GHEMME: XX GIORNATA DI PRIMAVERA DEL FAI

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Sabato 24 e domenica 25 marzo 2012 Alla scoperta del Neoclassico attraverso le opere di Alessandro Antonelli

Alessandro-Antonelli
Alessandro-Antonelli

Il FAI con la collaborazione del Comune di Ghemme, della Scuola Secondaria di Primo grado “M. Crespi” di Ghemme, della A.T. Pro Loco di Ghemme, propone un itinerario di visita delle opere dell’architetto ghemmese Alessandro Antonelli.

Il punto FAI si troverà in piazza Antonelli, di fronte alla Chiesa parrocchiale, e da qui si potrà, con l’ausilio degli apprendisti Ciceroni, visitare lo Scurolo della Beata Panacea, eretto su disegno di Antonelli fra il 1864 ed il 1875. Per coloro che lo desiderano sarà possibile anche una visita guidata della Chiesa.

Da piazza Antonelli è possibile a piedi percorrere la via Novara passando accanto alla casa natale di Alessandro Antonelli su cui fu posta una lapide ricordo nel 1889. Svoltando in via Roma, proprio sull’angolo, sorge l’elegante Palazzo Stoppani, edificato da Francesco Stoppani, grazie al quale fu costruito lo Scurolo.

Da via Castello si giunge in piazza Castello dove si può visitarela Chiesadi San Rocco. Qui è custodito il “tronetto processionale” disegnato da Antonelli per volontà di Francesco Stoppani e scolpito dal valsesiano Francesco Sella.

Orari di visita:

–         Sabato 24             ore 10.00-12.30 e 14.30-17.00;

–         Domenica 25        ore 14.30-17.00

Nella giornata di sabato 24 marzo in piazza Antonelli sarà presente il Mercatino del Biologico, che si svolge a Ghemme ogni quarto sabato del mese.

Dalle ore 15.00 alle ore 15.30 di domenica 25 marzo le Classi di strumento della Scuola Primaria di Secondo Grado di Ghemme offriranno un momento musicale nella Chiesa di San Rocco.

Sempre in piazza Castello, dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00 sarà aperta l’Enoteca delle Colline Novaresi dell’A.T. Pro Loco, dove potranno essere degustati i vini delle Colline Novaresi.

SCUROLO DELLA BEATA PANACEA

Edificato dal 1864 al 1875 su disegno di Alessandro Antonelli (Ghemme 1798 – Torino 1888), lo Scurolo custodisce le spoglie della Beata Panacea (1368-1383) in una doppia urna (seicentesca quella interna e dell’Ottocento quella esterna, disegnata da don Ercole Marietti).

L’altare è del marmorino Pietro Rossi, gli stucchi di Achille Scala, la teoria di angeli osannanati sulla cupola di Francesco Toni, i tre affreschi dell’arco d’ingresso di Paolo Emilio Morgari e le vetrate di Pompeo Bertini (1897).

CHIESA PARROCCHIALE

Dedicata a Maria Assunta, sorge in piazza Antonelli. Fu eretta a partire dal 1666 e  completata a metà Settecento. La struttura è a croce latina con volta a botte e cupola sul transetto, riccamente decorate da stucchi barocchi ed affreschi settecenteschi, opera questi ultimi dei fratelli Giovannini di Varese e del Bianchi di Milano. Di particolare pregio: l’altare maggiore, in marmi policromi e bronzo, progettato da Benedetto Alfieri nel 1763; la grandiosa tela nella parete di fondo del coro, opera del 1745 di Giuseppe Antonio Pianca; gli affreschi di Giovanni Antonio De Groot nella cappella di S. Francesco Saverio. Nelle cappelle laterali si notano affreschi e tale del 1779-1782 dei Perracino, statue di Vincenzo Ardia (S. Francesco Saverio) e di Francesco Sella (Madonna del Rosario) ed un Cristo quattrocentesco. Nell’antico oratorio della Confraternita di S. Marta, dietro l’omonima cappella, si conservano interessanti affreschi del 1543 di Giulio da Milano. La facciata è opera dell’ingegnere milanese Carlo Federico Pietrasanta. Il campanile, seicentesco fino alle campane, fu poi “bizzarramente” innalzato fra 1879 e 1884 da don Ercole Marietti.

SAN ROCCO

La chiesa sorge di fronte al castello e fu trasformata nelle forme attuali per voto della Comunità di Ghemme dopo la peste del 1630-1631.

Ad aula unica, conserva alcuni pregevoli affreschi del XVII e XVIII secolo, provenienti da vari luoghi del paese.

Nella sacrestia si trova il tronetto processionale per la statua della Madonna del Rosario, oggi utilizzato anche per quella di San Rocco, disegnato nel 1860 da Alessandro Antonelli e scolpito da Francesco Sella.