Immigrazione: una risorsa o una opportunità? Di Annalisa Cerruti

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Al giorno d’oggi il problema degli immigrati è particolarmente sentito dalla collettività soprattutto alla luce dei sempre più numerosi sbarchi di clandestini e di famiglie sfortunate che, nella speranza di costruirsi una nuova vita e di trovare una nazione accogliente in grado di assicurare loro un lavoro dignitoso e le necessarie garanzie sociali, abbandonano la patria natia e i loro affetti per tentare di migliorare la loro difficile condizione.
Una questione le cui cause sono da individuarsi molte volte nella povertà, nell’assenza di diritti, nelle guerre interetniche e nella scarsa volontà, da parte delle classi dirigenti, di occuparsi della loro situazione e di trovare soluzioni concrete ad una problematica che si fa sempre più pressante e che rischia di avere ripercussioni sul tessuto sociale del nostro paese.
Mi riferisco in particolare agli episodi di delinquenza giovanile o alle attività illegali cui alcuni di questi nuovi venuti sono spesso costretti a ricorrere per cercare di sopperire ad un sistema incapace di offrire loro un posto dignitoso nella scala sociale e di poter condurre un’esistenza onesta nel nostro paese.
E’ chiaro che con quanto detto non si intende giustificare episodi che si collocano ai limiti della legalità o che infrangono la nostra Costituzione, dal momento che il rispetto della legalità è un prerequisito indispensabile per una società democratica che deve essere tenuto in considerazione non solo dai nostri connazionali ma anche dagli stranieri. Inoltre esistono numerosi casi che sembrano confermare proprio il contrario e che contribuiscono a nobilitare una categoria spesso ghettizzata e relegata ai margini della società.
In altre parole, non mancano le occasioni e gli esempi di immigrati che contribuiscono positivamente al bene pubblico e alla nostra società magari assumendosi l’onere di lavori faticosi e poco retribuiti, che molto spesso i nostri giovani non sarebbero disposti a fare ( si pensi a molti operai senza un regolare contratto di lavoro che svolgono la loro attività senza le necessarie precauzioni e che molte volte rischiano la loro stessa vita per una paga irrisoria o a molte badanti che assistono pazientemente e con coraggio i nostri anziani ).
Si dovrebbe considerare l’immigrato come una risorsa per il nostro paese e non come un pericolo, alla luce dei principi cristiani di solidarietà, accoglienza e tolleranza. Una solidarietà non intesa come carità ma come fiducia nei confronti di chi proviene da paesi diversi dal nostro e da situazioni disagiate.
Una fiducia che si fonda sul riscatto sociale di questi immigrati e sulla possibilità di garantire loro una dignitosa posizione nella nostra società, fidando nelle loro potenzialità e nel contributo prezioso che possono offrire ad una società sempre più globalizzata e multietnica.
Per una società aperta al dialogo con chi è diverso da noi e meno fortunato perché orfano dei nostri valori democratici e dei principi di tolleranza e di accoglienza che hanno permeato la nostra storia di democristiani.

Resp. Femminile della Democrazia Cristiana di Novara e Provincia
Annalisa Cerruti