“IL MIO VIAGGIO INCUBO DI 12 ORE DA MALPENSA A REGGIO CALABRIA E GRAZIE PER AVER SCELTO ALITALIA”

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di SALVATORE MARRARI

scongelamento ali

scongelamento ali

Sabato mattina 15 dicembre, devo partire dall’aeroporto di Malpensa per raggiungere Reggio Calabria con volo spezzato su Roma Fiumicino. Un viaggio normale che s’è trasformato in un incubo ghiacciato, trapuntato da disagi di tutti i tipi e dalla sensazione che siamo nelle mani di indefinibili individui a cui dell’umanità e della ragione non importa nulla. E’ il globalismo assoluto che si preoccupa solo di arraffare montagne di denaro pubblico, in barba alle vittime.

Ma passiamo allo svolgimento dei fatti. Ci facciamo accompagnare, io e mia moglie Maria, da nostro figlio  che vive a Novara, a Malpensa percorrendo un percorso stradale precario, innevato e ghiacciato, dopo un’alzataccia effettuata alle 4.00 del mattino.

Dopo i rituali d’imbarco, check- in e attraversamento varco controlli polizia, finalmente dal gate si passa a bordo dell’aeromobile Alitalia nel perfetto orario previsto, le 6.50. Tutto ok. Ci si muove per il decollo e si aspetta l’ordine dalla torre di controllo. Nell’attesa viene annunciato dal comandante un piccolo ritardo di circa 15 minuti per aspettare il turno tra i tanti aerei già pronti in pista, poi il margine si allunga di ulteriori 20 minuti ed ancora così di altri minuti sino a giungere alle due ore fermi ed intrappolati in maniera quasi coatta. Qualcosa si muove davanti e accanto all’aereo, due grossi e alti bulldozer che con lunghi gettiti di acqua puliscono le ali e la carlinga onde possano, i piloti, effettuare le manovre sugli alettoni direzionali e di alzo. Altri 30 minuti per un ritardo totale di due ore e mezza e finalmente il tanto agognato decollo, ma ahimè, la coincidenza che avremmo dovuto raggiungere a Fiumicino alle 9.15 se ne era già andata, partita.
Altri passeggeri stranieri che avrebbero dovuto raggiungere destinazioni diverse, Venezuela, Grecia, Stati Uniti, Spagna, ecc. restano “a piedi” come noi che speravamo ci fosse altro volo possibile per Reggio Calabria.

Altra delusione, il volo intermedio per la nostra città, al sabato, non si effettua, proprio nel giorno del maggior afflusso e movimento di passeggeri. Inizia il calvario dell’attesa sino alle 21.25.

Ci domandiamo ancora se non sia possibile togliere la neve dagli aeromobili prima che siano portati ai gate? E’ questo il servizio da fare? Allinearli in pista di decollo come in un comune lavaggio per autovetture? Certo, altrimenti come si fa a torturare esseri umani che hanno avuto la disgrazia di aver pagato profumatamente l’Alitalia che spadroneggia tra gli aeroporti italiani? Dalle 10.30, ora in cui siamo stati ai transiti di Fiumicino, sino alla partenza sono passate ben 11 ore che ci hanno permesso di ascoltare molte lingue, di vedere usi e costumi di insoliti viaggiatori, di osservare azioni di ineducazione, di girare per negozi in porto franco dieci volte più cari di quelli esterni di città… quasi quasi dobbiamo essere grati alla compagnia di “bandiera” che ci ha permesso di farci una cultura su tutto ciò si sia presentato davanti ai nostri occhi stanchi e assonnati, compresi i “cessi” di grande “decenza”. Abbiamo anche guadagnato un buono pasto al calduccio, tra i gate, perché fuori, a Roma, era una giornata di pioggia. E, finalmente, giunge l’ora dell’agognata partenza, ci si imbarca sul volo Reggio Calabria e, quando tutto era pronto per il volo, si deve aspettare un passeggero che sarebbe giunto da altra destinazione…altri 20 minuti di ritardo e poi via tra i cieli della bassa Italia su un aereo stracolmo della “bassa Alitalia”.

Meno male, si recupera qualche minuto e si scende indenni nelle nostra cara e amata, bistrattata, città dello “stretto” e si procede verso la consegna bagagli…altra amara sorpresa, ci manca una valigia, quella di Maria…delusione assoluta…ricerca delle più vicine divinità nostrane a cui addebitare, con “culti” estemporanei, quanto di più assurdo malservizio ci aveva procurato la nostra Compagnia di volo che si premura di darci il benvenuto ad ogni arrivo e tanti ringraziamenti per aver viaggiato con Alitalia, ripetendocelo anche in lingua inglese.

Stiamo per inoltrarci a fare reclamo per lo “smarrimento” del bagaglio, quando, passando dal reparto voli internazionali, scorgo la valigia di mia moglie girare su quel nastro, unica e sola, come a riderci in faccia e farci il classico “cucù, eccomi qui!”. Insomma, tutti gli altri ci guadagnano alle nostre spalle, un bel po’ di quattrini  mentre a noi tocca accettare passivamente ed impotenti taciti soprusi del genere!