GONZALEZ E LEPILLER PORTANO IL NOVARA ALLA VITTORIA DOPO QUASI DUE MESI. PROVA D’ORGOGLIO DI TUTTI QUANTI.

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di Simone Balocco

Simone Balocco con Rubino

Simone Balocco con Rubino

Era dal 13 ottobre che il Novara Calcio e i suoi tifosi non assaporavano il gusto della vittoria e dei tre punti. Da quel momento, 8 partite, 7 sconfitte e il penultimo posto in classifica con tre cambi di allenatore ed una forte contestazione dei tifosi.

Per la legge dei Grandi numeri era impossibile (o quasi) perdere ancora e ieri il Novara targato Aglietti è sceso in campo determinato e pronto a mangiare gli stinchi degli avversario, come si dice in gergo. L’avversario ricordava dolci ricordi, quel Padova battuto nella finale playoff due stagioni fa e che ha portato i ragazzi di Tesser in serie A dopo 55 anni di assenza con i gol di Gonzalez e Rigoni, sempre al “Piola”:

A distanza di due anni (calcistici) si ritrovano ancora in B con i patavini quinti in classifica e gli azzurri penultimi. Vista la partita giocata, sembrava che il Novara fosse quinto, vista la forza messa in campo, la grinta e le occasioni sfruttate.

Mister Aglietti ha schierato un Novara che durante la settimana ha avuto molti problemi con il discorso “infortunati” e ha rischiato di riscrivere totalmente la squadra: Lisuzzo, ad esempio, tornerà nel 2013. Tra i pali Bardi, in difesa da destra a sinistra Del Prete, Perticone, Ludi e Alhassan, a centrocampo Marianini, Pesce e Buzzegoli, davanti Lepiller a dare la scossa a Mehmeti e Gonzalez. Un Novara a trazione anteriore, quindi. I biancorossi veneti di Alfredo Pea sono scesi in campo con Anania in porta, in difesa Rispoli, Feltscher, Legati e Trevisan, a centrocampo Ze’ Eduardo, Nwanko, de Vitis e Renzetti, davanti la coppia Farias-Cutolo. Arbitro dell’incontro, il sig. Velotto di Grosseto. Tra le fila padovane due ex giocatori del Novara, Elia Legati e Pablo Granoche, partito dalla panchina. In un pomeriggio freddo d’inverno, circa 500 paganti e 3400 abbonati.

La partita la fa subito il Novara che spinge molto con Buzzegoli e Gonzalez, che dopo 4’ colpisce il palo alla destra di Anania: per i biancoazzurri l’ennesimo legno colpito in questa stagione. Fino al quindicesimo minuto c’è solo il Novara in campo, grazie anche ad un Buzzegoli in forma smagliante, mentre il Padova deve ringraziare il proprio portiere con interventi prodigiosi.

Al 15’ azione dubbia: Feltscher atterra Buzzegoli in area di rigore, per tutti quanti sarebbe rigore, ma per Velotto il fallo è stato commesso al limite dell’area di rigore, per cui giallo al difensore colombiano e punizione dal limite. Traversa piena colpita da un bel tiro ad effetto di Buzzegoli. Secondo legno in 12 minuti e rabbia dei tifosi novaresi che temono in un altro sabato no.

Ma il calcio, spesso uno sport ingiusto, toglie e da: al 23’ tiro di Lepiller contro Anania, l’estremo difensore respinge e sul pallone arriva di corsa Gonzalez che insacca di forza. Novara in vantaggio, gol del “cartero di Tandil” dopo due partite concluse dal Novara senza reti.

E’ ancora il Novara a fare la partita con i veneti davvero in crisi e salvo un tiro di Cutolo pericoloso e parato da Bardi, il Padova è poca cosa.

Al 34’ Lepiller fa urlare il “Piola”: rete del francesino con un bellissimo tiro di destro da circa 20 metri all’incrocio dei pali, Anania battuto sebbene un bel tuffo. Prima marcatura del numero 30 azzurra che corre verso la panchina ad abbracciare Aglietti e farsi abbracciare dai compagni. Tifosi azzurri fuori controllo per una bellissima rete sotto la “Nord”.

In pure “stile Novara” gol fatto gol subito, il Padova accorcia le distanze con Ze’ Eduardo al 36’. Non c’è mai tranquillità per Ludi e soci. Serenità che torna al 43’ quando Mehmeti aggancia il pallone e lo passa a Gonzalez che dopo una finta calcia d’interno sinistro un pallone ad effetto che si insacca ancora una volta alla destra di Anania: strepitoso gol del numero 19, doppietta di giornata e 8° gol stagionale. Il bomber argentino si dirige sotto i “distinti” e abbraccia un piccolo raccattapalle: un bel gesto che ha caricato ancora di più i tifosi. Dopo i festeggiamenti Gonzalez si rivolge ai tifosi con la celebre “onda” che ha incantato l’Italia nella stagione 2011-2012.

Dopo due minuti si chiude il primo tempo. Un ottimo Novara, uno spento Padova.

La ripresa inizia senza nessun cambio, ma la solfa non cambia: ancora Novara in avanti, ancora Mehmeti che ci prova, ma Anania pronto a parare. Per il numero 22 patavino nonostante i tre gol subiti e i cori di scherno da parte dei tifosi novaresi per i suoi trascorsi nella Pro Patria, davvero una bella partita.

Per oltre dieci minuti si fa notare il Padova con i tiri di Raimondi (subentrato a Ze’ Eduardo) e Cutolo, in due occasioni. Ma è sempre il Novara a fare la partita, grazie anche ad un Marianini in formato “settepolmoni” e “Buba” Buzzegoli tornato ai fasti varesotti.

Tra le fila novaresi, Aglietti effettua tre cambi: Barusso per Buzzegoli dopo una crisi di crampi dopo un tiro contro Anania, Lazzari per Lepiller con standing ovation per il francese, Rubino per Mehmeti. Tutti cambi tattici uguali.

Al 30’ partono i fischi per il nuovo entrato Granoche tra le fila venete: troppo grossa l’amarezza azzurra nel vedere in campo una delle grosse delusioni dello scorso anno in A. E l’attaccante uruguaiano non entra per nulla in panchina, sebbene abbia giocato solo quindici minuti.

Il più pericolo per il Padova si chiama Barusso che al minuto 36’ si invola dalla tre quarti azzurra fin quasi in area di rigore avversaria, dove sfodera un tiro parato ancora una volta da Anania.

Dopo tre minuti di recupero ed un secondo tempo spettro del primo, l’arbitro Velotto manda tutti negli spogliatoi.

Per il Novara una boccata d’ossigeno vista la sconfitta della Pro Vercelli e il pareggio del Lanciano.

Visti gli azzurri oggi non sembrano per nulla da penultimo posto (neanche da zona promozione però), ma tre punti così sono d’oro in un mese di fuoco che vedrà gli azzurri impegnati dal 23 al 30 dicembre in tre match salvezza proprio contro Pro Vercelli e Grosseto e la trasferta di santo Stefano a Lanciano.

In alcuni casi forse una vittoria non bastava per rasserenare un ambiente depresso, ma la vittoria ieri è stata un toccasana per tutti quanti. Mister Aglietti, uomo da salvezze (anche) insperate, ha portato grinta, determinazione e gioco, che non si vedeva a Novara da un po’ di mesi, anche con Tesser. Del resto se si prendono gol al 93’ e al 94’, va bene non aver segnato prima ma la sfortuna quando ci si mette affosserebbe anche un toro. Da notare nessun ammonito e nessun espulso tra le fila azzurre, segno di una (forse) ritrovata serenità e sicurezza.

Ludi e compagni sabato prossimo saranno si scena al “san Nicola” di Bari contro i ragazzi di Torrente, anche loro pesantemente partiti con una penalizzazione (-7), mentre il prossimo match in casa sarà il “derby delle risaie” contro la Pro Vercelli, che al “Piola” novarese manca dal campionato 2002/2003 con il Novara promosso nell’allora C1 a fine stagione dopo i playoff e la “Pro” salva ai playout, mentre in serie B manca dal 1946/1948 con il Novara promosso in A e i vercellesi retrocessi in serie C.