Giovani e politica, di Annalisa Cerruti

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Al giorno d’oggi è molto difficile spiegare ai giovani che cosa sia la politica e quante importanti conquiste siano state raggiunte per mezzo di essa negli ultimi anni, consentendo loro di vivere in una nazione più libera, prospera e pacificata. Se in passato l’ideologia e la componente emozionale costituivano le fondamenta di un panorama politico erede di un contesto socioculturale inclusivo e solidale ora, al contrario, si sta assistendo ad una progressiva disaffezione per la cosa pubblica ma anche ad un preoccupante atteggiamento egoistico che sembra permeare ogni aspetto del vissuto quotidiano e che, in ultima analisi, è il portato di una serie di problematiche e di circostanze nuove. In qualità di responsabile del movimento femminile della Democrazia Cristiana e di giovane laureata consapevole delle difficoltà e delle aspettative dei miei coetanei, mi riferisco in particolare allo smarrimento di un mondo giovanile privo di certezze perché condannato ad un’esistenza precaria e succube di una società sterile e arrogante, votata all’edonismo e al successo facile. Una gioventù incapace di costruirsi un proprio futuro perché illusa da un’offerta formativa che li costringe a dilatare i tempi degli studi ( magari fino ai trent’anni ) senza tuttavia ricevere concrete garanzie per il loro futuro. Una gioventù desiderosa di affetto e di attenzione, che non perde l’occasione per far sentire la propria voce e per manifestare il proprio disagio interiore lasciandosi molte volte lusingare da false promesse di amicizia. Una gioventù in conflitto con se stessa e incapace di operare scelte consapevoli e propositive, orfana di solidi valori che soltanto il conforto e la comprensione del nucleo familiare può loro offrire agendo in qualità di porto sicuro cui rivolgersi per affrontare e risolvere le molteplici problematiche che l’esistenza ci pone dinanzi. Una gioventù impaziente e meno solidale nei confronti dei suoi stessi coetanei, più frammentata e meno disposta a sostenere i sacrifici necessari per crearsi una dignitosa posizione nella società perché attratta da messaggi ingannevoli e seducenti che predicano una vita spensierata e il relativismo, il disprezzo di alcuni valori fondamentali come, per esempio, la capacità di donarsi per gli altri, l’umana comprensione e l’importanza della famiglia. Occorrerebbe a questo punto soffermarsi a riflettere attentamente e comprendere come tali fenomeni siano il risultato di un disagio profondo e di una insoddisfazione generale che si ripercuotono sulla percezione stessa e sul modo di vivere la politica, la quale viene percepita sempre più come lontana e sorda ai problemi delle giovani generazioni, frustrate nelle loro aspettative. Nonostante le notizie apparse su alcuni giornali del novarese in cui si è constatata la tendenza di alcuni giovani ad organizzarsi politicamente, in realtà sembra che siano ancora molto ridotte le possibilità per questi ultimi di entrare in politica e di contribuire attivamente ad essa, preparandosi a sostituire personalità affermate in vari ruoli politici o comunque a non essere solo ausiliari di chi talora già appartiene al passato. Risulta chiaro come alberghino solo buone intenzioni, ma che manchino i “giovani”, non quelli anagrafici, che per fortuna ci sono ed anche pronti, ma quelli già responsabilizzati, ovvero attrezzati con una formazione culturale idonea a utilizzare le loro potenzialità e operativi, che possano concretare queste aspirazioni e far crescere i loro partiti.

Credendo “nell’autorità della morale nel sistema della politica e nei valori della coscienza della vita privata nella vita pubblica…”( Don Sturzo, 1937 ), il nostro proposito in qualità di Democrazia Cristiana si fonda sul seguente convincimento: fare dei giovani e della famiglia l’asse portante della nostra società.
Una società che non dovrà abbandonare nessuno a se stesso, soprattutto le nuove generazioni, ma accompagnarle nella ricerca della loro identità e fornire loro nuove prospettive per il futuro. Una società più propositiva e pronta ad accogliere le varie istanze provenienti dalla società civile.

Annalisa Cerruti