FRANCO CALIFANO – DI CARLO MIGLIAVACCA

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Franco Califano

Franco Califano

Franco Califano; eccone un altro che dopo «aver sperperato miliardi» (sua la dichiarazione) chiede aiuto allo Stato ed invoca la cosiddetta «legge Bacchelli» (legge n. 440 dell’8 agosto 1995) che prevede l’assegnazione di un vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza. Già, per uno che ha buttato dalla finestra una fortuna, che ha sperperato una montagna di soldi, adesso non riesce proprio a vivere con 20.000 euro all’anno, corrispondenti ai diritti d’autore che la SIAE gli versa; sarà poi vero che non ci siano altre entrate? Quelle non fatturate certamente non esistono, ma ci sono. Quante famiglie in Italia, di questi grami tempi, sono costrette a sbarcare il lunario con molto meno e, pur lamentandosi, non possono beneficiare di aiuti particolari? E lui non ce la fa proprio, è povero e malato, vive in affitto, non paga le bollette, non riesce a fare serate. Ma cosa vuoi che siano 20.000 euro all’anno per uno che non ha mai badato a spese, che (sono sue dichiarazioni) «quando usciva un nuovo modello di auto il primo veicolo disponibile era il mio. Per non parlare delle moto, passione che mi è passata quando è arrivato l’obbligo del casco. Quando avevo storie con attrici importanti abitavo all’Excelsior o al Grand Hotel. Avevo sempre come minimo tre macchine, una Mercedes, una Jaguar decappottabile e una Maserati o una Ferrari con la quale ho avuto un pauroso incidente. Ma poi ho sempre aiutato tutti: amici veri e falsi». Beh, è fuori discussione che la sua sia stata veramente una vita spericolata, tanto spericolata come è l’intenzione del senatore Domenico Gramazio (PdL-ex AN), suo medico curante, che dichiara «Presenterò al ministro Bondi la proposta nella quale chiedo di applicare a Califano la legge Bacchelli. Perché è un poeta che ha scritto alcune delle canzoni più belle della storia della musica leggera italiana e si trova in una situazione non florida. E poi, anche se la cosa non è rilevante, è sempre stato un uomo di destra in tempi non sospetti». Da vergognarsi! Sia il Califfo, sia il senatore Gramazio. Sono crollate le Mura Aureliane, è crollata la Domus Aurea, è crollata la Domus dei Gladiatori, ma la stupidità e la faccia tosta di certe persone non crolla mai! C’è da domandarsi se i soldi riusciranno a trovarli; certamente sì, perchè «è sempre stato un uomo di destra in tempi non sospetti».