La settimana più “calda” della stagione del Novara Calcio inizia con una rivoluzione

Condividi sulla tua pagina social

by Simone Balocco

calcio

calcio

Il sabato pomeriggio dei tifosi del Novara è stato caratterizzato da un vero fulmine a ciel sereno: intorno alle ore 16 la società Novara Calcio, per mano del Presidente Massimo de Salvo, ha annunciato sul sito ufficiale del club una notizia clamorosa: sono stati sollevati dal loro incarico l’allenatore Alfredo Aglietti, il direttore sportivo Fabrizio Larini e Luca Faccioli non sarà più il direttore generale ma “continuerà a seguire alcuni importanti progetti affidatigli”, come riporta testualmente il comunicato stampa. Al posto di Aglietti, la prima squadra è affidata alla gestione di Giacomo Gattuso, attuale allenatore della Primavera, in collaborazione con Mauro Borghetti, direttore del settore giovanile biancoblù.

La sconfitta, pesantissima, contro il Varese nella finale playout che potrebbe condannare il Novara ad un mesto ritorno in Lega Pro, ha lasciato strascichi molto forti. In più al termine del match circa 150 tifosi azzurri si sono diretti all’uscita dei pullman per manifestare il loro disappunto e la loro rabbia contro alcuni giocatori e la dirigenza. Una dozzina di poliziotti in “antisommossa” hanno impedito che la contestazione potesse degenerare. I tifosi non sono stati accontentati e dagli spogliatoi non è uscito nessuno. Il pullman è uscito dallo stadio alle 23:30 scortato e diretto a Novarello. Poco dopo diversi tifosi si sono proprio diretti al centro sportivo di Granozzo dove ad attenderli c’erano ancora di più forze dell’ordine ed invece del “solito ” parcheggio, i tifosi sono stati fatti sistemare nell’antistante parcheggio del distributore di benzina e della clinica veterinaria dove, a seguito del lancio di un fumogeno, sono stati caricati dalla polizia medesima qualche minuto dopo. Erano presenti circa in trenta persone, tra cui bambini.

Dal punto di vista prettamente calcistico, Gattuso ha davanti a sè un’impresa ciclopica: se il Novara non vincerà con almeno tre gol di scarto (es 3 a 0, 4 a 1, 5 a 2 etc.) il prossimo anno giocherà nella nuova Lega Pro unica La cabala però è dalla sua: nella stagione 2004/2005, “Jack” salvò, da allenatore, il Novara contro il “suo” Como nei playout di serie C1. Quindi è uno “sul pezzo”, uno che sa cosa vuole dire soffrire, anche se questa volta la situazione è molto più tragica. Il morale della squadra è molto basso e Gattuso dovrà molto lavorare più sulla testa che sulla condizione atletica. Importante anch’essa.

Tra i tifosi il malumore e il pessimismo stanno prendendo il sopravvento, visto che la squadra da “miracolo calcistico italiano” potrebbe uscire dal panorama calcistico italiano, visto che la serie C non è nè la serie A nè la serie B come appeal e diritti televisivi. In più, a questa situazione, va ad aggiungersi il fatto che ieri, nella finale di ritorno dei playoff di Lega Pro, la Pro Vercelli ha battuto 2 a 1 il Sud Tirolo venendo promossa in serie B. Dopo quasi 80 anni anni i “bicciolani” potrebbero giocare in categoria calcistica superiore il Novara. I tifosi della “Pro” andranno a giocare in stadi come quello di Catania e Bologna, mentre, in caso di retrocessione, gli azzurri in stadi di città non capoluogo di provincia, per intenderci.

La partita di venerdì sera vedrà almeno tre pullman partire da Novara alla volta dell'”Ossola” con un solo obiettivo: rimanere in B. Tanti tifosi, anche quelli più “caldi” ed ottimisti, pensano che la squadra non vincerà con tre reti di scarto e retrocederà.

Mancano ancora cinque giorni ed è prematuro dire chi giocherà e che schema userà Gattuso. Ma in caso di Lega Pro il settore giovanile del Novara potrebbe essere stravolto, visto che nella terza serie nazionale non è prevista la Primavera, ma ci sarà il torneo “Beretti”.

E questo è un vero peccato visto che la squadra allenata proprio da Gattuso ha disputato per la prima volta nella storia del club le finali playoff scudetto.

Venerdì sera sarà il campo a parlare. I supporter azzurri sperano di non ascoltare un requiem.