GIANFRANCO FINI A NOVARA

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

Nessuna retromarcia ma, al massimo, un ”pit stop”. Il giorno dopo il richiamo alla ”responsabilita”’, da molti interpretato come un passo indietro nella querelle politica con Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini chiarisce il senso delle sue parole. ”Il premier cambi passo – afferma – o sara’ l’opinione pubblica a staccare la spina”. E dal Piemonte, la regione scelta per la sua prima uscita ufficiale come leader di Futuro e Liberta’ dopo la convention di Bastia Umbra, ingaggia un vero e proprio duello a distanza con la Lega sulla presenza della mafia al Nord e sull’ipotesi di elezioni anticipate. Senza esclusione di colpi. A dare il via ‘alle danze”, in una giornata in cui non mancano neppure gli insulti, e’ il presidente della Camera. Che a Novara, mentre inaugura una mostra sui 150 anni dell’Istituto Tecnico ‘Ottaviano Mossotti’, usa una metafora sportiva per chiarire il suo pensiero.”Io non faccio il Gran Premio, siamo al pit stop”, dice a un giornalista che gli chiede di spiegare il significato del videomessaggio diffuso ieri. ”Andro’ a chiedere a mio figlio maggiore che corre in macchina”, replica da Roma un sarcastico Umberto Bossi. ”Nessuna retromarcia? Mica puo’ dire ‘abbiamo preso paura”’, aggiunge, mentre la terza carica dello Stato parla di mafia ad un convegno sulla legalita’, sempre a Novara. ”La mafia e’ ovunque c’e’ un interesse – sostiene il leader futurista – non capisco come qualcuno si possa indignare se c’e’ chi dice che la mafia e’ anche al Nord”. E’ la goccia che fa traboccare il vaso: ”Fanc…”, risponde un ‘Senatur’ infuriato ai cronisti che gli riferiscono le parole di Fini sulla mafia.”Noi siamo stati sempre contrari all’invio al Nord di mafiosi per soggiorni obbligati – aggiunge – e comunque la Lega e’ sempre stata lontana, non riescono ad avere agganci”. Cambia il ‘ring’, da Novara a Torino, dove il presidente della Camera pranza con il coordinatore regionale di Futuro e Liberta’, Roberto Rosso, e gli altri vertici piemontesi del suo movimento politico, tra cui i parlamentari Giuseppe Menardi e Maria Grazia Siliquini. E cambia anche l’argomento, dalla mafia alla crisi politica, ma lo scontro a distanza Fini-Bossi resta alto. ”Fini ha paura del voto – rincara la dose il ministro delle Riforme – perche’ in caso di show down finisce male anche per lui. Vedrete che votera’ a favore di Berlusconi. ”Paura? Assolutamente no – replica secco il presidente della Camera da sotto la Mole – ma il voto non serve all’Italia…”. Un concetto ribadito in serata, al Teatro Nuovo, davanti ad almeno duemila sostenitori che lo ascoltano per quasi un’ora. E lo applaudono quando invita il premier Berlusconi ”a cambiare passo”: ”speriamo che, quando in Parlamento si decidera’ anche della sorte del governo – dice il presidente Fini – ci sia la consapevolezza da parte del presidente del Consiglio che o c’e’ uno scatto o sara’ la pubblica opinione a staccare la spina”. ”Si andra’ al voto? Nessuno lo sa. Si andra’ avanti? nessuno lo sa – continua la terza carica dello Stato – ma credo che tutti debbano essere consapevoli che l’Italia non si puo’ piu’ permettere altre stagioni all’insegna delle condizioni che abbiamo avuto negli ultimi tempi”. E questo senza che nessuno possa gridare alla lesa maesta’, ”perche’ non ci sono traditori qui – afferma – come non ci sono maggiordomi di la’. Ecco servite le risposte a Bossi e a quelli che, nel Pdl, lo accusano di aver fatto retromarcia. ”Di solito si fanno alcune strategie di palazzo – ricorda Fini – per avere poltrone o per occupare degli incarichi. Io non ricordo qualcuno che abbia dato vita a un soggetto politico rinunciando alle poltrone che aveva. Altro che dietrofront, quello di Fini era ”un appello a tutti coloro che credono in Futuro e Liberta”’, spiega il vicecapogruppo dei deputati finiani Benedetto Della Vedova. ”Nel video non c’era nessun attacco a Berlusconi – prosegue – e poi si e’ scelto di un mese di rinviare l’appuntamento della chiarezza, e quindi anche noi ora vediamo quello che succede”. Ancora piu’ netto il commento di Fabio Granata, che tra i deputati finiani e’ ritenuto il piu’ ‘falco’ di tutti. ”Non c’e’ nessun colpo di freno – osserva – nessun cambio di rotta. Siamo stanchi di chi ci spiega il nostro pensiero – conclude con una punta di amarezza – noi abbiamo ritirato la nostra delegazione dal Governo, abbiamo aperto formalmente la crisi”.

VIDEO DEL SITO novara.com