Il sindaco a Ecomondo, Rimini

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foto 1Quando, all’inizio del percorso al governo di Novara, abbiamo disegnato i tratti fondamentali della nostra identità politica e amministrativa, ci siamo posti una serie di obiettivi ambiziosi.

Obiettivi riassumibili in una frase semplice, ma allo stesso tempo molto impegnativa: vogliamo fare di Novara un città esemplare dove qualità della vita, sostenibilità ambientale, capacità imprenditoriale e freschezza intellettuale si incrocino tra loro, dimostrando come il nord ovest sia capace di rilanciarsi sulla base di grandi capacità imprenditoriali specializzate, in particolare nel settore della ricerca applicata, recuperando e valorizzando quella storica capacità di creare “brevetti” che ci diede tanta spinta all’inizio del secolo scorso, aggregandola a un nuovo sforzo più adeguato al mondo contemporaneo, e fatto quindi di una grande azione comunicativa con lo scopo di attrarre talenti nei settori che ci interessano.

L’ambito della chimica è stato da subito quello nel quale questa operazione di “incrocio” è venuta più naturale.

Novara è stata la culla della chimica industriale italiana, la città di Giacomo Fauser e di Guido Donegani, la città dove ancora oggi, in un isolato di qualche centinaio di metri nella zona Est si concentrano una serie di laboratori, istituzioni e sedi di multinazionali: anzirutto Novamont, che oggi ci ospita qui a Rimini, e che è il fiore all’occhiello del settore; poi la facoltà di Farmacia dell’Università del Piemonte Orientale; l’Istituto Guido Donegani che nel corso della sua storia ha portato avanti le scoperte del premio Nobel Giulio Natta (grazie al quale fu inventata la plastica) e che  oggi è uno dei centri di ricerca Eni per le energie non convenzionali. E ancora, nel palazzo di Renzo Piano che in passato ha ospitato l’Istituto sperimentale metalli leggeri, oggi sede della Fondazione Novara Sviluppo,  trovano posto i centri di ricerca di farmaceutica e chimica verde Ticinum Lab e Chemessentia (della spagnola Chemo Group), il Dipartimento di scienza del farmaco dell’Università del Piemonte Orientale, e l’incubatore di imprese Enne3 della stessa nostra università, con una decina di start up..

Novara e l’innovazione vanno quindi a braccetto, ed hanno sviluppato un rapporto privilegiato.

Non a caso – e Catia Bastioli lo ricorderà – Novamont è stata una delle prime aziende che ho voluto visitare non appena eletto sindaco. Io credo che la nostra città possa giustamente ambire a diventare ancora di più un punto di riferimento a livello nazionale nella ricerca chimica “green”. E questo obiettivo è raggiungibile in un quadro di collaborazione stretta tra l’amministrazione pubblica e le imprese.

Ed proprio seguendo questo modus operandi – la collaborazione tra amministrazione ed aziende e la valorizzazione delle eccellenze del territorio – che è nata l’esperienza che vorrei raccontarvi, e che è un esempio di notevole rilevanza.

Negli intenti della nostra amministrazione, come dicevo, fin dall’inizio della nostra attività amministrativa, c’è stato il progetto di dare corpo all’idea di una città sostenibile. Uno dei nostri obiettivi è l’assunzione delle tematiche ambientali come sistematico metodo di approccio nelle scelte di governo .

Vogliamo, ad esempio, migliorare le condizioni di vivibilità del territorio riducendo i fattori inquinanti.

Su questo crocevia, la nostra volontà politica ha incrociato le opportunità offerte dalla ricerca nel campo delle bioplastiche.

Novara è da anni, e   si è confermata anche quest’anno,  un comune leader a livello nazionale sul fronte  virtuoso nella raccolta differenziata dei rifiuti.

Siamo l’unico comune di popolazione superiore a 100.000 abitanti ad avere livelli di raccolta differenziata che superano il 70% . Cosa che, tra l’altro, ci ha consentito di avere le tariffe Tares tra le più basse in Italia.

Siamo uno degli esempi più virtuosi a livello europeo e intendiamo perseguire  strategie sempre più drasticamente rivolte alla minimizzazione dei rifiuti, al riuso e al riciclo

Proprio per confermare e rafforzare questo primato, abbiamo scelto, lo scorso anno di essere ancora una volta leader: così nel luglio del 2012, primi in Italia, con una ordinanza abbiamo deciso di assumere da subito i principi della legge 28 del 2012. Una scelta coraggiosa, con la quale abbiamo indicato per primi in Italia la strada e abbiamo scelto la definitiva transizione ecosostenibile con ampio anticipi sui dettami di legge.

L’ordinanza vietava a tutti gli esercenti di attività commerciali ed artigianali che operano sul territorio comunale, sia a posto fisso che itinerante, di fornire ai consumatori, per l’asporto delle merci acquistate, sacchetti non conformi a quanto disposto dalle legge 28. Abbiamo  consentito agli esercenti l’utilizzo delle scorte entro il 31 dicembre 2012.  Il provvedimento ordinava anche a tutti i cittadini di effettuare il conferimento dei rifiuti della frazione organica unicamente utilizzando un sacchetto compostabile.

Un provvedimento che abbiamo condiviso con le organizzazioni di categoria del commercio, e che consente anche a tutto il settore di fare un significativo passo in avanti sulla strada della responsabilità sociale.

I risultati della nostra iniziativa sono stati molto positivi. E ne siamo molto soddisfatti.

Non solo per gli aspetti pratici.

Ma anche e soprattutto perché ci è parso una bella occasione per mettere alla prova, nel rapporto con le forze vive dell’imprenditoria e della ricerca, il nostro sforzo per progettare un futuro di crescita e sviluppo basato su una società della conoscenza.

Lo vogliamo realizzare, facendo del polo delle competenze presenti a Novara uno strumento di sviluppo per tutto il sistema paese e il sistema Europa, nell’ambito della regione Piemonte e della macroregione Nord Ovest.