Insieme per Cure Oncologiche

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Oncologia

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La scorsa settimana l’azienda ospedaliero universitaria “Maggiore della Carità” di Novara e la Fondazione Edo ed Elvo Tempia Valenta onlus di Biella, hanno sottoscritto una convenzione nell’ambito dell’attività afferente all’oncologia molecolare. La convenzione definisce le modalità della collaborazione tra il laboratorio di oncologia molecolare della fondazione biellese e quello di patologia molecolare del nosocomio novarese, ospedale di riferimento per il Polo Oncologico di Novara, Vercelli e Vco. I CONTENUTI DELLA COLLABORAZIONE «I due laboratori – spiega il prof. Oscar Alabiso, direttore della Sc Oncologia del Maggiore e coordinatore del Polo Oncologico – lavoreranno fianco a fianco con la Sc Anatomia Patologica, diretta dal prof. Guido Monga, in particolare con il servizio del prof. Renzo Boldorini. Lo scopo è quello di migliorare la fase diagnostica delle patologie oncologiche, per predisporre terapie ritagliate sulle caratteristiche del singolo paziente. Questo permetterà di effettuare interventi mirati, che indagheranno l’efficacia sul paziente di determinati farmaci, permettendo di scegliere quelli più adatti e migliorando la tempestività della cura». Terapia, dunque, ma anche ricerca. «La convenzione – prosegue Alabiso – riguarderà, inoltre, l’attività scientifica e di ricerca su temi concordati e di comune interesse». Quali le patologie sulle quali lavoreranno i medici del Maggiore e della Fondazione? «Il carcinoma del colon-retto; i Gist (tumori del tratto gastrointestinale); il carcinoma del polmone; il melanoma e il carcinoma della tiroide». UN NUVO MODELLO ORGANIZZATIVO A spiegare la novità del modello organizzativo che sta alle spalle della convenzione è il direttore generale dell’Aou Claudio Macchi. «L’aspetto rilevante di questa convenzione è che l’accordo tra il privato no profit e il pubblico si fonda su una collaborazione fattiva. Non solo quindi, un sostegno economico, ma un lavoro in stretta sinergia che ci aiuterà a migliorare il servizio di cura offerto ai pazienti oncologici, elaborando terapie personalizzate». Macchi sottolinea, poi, un altro aspetto. «Evitare prescrizioni inutili di farmaci – che, per altro, sono impattanti sulla salute dei pazienti – , permetterà anche di rendere più efficiente il sistema. Un modello organizzativo, che penso possa essere esportato».