Furti e truffe agli anziani: arresti dei Carabinieri di Novara e Momo

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La mattina dello scorso 8 giugno i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Novara hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di F.D. 42enne di origine “Sinti”, abitante alla periferia di Novara, ritenuto responsabile di ricettazione. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. di Novara dott. Andrea Guerrerio e richiesto dal p.m. dott. Mario Andrigo, trae origine da una mirata perquisizione domiciliare effettuata nei giorni scorsi nei confronti dell’indagato, nel quadro di un’attività di contrasto delle c.d. “truffe del tecnico dell’acquedotto”, allorquando i malviventi si presentano a casa di persone anziane e, simulando perdite o inquinamento dell’acqua, riescono a sottrarre denaro e preziosi. Nel corso della perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di svariati monili in oro, alcuni dei quali sono stati riconosciuti quali provento di un furto in abitazione avvenuto in Romagnano Sesia nel maggio del 2020. L’arrestato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Novara in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Sempre nella mattinata dello scorso 8 giugno, in Momo (NO), i militari della locale Stazione hanno tratto in arresto per il reato di furto pluriaggravato C.C., classe 1974, residente a Novara, con precedenti penali e di polizia. La donna, alle ore 08:20 circa, in via Boniperti, approfittando del fatto che la porta di ingresso non fosse chiusa a chiave, si introduceva nell’abitazione di un 91enne del luogo e, penetrata fino alla camera da letto, ove si trovava l’anziano, si impossessava della somma contante di 200 euro prelevandola da un portafogli lasciato su un mobile. Sopraggiunto nel frangente, il figlio della vittima, abitante nello stesso condominio del padre, chiedeva spiegazioni all’estranea circa il motivo della sua presenza, sentendosi rispondere dalla donna che era “un’assistente sociale dipendente dell’Asl” impegnata per l’effettuazione di “un’iniezione” e per “accudire l’anziano”. Ovviamente insospettito da tali affermazioni, l’uomo chiamava subito il “112” consentendo l’immediato intervento dei Carabinieri che, avviati gli accertamenti, rinvenuto il denaro che la rubricata aveva occultato nel reggiseno e nei propri abiti, la traevano in arresto. In questi giorni l’arrestata è stata ristretta presso le camere di sicurezza del Comando dell’Arma e dopo l’udienza celebratasi stamane, in videoteleconferenza, conclusasi con la condanna alla reclusione di anni 3 e mesi 4 nonché all’interdizione dai pubblici uffici, è stata collocata agli arresti domiciliari.