziando ad opporre resistenza con calci e spintoni nei confronti degli stessi i quali, con notevole fatica e solo dopo diversi minuti, alle ore 03:15 circa,gli operatori riuscivano ad immobilizzarlo con le manette di sicurezza e a trarlo in arresto per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Si da atto che durante la colluttazione il nominato in oggetto tentava  più volte di estrarre dalla fondina la pistola dell’agenta provocandogli anche escoriazioni superficiali sulla mano sinistra mediante dei morsi. Durante la collutazione anche un altro agenta riportava contusioni al pollice della mano sinistra poichè gli veniva distorto.

Entrambi gli operanti, visitati successivamente presso il pronto soccorso dell’O.C. di Borgomanero, ricevevano rispettivamente una prognosi di giorni 6 e giorni 4.

Anche una volta ammanettato il soggetto continuava a dimenarsi cercando insistentemente di mettere la mano nella tasca destra dei pantaloni dove, in seguito alla perquisizione effettuata, veniva successivamente rinvenuto e sottoposto a sequestro probatorio un coltello a serramanico.

Durante la perquisizione venivano altresì trovati la patente di guida e il passaporto giapponesi oltre al permesso di soggiorno italiano, rilasciato per motivi di lavoro, indicato in oggetto.

Il soggetto è stato processato per Direttissima, patteggiando ad una pena di 4 mesi e 20.

Deferito inoltre  per rifiuto accertamenti etilometrici, la patente di guida è stata inviata alla Prefettura di Novara per successiva sospensione per un periodo da 6 a 24 mesi.