La normalità al tempo del coronavirus

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Tutti in questi giorni ci teniamo aggiornati sui dati della nuova peste, il coronavirus, perchè proprio di peste si tratta. Nella speranza che tutto torni alla normalità, ma con la consapevolezza che le cose non torneranno mai più come prima. A livello economico le grandi aziende hanno ipotizzato che se tutto questo finirà per la fine di marzo si avrà una perdita di ricavi nel primo trimestre 2020 del 25/30% su base annua. In questi giorni di quarantena abbiamo sperimentato un nuovo modo di vivere, abbiamo dovuto cambiare e stravolgere la nostra routine e dovuto passare tanto tempo in casa con la propria famiglia in cui fino a poche settimane fa era riservato a poche ore del giorno. Abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare tramite lo smart working, il modo di studiare tramite piattaforme on line e persino il modo di fare fitness tramite dirette a orari prefissati come in palestra. Dopo i primi dubbi e tentennamenti abbiamo fatto di tutto questo la normalità ed è destinato a cambiare radicalmente per lungo tempo. Fino a che non si trova un vaccino in grado di debellare il coronavirus l’isolamento sociale è l’unico modo per rallentare la diffusione e cambiare stile di vita diventa necessario. Abbiamo vissuto un cambiamento nei controlli dopo l’11 di settembre, ci abitueremo anche a questo. Così quando tutto questo sarà finito apprezzeremo i prodotti locali, cominceremo a muoverci in bicicletta o a piedi, riscopriremo il piacere di una passeggiata all’aria aperta. La riflessione che faccio io è che l’uomo ha oltremodo disturbato la natura e si sta riprendendo ciò che vuole.