IL DESTINO DELLE PROVINCE: DAL CAOS ISTITUZIONALE AL RIORDINO

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Princiotta Sozzani Policaro

Princiotta Sozzani Policaro

Giornata della trasparenza

Il problema non sarà tanto quello di arrivare alla fine dell’anno, ma quello di gestire l’anno che verrà”  Il presidente della Provincia di Novara, Diego Sozzani commenta così l’annunciata “caduta” del decreto 188. “Il caos istituzionale, di cui si parla, è oggettivo, con o senza 188. Riassumiamo: il decreto sarà in vigore fino al 5 gennaio. Poi si torna all’ultimo atto legislativo valido, ovvero il Salva Italia. Ma nel frattempo il 31 dicembre, in forza del decreto, decadranno tutte le giunte provinciali, Giunte che, peraltro, non sono previste dal Salva Italia”. Questo un primo quadro. “Un altro riguarda le competenze delle Province che risulterebbero limitate a pianificazione territoriale, ambiente, viabilità e trasporto pubblico, edilizia scolastica. E il resto? Turismo, socio-assistenziale, cultura, politiche del lavoro? Dei centri per l’impiego chi si occuperà?”

“Le domande sul tavolo sono molte. Alla base un decreto Salva Italia emesso in un quadro di “caccia alle streghe” che avevano alimentato la convinzione che le Province fossero un inutile sperpero di denaro pubblico. Quello che è emerso nei mesi in cui il Governo ha messo all’opera Cal – disattesi – e discusso su decreti ed emendamenti di riordino, è che intanto le Province hanno un loro ben definito ruolo istituzionale e amministrativo; che il denaro ad esse demandato è destinato in primis ai servizi e solo in infinitesima parte alla politica. Ma soprattutto è emerso molto chiaro che il tema scottante delle riordino delle Province è stato affrontato senza cognizione di causa. Viene da pensare che questa crisi di governo possa costituire un’ottima via di fuga da un empasse in cui l’intera architettura del riordino era finita”.

“Confido che ora, finita per finita, il Governo dia indicazioni, magari un pochino più chiare e articolate, sul proseguo dell’attività istituzionale, affinché da qui si possa davvero muovere per pensare a come adeguare le nostre istituzioni ai modi e ai tempi di questo millennio. Per quanto ci riguarda, accorpamenti sì o no, continueremo a perseguire in piena autonomia il rilancio del nostro territorio attraverso l’apertura di tavoli e di rapporti di area vasta con i territori a noi vicini in termini di confini, economia, cultura.”.