La dura legge del “Biellino”. Cronache di sopravvivenza per i pendolari

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Pubblichiamo la lettera fattaci pervenire dalla nostra lettrice Paola Maggiora sui disagi che ogni mattina lei ed altri pendolari devono patire per recarsi al lavoro.

binari 2Qualcuno di voi ha mai tentato di quantificare le persone che almeno 5 giorni su 7 usano il treno come unico mezzo per raggiungere il posto di lavoro?

Prendendo come esempio la tratta Novara-Milano (la più frequentata, senza nulla togliere alla Novara-Torino,) da circa 2 anni alle ore 7.29 parte da Novara un trenino che proviene da Biella e che va a Milano Porta Garibaldi, la seconda stazione ferroviaria della città lombarda. Il suo nome, nel gergo pendolaresco, è “il Biellino”.

Un trenino perchè può ospitare 145 persone sedute a fronte di un numero ben superiore di persone accalcate in attesa sul binario. Prendete altri treni, si può obiettare. Non si può, perchè il treno 10401 ha tutti i requisiti per essere il miglior treno: “quasi sempre puntuale e veloce (i ritardi e la lentezza sono causati dai treni che lo precedono che non sono puntuali), orario di partenza comodo e perfetto per non alzarsi troppo presto e per non dover recuperare minuti in ufficio o giocarsi permessi. Il suburbano delle 7.18 arriva dopo il Biella ed il regionale delle 7.39 ha sempre almeno 10 minuti di ritardo”, commenta una pendolare.

Quindi dove sta il problema? A causa della sua appetibilità, questo treno è teatro quotidianamente di risse, litigi, spintoni, a volte anche incontri di boxe… Avendo solo 3 porte di ingresso, le circa 200 persone in attesa si giocano i posti a sedere. I ragazzi delle scuole che scendono dal treno a Novara alle 7.27 si trovano letteralmente schiacciati dalla calca e devono sbrigarsi a liberare le porte per sopravvivere.

I passeggeri in attesa, una volta conquistato a suon di spintoni il diritto di salire, corrono verso i posti liberi. Ovviamente guai a cercare di tenere il posto per il proprio amico di viaggio, si rischia la vita. Ed ai malcapitati che non riescono ad accaparrarsi il posto (o a causa della sfortuna della giornata o perchè troppo buoni o paurosi per farsi largo) non rimane altro che sedersi sui gradini o rimanere in piedi appoggiati a qualche sedile.

I motivi di questi disagi sono vari e nessuno sa quale sia vero: “all’inizio avevano detto che non poteva essere aggiunto un altro modulo perchè non c’era la potenza necessaria al traino, ma se si guarda la linea ferroviaria di Alessandria, lo stesso treno è lungo il doppio”. Si può pensare che quindi i pendolari abbiamo ragione quando dicono che “le ragioni sono economiche: far viaggiare un treno a gasolio da Biella a Milano ha dei costi altissimi, quindi la Provincia di Biella scarica su quella di Novara l’onere di contribuire per facilitare la vita ai suoi cittadini”.

Insomma come sempre “la logica finisce dove cominciano le ferrovie”.