La figura del senatore a vita: tra ammirazione, rispetto e (poco) impegno politico

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di Simone Balocco

 

L’art. 55 della nostra Costituzione recitaIl Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”. Come i nostri lettori sapranno, la Camera è formata da 630 deputati, mentre la Camera alta 315 senatori: i primi sono eletti dai cittadini su base nazionale, i secondi su base regionale. Cambia il tipo di elettorato: si vota dai 18 anni in su per la Camera, dai 25 anni in su per il Senato. Diverso è anche l’elettorato passivo: 25 anni di età per candidarsi alla Camera, 40 anni di età per il Senato.

A dire il vero, i senatori presenti a Palazzo Madama non sono 315 ma, a oggi, sei in più. Motivo? I sei in più sono i senatori a vita.

I senatori a vita sono disciplinati dall’art 59 della Costituzione: “Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Sono quindi cittadini italiani eleggibili come senatori, ma nominati dal Presidente della Repubblica. Questi svolgono le stesse attività dei senatori eletti dai cittadini (per esempio votano la fiducia ai governi, partecipano al voto del rinnovo di 1/3 dei giudici della Corte costituzionale con il parlamento in seduta comune, entrano a far parte di un gruppo parlamentare, entrano a far parte di una delle XIV Commissioni o in quelle speciali).

Esistono due tipi di senatori a vita: i Presidenti emeriti (definiti anche “senatori a vita di diritto”) e quelli nominati dal Capo dello Stato.

Per “Presidente emerito”, si intende il Presidente della Repubblica che, al termine del suo mandato settennale, lascia il Quirinale per approdare direttamente a Palazzo Madama diventando senatore a vita: una sorta di “premiazione” dopo che quest’ultimo (parentesi: anche una donna può diventare Presidente della Repubblica) ha ricoperto la carica istituzionale più importante di tutte. Una sorta di “buen ritiro” politico.

Tanto per intenderci, quando finirà il mandato presidenziale di Sergio Mattarella (febbraio 2022), l’attuale inquilino del Quirinale diventerà automaticamente senatore a vita di diritto. Come lui, lo erano già diventati i suoi predecessori Giorgio Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro e via a ritroso.

I senatori a vita nominati per aver “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario” sono invece cittadini italiani che, durante la loro vita, hanno rappresentato il nostro Paese al meglio e sono riconosciuti da tutti come benemeriti e degni di rispetto.

Il mandato di senatore a vita termina con la morte del senatore in questione ed il Presidente della Repubblica in carica ha facoltà di sostituirlo o meno durante il suo settennato.

In ordine cronologico, l’ultimo senatore a vita è Liliana Segre, nominata da Sergio Mattarella nel gennaio 2018. Testimone della Shoah, è la terza donna a ricoprire la carica dopo Camilla Ravera e Elena Cattaneo, la più giovane senatrice a vita della Repubblica essendo diventata tale all’età di 50 anni sei anni fa.

Perché esiste la figura del senatore a vita? Lo avevano previsto i padri costituenti come persona al di fuori della politica che avrebbe aiutato i colleghi con la sua esperienza ed il suo valore aggiunto. Peccato che il 40% dei senatori a vita (non di diritto) nominati dalla prima legislatura a oggi siano state tutte persone provenienti dalla politica attiva (16 su 38).

Dalla prima legislatura (1948-1953) a oggi (numero XVIII), i senatori a vita sono stati 47: trentotto nominati e nove “reduci” dal settennato come Presidente della Repubblica.

Il senatore a vita che è rimasto in carica più a lungo è stato Cesare Merzagora per una durata di 28 anni e due mesi. Merzagora, eletto tra le file della Democrazia cristiana e poi vicino al Partito liberale, è stato per quattordici anni consecutivi presidente del Senato tra il 1953 ed il 1967. Fu nominato senatore a vita da Antonio Segni nel 1963 e rimase a Palazzo Madama fino alla sua morte, avvenuta nel 1991.

I mandati più brevi sono stati entrambi nella prima legislatura (1948-1953) e sono appartenuti ad Arturo Toscanini e “Trilussa”: il direttore d’orchestra parmense si dimise dopo soli due giorni dalla nomina perché non voleva avere cariche onorifiche, mentre il poeta romano fu senatore a vita per soli venti giorni prima di morire e ancora oggi è il senatore a vita con l’incarico più breve.

Solo due senatori a vita di nomina sono diventati poi Presidenti della Repubblica: Giovanni Leone e Giorgio Napolitano, nominati a loro volta nel 1967 e nel 2005 per volontà degli allori Presidenti della Repubblica Giuseppe Saragat e Carlo Azeglio Ciampi e diventati Capi dello Stato tra il 1971 ed il 1978 e fra il 2006 ed il 2015.

Francesco Cossiga, senatore a vita dal 1992 dopo i suoi sette anni come Presidente della Repubblica, decise in due momenti di dimettersi, ma le sue dimissioni furono respinte dai suoi colleghi di Palazzo Madama.

Se Toscanini si dimise due giorni dopo la nomina, rinunciò prima ancora di essere nominato Idro Montanelli: il giornalista di Fucecchio non voleva entrare in politica per evitare che questa si intrecciasse con il suo lavoro di giornalista. Anche Nilde Iotti rifiutò lo scranno da senatrice a vita: nel 1991, l’allora Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, espresse la volontà di nominare l’allora Presidente della Camera senatrice a vita. La Iotti, che quattro anni prima ebbe l’incarico esplorativo di formare un nuovo governo a seguito della caduta del governo Craxi, rifiutò preventivamente preferendo rimanere Presidente della Camera bassa, incarico che ricopriva ininterrottamente dal 1979.

Il Presidente della Repubblica che nominò più senatori a vita durante il suo settennato fu Luigi Einaudi, nominandone otto: di questi, tre furono sostituiti (Toscanini per rinuncia, Castelnuovo e Trilussa per morte) in corso del mandato, concludendo il settennato con cinque senatori presenti a Palazzo Madama.

Enrico de Nicola e Oscar Luigi Scalfaro, rispettivamente Capo provvisorio dello Stato (1946-1948) ed il IX Presidente della Repubblica (1992-1999), non nominarono nessun senatore a vita durante il loro mandato.

Si è molto discusso sul numero dei senatori a vita: cinque, ma cinque da nominare per ogni Presidente o cinque in carica dal 1948 in poi e sostituirli con altri nominati al momento della loro morte? Si è optato per il numero di cinque nominati durante i sette anni di carica. Nel 1992 a Palazzo Madama vi erano ben undici senatori a vita, di cui nove nominati da tre Presidenti della Repubblica diversi.

In questi ultimi anni la figura del senatore a vita è stata molto contestata. Non per i meriti sulla loro nomina, ma per il loro operato in sede parlamentare: tante assenze e troppe volte il loro voto ha deciso le fiducie di molti governi. Tesi questa spinta soprattutto da chi era all’opposizione del governo in questione.

Si è spesso parlato di non dar loro nessuno emolumento, poiché la carica di senatore a vita è onorifica, o di sostituirli se durante il loro mandato non abbiano adempiuto ai loro doveri parlamentari. Insomma, una figura importante, ma molto controversa.

Eppure i senatori a vita sono un’eccellenza per il nostro Paese. Personaggi conosciuti nel Mondo per le loro attività e degni di sedersi sugli scranni di Palazzo Madama.

Vediamo nel dettaglio chi sono stati a oggi tutti i senatori a vita e da chi sono stati nominati

Enrico de Nicola

Il presidente provvisorio della Repubblica non nominò senatori a vita

Nominati da Luigi Einaudi

Guido Castelnuovo

Arturo Toscanini

Pietro Canonica

Gaetano de Sanctis

Pasquale Jannacone

Carlo Alberto Salustri “Trilussa”

Luigi Sturzo

Umberto Zanotti Bianco

Giovanni Gronchi

Giuseppe Paratore

Antonio Segni

Cesare Merzagora

Ferruccio Parri

Meuccio Ruini

Giuseppe Saragat

Vittorio Valletta

Eugenio Montale

Giovanni Leone

Pietro Nenni

Giovanni Leone

Amintore Fanfani

Sandro Pertini

Leo Valiani

Eduardo de Crescenzo

Camilla Ravera

Carlo Bo

Norberto Bobbio

Francesco Cossiga

Giovanni Spadolini

Gianni Agnelli

Giulio Andreotti

Francesco de Martino

Paolo Emilio Taviani

Oscar Luigi Scalfaro

Non nominò senatori a vita

Carlo Azeglio Ciampi

Rita Levi Montalcini

Emilio Colombo

Mario Luzi

Giorgio Napolitano

Sergio Pininfarina

Giorgio Napolitano

Mario Monti

Claudio Abbado

Elena Cattaneo

Carlo Rubbia

Renzo Piano

Sergio Mattarella

Liliana Segre

Presidenti emeriti della Repubblica e senatori a vita di diritto

Enrico de Nicola

Luigi Einaudi

Giovanni Gronchi

Antonio Segni

Giuseppe Saragat

Giovanni Leone (dal 1971 al 1978 Presidente della Repubblica)

Sandro Pertini

Francesco Cossiga

Oscar Luigi Scalfaro

Carlo Azeglio Ciampi

Giorgio Napolitano (dal 2006 al 2015 Presidente della Repubblica)

 

Gli articoli della Costituzione sono tratti dal sito del Senato della Repubblica italiana (www.senato.it)

L’immagine in copertina è stata tratta da www.biografieonline.it