Il Presidente della Repubblica italiana: come si elegge, chi lo elegge, perché si elegge, quali sono i suoi compiti. Breve summa per i nostri lettori

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by Simone Balocco

bandiera repubblicaIn relazione al sondaggio che abbiamo posto ai nostri lettori ieri mattina, eccovi un riassunto su come si elegge il Presidente della Repubblica, quali sono i suoi compiti e le sue prerogative.

Ieri alle ore 15 è iniziata la prima votazione. Si vota il nuovo Capo dello Stato in quanto lo scorso 14 gennaio il Presidente uscente, Giorgio Napolitano, si era dimesso per motivi personali legati alla sua età.


Giorgio-NapolitanoGiorgio Napolitano
ha avuto due primati:

a) l’essere diventato il primo Capo dello Stato proveniente dall’ex PCI;

b) l’essere diventato il primo Capo dello Stato eletto per un secondo mandato. Eletto la prima volta nel 2006, è stato rieletto nel 2013 ed il suo mandato naturale sarebbe scaduto nel 2020.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, nonché la figura più elevata nel panorama istituzionale italiano.

In base all’articolo 84, per essere candidati (ed eletti) alla carica è necessario avere 50 anni compiuti e godere di diritti politici e civili. Ad oggi nessuna donna è mai stata eletta al Quirinale.

Fino a quando non sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica, il Capo dello Stato facente funzioni sarà il Presidente del Senato in carica, la seconda carica dello Stato, ovvero Pietro Grasso.

Questo è l’elenco di tutti i Presidenti della Repubblica eletti dal 1946 a oggi:

  • Enrico de Nicola, Presidente provvisorio dello Stato (1946-1948) Partito Liberale Italiano

  • Luigi Einaudi (1948-1955), Partito Liberale Italiano

  • Giovanni Gronchi (1955-1962), Democrazia Cristiana

  • Antonio Segni (1962-1964), Democrazia Cristiana

  • Giuseppe Saragat (1964-1971), Partito Social Democratico Italiano

  • Giovanni Leone (1971-1978), Democrazia Cristiana

  • Sandro Pertini (1978-1985), Partito Socialista Italiano

  • Francesco Cossiga (1985-1992), Democrazia Cristiana

  • Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999), Democrazia Cristiana

  • Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006) Indipendente

  • Giorgio Napolitano (2006-2013; 2013-2015) Democratici di Sinistra; indipendente

Gli scrutini più veloci sono stati quelli di de Nicola, Cossiga e Ciampi con 1 votazione. Con 4 Einaudi, Gronchi e la prima elezione di Napolitiano, con 6 la seconda elezione di Napolitano, 9 Segni, 16 Pertini e Scalfaro, 21 Saragat e 23 Leone.

La città di Novara ha avuto l’onore di avere un proprio concittadino eletto nominato Presidente della Repubblica, il democristiano Oscar Luigi Scalfaro, eletto il 23 maggio 1992. Classe 1918, è stato deputato dalla I legislatura al termine della XI (1948-1992) e senatore dalla XIII, nonché Ministro della Pubblica istruzione e degli Affari Interni. E’ stato anche Presidente della Camera dei Deputati. Ieri sono passati tre anni esatti dalla sua morte, avvenuta a 93 anni.

La Costituzione italiana dedica alla figura del Presidente della Repubblica gli articoli dal numero 83 al numero 91.

Il Presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune presso la Camera dei Deputati. Da ieri pomeriggio a Montecitorio sono chiamati a votare, in maniera segreta, 630 deputati, 315 senatori, 2 Presidenti emeriti della Repubblica in vita, i quattro Senatori a vita, 58 esponenti delle Regioni (i 20 Presidenti e due esponenti dei Consigli regionali, la Valle d’Aosta prevede il voto del solo Presidente della Giunta).

Oggi pomeriggio si è tenuta la prima votazione che si è conclusa con un nulla di fatto. Oggi alle ore 9:30 inizierà la seconda. Si voterà tutti i giorni fino all’elezione.

Le prime tre votazioni, in base all’art.83, saranno a maggioranza relativa (2/3) dei Grandi elettori, mentre dalla quarta in poi per eleggere il Presidente della Repubblica basterà la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto (50%+1). Le prime tre elezioni prevedono che il candidato raggiunga e/o superi i 673 voti mentre dalla quarta ne basteranno 506.

La prima votazione di oggi si è conclusa in questo modo:

Voti dispersi 48

Schede bianche 538

Schede nulle 33

Ferdinando Imposimato 120 voti

Vittorio Feltri 49

Luciana Castellina 37

Emma Bonini 25

Stefano Rodotà 23

Gabriele Albertini 14

Claudio Sabelli Fioretti 11

Romano Prodi 9

Mauro Morelli 9

Massimo Caleo 8

Marcello Gualdani

Pier Luigi Bersani 5

Sergio Mattarella 5

Lucio Barani 4

Giuseppe Scognamiglio 4

Agostino Marianetti 3

Antonio Martino 3

Ricardo Merlo 3

Ignazio Messina 3

Paolo Mieli 3

Giuseppe Pagano 3

Antonio Zitelli 3

Dario Ballini d’Amato 2

Anna Finocchiaro 2

Ezio Greggio 2

Per “voti dispersi” si intende che quarantotto persone hanno ricevuto un voto (Walter Veltroni, Giuliano Ferrara, Massimo Bray, Antonio Razzi, Sabrina Ferilli, Gianni Letta, Giancarlo Magalli, Franco Barbato, Stefania Craxi, Arnaldo Forlani, Paolo Romani, Denis Verdini, Gigi Riva, Santo Versace, Ermanno Olmi, Gian Carlo Caselli, Raffaele Ranucci).

Appena eletto, il Presidente giurerà davanti ai grandi elettori e tiene un discorso alla Camere riunite (art. 91 della Costituzione).

Il mandato del Presidente della Repubblica è di sette anni, in base all’art. 85. Non è vietato un secondo mandato. Il Capo dello Stato uscente diventa automaticamente, salvo rinuncia, Presidente emerito della Repubblica e Senatore a vita. Attualmente a ricoprire questa carica sono gli ultimi due inquilini del Quirinale, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. Giovanni Leone e Giorgio Napolitano sono stati gli unici a diventare Presidenti della Repubblica da Senatori a vita (Leone nel 1967 nominato da Saragat, Napolitano nel 2005 da parte di Ciampi)

Il mandato presidenziale si può interrompere per:

  • dimissioni volontarie da parte del Capo dello Stato;

  • morte;

  • impedimento permanente dovuto a gravi malattie;

  • destituzione (giudizio di colpevolezza sulla messa in stato d’accusa per reati di alto tradimento e attentato alla Costituzione);

  • decadenza, per il venir meno di uno dei requisiti di eleggibilità.

L’articolo 87 è quello che evidenzia i poteri e le prerogative del Il Presidente della Repubblica

  • è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale;

  • può inviare messaggi alle Camere;

  • indice le elezioni delle Camere e ne fissa la prima riunione;

  • autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo; promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti;

  • indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione;

  • nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato;

  • accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere;

  • ha il comando delle Forze armate;

  • presiede il Consiglio supremo di difesa;

  • dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere;

  • presiede il Consiglio superiore della magistratura;

  • può concedere grazia e commutare le pene;

  • conferisce le onorificenze della Repubblica

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura, come recita l’art. 88.

In base all’articolo 89, nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

Secondo l’articolo 90, il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nel l’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Il Capo dello Stato promulga le leggi entro un mese (le dichiara valide ed efficaci), rinviandole alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate e chiederne una nuova deliberazione (art.74);

Altri compiti e prerogative del Capo dello Stato sono

  • nominare fino a cinque senatori a vita (art.59);

  • convocare le Camere in via straordinaria (art.62

  • nominare il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri (art.92).

  • accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni (art.93);

  • decretare lo scioglimento di consigli regionali e la rimozione di Presidenti di regione (art.126);

  • nominare un terzo dei componenti della Corte costituzionale (art.135);

La Costituzione (art. 89) prevede che ogni atto presidenziale per essere valido debba essere controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità, e richiede la controfirma anche del presidente del Consiglio dei ministri per ogni atto che ha valore legislativo.

Come stabilisce l’art. 90 della Costituzione, il presidente non è responsabile per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne per alto tradimento o per attentato alla Costituzione, per cui può essere messo sotto accusa dal Parlamento.

Per votare, cliccate QUI <——–

Ogni giorno vi terremo informati sull’esito delle votazioni.