Killer dopo il "no" su Facebook: preso

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dal quotidiano La Stampa

La prima volta che Domenico Iania ha visto Chiara Brandonisio è stato giovedì scorso, quando l’ha aggredita fino ad ucciderla. L’assassino, 52 anni, originario della provincia di Catanzaro e residente a Morfasso, in Val d’Arda nel Piacentino, era arrivato a Bari per incontrare la donna, 33 anni, operaia in un’azienda per la trasformazione di mandorle.

Con lei aveva avuto fino a quel giorno una relazione virtuale. Appuntamenti su Facebook, lunghe conversazioni scritte in chat e altre dal vivo, ma a distanza, attraverso l’uso di una webcam. Mai, prima della mattina dell’omicidio, c’erano stati contatti ravvicinati tra i due.

Ed è stato quando Chiara ha deciso di troncare quella relazione virtuale che Domenico ha pensato raggiungerla in Puglia per incontrarla. E’ partito da Morfasso con la sua panda blu che poi ha abbandonato poco lontano dal luogo del delitto.

Ha raggiunto Chiara poco dopo l’alba mentre la ragazza andava in bicicletta al lavoro. Una breve e probabilmente animata discussione. Poi la testa della ragazza martoriata a sprangate. Alcune ore di coma e la morte certificata dai medici dell’ospedale «Di Venere».

Subito dopo aver lasciato la spranga accanto al corpo agonizzante di Chiara, Domenico ha iniziato la sua fuga. Le prime fasi sono state riprese dalla telecamera di un negozio di Carbonara, il quartiere dov’era avvenuta l’aggressione. Domenico Iania è passato pochi minuti dopo l’aggressione poi rivelatasi mortale sotto l’obiettivo che ha immortalato la sua fisionomia. Da Carbonara alla stazione di Bari e da lì in treno fino in Emilia Romagna.

Durante la sua fuga, Domenico Iania ha appreso della morte di Chiara Brandonisio. E’ successo domenica mattina quando i giornali hanno pubblicato la notizia che la ragazza barese – separata dal 2004 e residente a Carbonara insieme a sua nonna – non era sopravvissuta alle gravi ferite. Domenico Iania ha continuato a rendersi irreperibile. Dal treno all’autostop fino a Fiorenzuola in Val d’Arda.

Giunto qui, l’uomo ha raggiunto Lugagnano grazie ad un passaggio in auto chiesto ad un cittadino straniero. Per continuare la sua fuga, Domenico Iania aveva bisogno di soldi. E ne ha chiesti ad amici e conoscenti di Morfasso mentre la polizia teneva d’occhio la sua abitazione sperando che l’uomo potesse tornarci.

Domenico Iania prima di crollare, ha dormito ovunque: in fienili, in casolari abbandonati. Poi la resa. L’uomo ha raggiunto l’abitazione di un conoscente a Morfasso e gli ha chiesto di chiamare la polizia per costituirsi. Ora agli inquirenti il compito di ricostruire la tragica fine di quella relazione virtuale. Le indagini muovono da alcuni punti fermi. Circa dieci anni fa Domenico Iania è stato accusato di tentato omicidio nei confronti della sua ex compagna.

Alcune settimane fa, Chiara Brandonisio aveva presentato alla polizia una denuncia per stalking. Non si conosce l’identità della persona verso la quale era stata mossa l’accusa, ma gli inquirenti hanno un’altra traccia da seguire. Di quella ragazza nessuno sapeva molto. A Carbonara la conoscevano in pochi e, dopo la separazione di sei anni fa, Chiara si è fatta vedere sempre meno in giro. Riservata, forse delusa dal suo matrimonio fallito, Chiara potrebbe aver cercato sulle chat nuove occasioni di incontro e di relazioni. Ma con Internet ha conosciuto il suo assassino.