LA GARA MEDIATICA – POVERA SARAH

Condividi sulla tua pagina social
Alessio Vinci

Alessio Vinci

di Alessio Marrari

“Ma il cellulare quanti squilli ha fatto? a che ora è squillato il telefonino? ma il telefono si sentiva squillare da fuori?”  Passare da Matrix a Porta a Porta ogni trenta secondi circa, era sufficiente per intendere i percorsi e le tabelle di marcia che, ieri sera, i due conduttori, Bruno Vespa e Alessio Vinci, tenevano a ritmo concorrenziale. Sulla Rai l’avvocato degli Scazzi e su Canale 5 Sabrina, la figlia del “mostro assassino”, Michele Misseri, così definito da quasi tutti gli utenti del web. Il fine “bigotto” era quello di cercare di capire le dinamiche, spattacolarizzare i fatti con i montaggi dell’ interrogatorio (video sopra),  cercare le contraddizioni, in “Live”, dei protagonisti, presenti “ospiti avvoltoi” pronti a storpiare quanto veniva detto sull’episodio di cronaca nera in questione. Ma il vero squallore, implicito alle due trasmissioni, era il tempismo con cui, su reti diverse, i due conduttori, ponevano le stesse domande quasi in contemporanea, come e sicuramente, se le due redazioni si monitorassero l’un l’altra. Il disinteresse dei conduttori, quindi della “macchina multimediale” che gira loro intorno, si evinceva dalla velocità con cui effettuavano entrambi le domande e quasi ne pretendevano le risposte.

“Tempistiche della diretta” potrebbero giustificare i diretti interessati. Certo che guardandone una per volta così potrebbe sembrarema,  spostandosi sul canale concorrente e viceversa dopo pochi secondi, è chiaro che l’interesse e gli accenti vengono posti sullo show che esalta i comportamenti assassini, sulla freddezza di Sabrina, figlia dell’assassino, che quasi sembra voler collaborare parlando del padre come se lo facesse di un qualunque assassino. Normalmente sia i familiari delle vittime che quelli di un maniaco, come il Misseri, vivono entrambi una tragedia, chi perde qualcuno la vive da vittima mentre chi vede un proprio caro in carcere per omicidio, in teoria dovrebbe vivere un dramma dettato da delusione e dispiacere di avere in casa un padre, che se pur assassino e ignorante, è sempre un padre. La figlia invece, dal tono della voce e dal modo di parlare, non sembrava affatto dispiaciuta, era palesemente affascinata dalla macchina mediatica e rispondeva come se fosse quasi un’inquirente. Che squallore! A nessuno importava nulla della povera Sarah, una ragazzina di soli 15 anni uccisa, una poco più che bimba la quale aveva una vita davanti ancora in una fase di spensieratezza che la faceva sorridere al futuro. Nessuno ha parlato di spronare i minori a denunciare eventuali molestie subìte per evitare nuovi episodi del genere, sensibilizzare l’opinione pubblica con delle vere e proprie campagne che coinvolgono le famiglie su argomenti “estremi” come questo. Solo interessi di ascolti, domande e risposte rapidissime per “fregarsi” a vicenda screditando, con questo atteggiamento il ricordo di Sarah, non dimostrandole nessun rispetto “alla memoria” ma USANDOLA come pretesto di battaglie e gare all’interno delle quali, narcesisti opinionisti, persone che spuntano dal nulla, che ci presentano come personaggi illustri, possano fare mostra di se stessi in Tv nel peggiore dei modi. Vergogna. Chiediamo scusa noi ad una ragazzina capitata nel posto sbagliato in un momento sbagliato.