Gheddafi a Roma minaccia l'Europa: "Datemi 5 miliardi o diventerà nera"

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dal quotidiano La Stampa

Terzo show in due giorni del leader libico Muhammar Gheddafi che si spinge fino a chiedere 5 miliardi di euro all’Unione europea per contrastare una «pericolosa» immigrazione che può far diventare «nera» l’Europa. È stato un intervento fiume di oltre quaranta minuti quello del colonnello, tutto incentrato sulla pagina del colonialismo e su inquietanti scenari disegnati dall’avanzata dell’immigrazione africana. Un lunghissimo discorso pronunciato di fronte al premier e a una folta delegazione del governo presso la caserma ’Salvo D’Acquistò, teatro delle celebrazioni per il secondo anniversario del Trattato di Amicizia italo-libico. Non appena presa la parola, Gheddafi ha subito fatto presente «i drammi e le sofferenze» subite dal popolo libico a causa dell’invasione italiana, drammi rtuttora presenti tra la popolazione del Paese.  Anche Berlusconi, ha raccontato il Colonnello, si è oggi commosso «al punto di piangere» alla visione delle fotografie «ufficiali» esposte nella mostra inaugurata oggi pomeriggio dai due leader e che documentano la dolorosa pagina del colonialismo italiano. Era un’altra Italia, ha aggiunto Gheddafi. Oggi c’è il Trattato di amicizia e nuove sfide da affrontare insieme, prima fra tutte, quella della «pericolosa» immigrazione africana che spetta alla Libia, «ponte» privilegiato tra l’Africa e l’Europa, contrastare con l’aiuto economico dell’Unione europea. Cinque miliardi di euro è la cifra richiesta da Gheddafi per impedire che «l’Europa – così ha prospettato il colonnello – un domani potrebbe non essere più europea e diventare addirittura nera perchè – ha spiegato – in milioni vogliono venire in Europa». «Attualmente – ha affermato dipingendo uno scenario fosco – subiamo una immigrazione dall’Africa verso l’Europa ma in questo momento si tratta di una cosa molto pericolosa: non sappiamo che cosa succederà, quale sarà la reazione degli europei bianchi e cristiani di fronte a questo movimento di africani affamati e non istruiti». «Non sappiamo – ha insistito Gheddafi – se l’Europa resterà un continente avanzato e coeso o se si distruggerà come avvenne con le invasioni barbariche». «Dobbiamo immaginare che questo possa succedere – ha sottolineato a sostegno del proposta da lui stesso avanzata – e prima che succeda dobbiamo lavorare insieme, fermare l’immigrazione sulle frontiere libiche». «L’Europa – ha scandito – ci deve ascoltare» mentre tocca all’Italia sostenere in sede europea la richiesta di Gheddafi di fare della Libia l’avamposto chiave nel contrasto all’immigrazione clandestina. Berlusconi da parte sua ha ricordato come con la stipulazione del Trattato di amicizia fra i due Paesi si sia «voltato pagina» e chiuso per sempre la pagina nera del colonialismo. Gheddafi lo ha più volte lodato menzionando il «grande coraggio» del presidente del Consiglio per le scuse presentate dal premier per il passato coloniale italiano in Libia, «un errore – ha sottolineato il Colonnello – commesso dall’Italia fascista, non dall’Italia». Da qui anche la richiesta avanzata alla comunità internazionale affinchè sia l’Italia ad avere un seggio al consiglio permanente di sicurezza dell’Onu. Un «diritto» dell’Italia, secondo Gheddafi, che ha avuto, al contrario della Germania, la forza e il coraggio di liberarsi da sola del fascismo «impiccando Mussolini per le strade». Nell’Italia di oggi poi, il leader libico, ha incoraggiato ad investire i suoi stessi connazionali che dispongono di risorse economiche e finanziarie. Lo show di Gheddafi era già iniziato nel pomeriggio con una nuova lezione a 200 ragazze hostess sul Corano. Lezione che ha innescato le dure critiche dei finiani e dell’opposizione. Di fronte alle duecenti giovani arruolate e pagate per scoltarlo, Gheddafi si era esibito in una una vera e propria lezione sulla Libia, dove la donna «è libera ed è più rispettata che in occidente». Alle partecipanti, tutte rigorosamente donne, Gheddafi aveva donato il Corano e il libro Verde della rivoluzione. Ed aveva raccontato che nel Paese da lui guidato da oltre quarant’anni, la donna gode di totale libertà. Anzi, in confronto all’Europa e agli Stati Uniti è più rispettata e non è costretta a lavori «non consoni al suo fisico». Frasi che hanno contribuito ad alimentare le polemiche che hanno accompagnato la visita del “Colonnello” in Italia. Le duecento ragazze, eleganti e non volgari, in gran parte vestite con camicetta bianca e gonna nera, sono uscite dall’incontro soddisfatte. Hanno ascoltato il colonnello per più di un’ora. «Non ha chiesto di convertirci nè ha fatto alcun tentativo per convincerci» ad abbracciare l’Islam, hanno assicurato le ragazze.

E’ polemica sulla visita di Gheddafi. Finiani e Pd: “Stop alle pagliacciate”
Divisi su tutto, ora anche sulla visita di Muammar Gheddafi a Roma. Come se non bastassero processo breve e immigrazione, la visita del premier libico in Italia è un ulteriore segnale dell’attrito crescente fra Futuro e Libertà e il Pdl, anche se un certo imbarazzo verso il leader libico si registra, oltre che tra le fila dell’opposizione e di Fli, anche in altri settori della maggioranza, a partire dalla Lega Nord che sferra un duro attacco dalle pagine della Padania che titola a tutta pagina: «L’Europa sia cristiana». Le “esternazioni” di Gheddafi e, soprattutto, le sue lezioni sul Corano a centinaia di ragazze italiane, sono dunque al centro delle polemiche e degli attacchi dell’opposizione e del fuoco amico dei finiani. Critiche alle quali ha risposto questa sera il premier Silvio Berlusconi nel corso della cerimonia dedicata alla giornata di amicizia italo-libica. «Chi non capisce che l’amicizia tra Libia e Italia è un vantaggio per tutti appartiene al passato ed a schemi superati, noi guardiamo al futuro», ha detto. L’attacco più diretto al leader di Tripoli è della fondazione “Farefuturo”, vicina al presidente della Camera, che paragona «l’Italia alla Disneyland di Gheddafi, il parco giochi delle sue vanità senili». “Farefuturo” ne indica anche le «ragioni politiche»: «La sua delegittimazione, la sua amicizia con il premier, la sua paradossale centralità nella politica internazionale di un governo, quello berlusconiano – si legge – che è progressivamente passato dall’atlantismo all’agnosticismo, dalle suggestioni neo-con alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione». Sulla stessa linea Generazione Italia, l’associazione presieduta da Italo Bocchino: «Vi immaginate Gheddafi che va a Parigi o Berlino e organizza un incontro con 500 hostess per dir loro “diventate musulmane”? – domanda ironicamente il direttore Gianmario Mariniello – Noi no». “Generazione Italia” punta il dito contro le «pagliacciate, è il termine giusto – si legge ancora – che viene a fare a Roma, non a Parigi o a Berlino». Critica la posizione di Carmelo Briguglio, deputato di Fli, per il quale «queste visite di Gheddafi aumentano le distanze tra il governo italiano e Stati Uniti e Santa Sede». E a sorpresa, la “Padania” apre a tutta pagina con il titolo: ’L’Europa sia cristianà, mentre nel sottotitolo scrive: «Gheddafi sogna il vecchio Continente convertito a Maometto». Poi, citando il professor Del Valle, parla del «rischio concreto che si chiama Turchia, il vero cavallo di Troia dell’espansione islamica».
L’opposizione se la prende direttamente con il presidente del Consiglio. «È il teatrino della politica estera di Berlusconi – tuona Pierluigi Bersani, segretario del Pd – dove tutto è concepito nel rapporto tra amici, e così – spiega – noi siamo fuori dai Paesi che contano». Per Enrico Letta si tratta invece di «una provocazione grave», per la quale aspetta «risposte dal governo e dalla Lega». L’Udc critica il comportamento del leader arabo attraverso le parole di Rocco Buttiglione e di Savino Pezzotta: «Quello di Gheddafi – afferma quest’ultimo – è uno spettacolo intollerabile. Di fronte agli affari si preferisce il silenzio» conclude riferendosi al «silenzio della Lega». L’Idv si affida al leader Antonio Di Pietro, che parla di «dignità svenduta» per aver ospitato «un dittatore». In particolare il senatore Stefano Pedica ha allestito una tenda da campeggio davanti alla residenza dell’ambasciatore libico, dove Gheddafi ha piantato la sua tradizionale tenda beduina, e nella quale ha accolto Berlusconi per un colloquio privato. Il senatore dell’Idv ha diffuso volantini contro «il dittatore libico», consegnandogli metaforicamente una «laura horroris causa per i delitti contro l’umanità».
Agli attacchi di Pd, Idv e Udc risponde anche il responsabile della Farnesina, Franco Frattini, affermando che l’opposizione non ha a cuore le sorti dell’Italia, «non conosce affatto nè la politica estera nè gli interessi dell’Italia». E al riguardo aggiunge: «Gheddafi è un leader importante per tutto il Medio Oriente e da questa opposizione non ci aspettiamo niente».