Industria – Si riparte ?

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Industria Novara

Industria Novara

L’industria novarese riparte. Le previsioni congiunturali elaborate dall’Associazione Industriali di Novara per il quarto trimestre del 2010 (riportate integralmente sul sito internet “www.ain.novara.it”) segnalano infatti, dopo la correzione al ribasso dell’ultima rilevazione, una risalita dei principali indicatori che induce a sperare nella solidità dell’inversione di tendenza iniziata nell’estate del 2009. Il saldo tra gli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quelli che sono pessimisti in merito alle attese di produzione segna +4,5 punti, contro i precedenti -5,4, mentre quelli relativi alle attese di ordini, rispettivamente totali ed esteri, si attestano a +7,1 e +10,5 punti, rispetto ai precedenti -0,9 e +10 punti. Riprendono forza anche le previsioni di investimento delle industrie del territorio, il 43,9% delle quali ha in programma l’ammodernamento degli impianti (era il 33,6% nello scorso trimestre), mentre il 21,1% (contro il precedente 19,8%) dichiara di voler procedere al potenziamento della propria capacità produttiva. Continuano a rimanere negativi, invece, gli indicatori relativi al mercato del lavoro. Il saldo ottimisti/pessimisti relativo alla volontà di procedere ad allargamenti degli organici rimane sotto lo zero, pur risalendo dai -5,1 punti del luglio scorso agli attuali -2,6, mentre l’intenzione delle imprese di ricorrere, entro fine anno, alla Cassa integrazione guadagni aumenta lievemente, passando dal 20,2% al 22,3%. «Alla luce della lentezza della ripresa – spiega il direttore dell’Ain, Aureliano Curini – il ricorso alla Cig rimarrà ancora alto. E anche se la creazione di nuovi posti di lavoro si rafforzerà progressivamente nel 2011, la variazione netta dell’occupazione sarà negativa a causa degli esuberi rimandati grazie al ricorso alla Cig durante la fase più acuta della crisi. A frenare la risalita dell’occupazione potrebbero contribuire anche le crescenti “frizioni” nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, derivanti dal cambiamento delle relative caratteristiche. Ci preoccupa, inoltre, l’incremento della durata della disoccupazione “ciclica”, perché accresce il rischio che diventi strutturale, provocando depauperamento del capitale umano e fenomeni di scoraggiamento. Un miglioramento del mercato del lavoro è quindi cruciale per un consolidamento della ripresa anche attraverso il rilancio dei consumi». Migliorano ancora, seppure lievemente, i dati sui ritardi negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti, segnalati dal 49,5% delle imprese contro il precedente 50,4%. Nonostante le forti differenze a livello settoriale si tratta del valore medio più basso dall’inizio del 2009.