LA " TORRE DEI CANONICI "

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Torre dei Canonici

Torre dei Canonici

di CARLO MIGLIAVACCA

A Lumellogno (Novara) è stata recuperata la “Torre dei Canonici” del 1400 grazie alla Società Agricola ANFED SpA gestita dalla signora Patrizia Andreini in Pavesi e Titolare dell’omonima Azienda agricola. La località dove sorge l’attuale Lumellogno è catalogata fra i più antichi insediamenti in tutto il territorio, sede di un abitato già nel periodo del bronzo, attestato da ritrovamenti archeologici preistorici e anche romani, conservati al Museo civico di Novara. In epoca alto-medioevale abbiamo il primo riferimento documentario a Lumellogno, nell’atto con cui il vescovo Adalgiso regala ai Canonici di Santa Maria, nell’840 d.C., le terre di diverse Pievi fra cui è elencata anche Numenonium con Paliate. Analoga donazione ripete, fra il 908 e il 931, il vescovo Dagiberto che si riferisce esplicitamente a “curtem unam cum castro, casis, massariciis” come scritto da un anonimo amanuense dell’XI secolo («Il vescovo Dagiberto donò ai canonici a Lumellogno una corte insieme ad un castello, con le case, gli edifici rustici e tutte le strutture pertinenti al centro fondiario). Nel 985 il vescovo Aupaldo aggiunse alla donazione delle terre nella Curtis, la chiesa di Sant’Ippolito in villa Nomenonium con le sue proprietà e i servi che vi erano annessi. Il 15 marzo 1013 acquisirono anche, dal conte Riccardo figlio di Ildeprando, i diritti giurisdizionali e fiscali che egli deteneva sul territorio diventando così legalmente i Signori di Lumellogno.Una ulteriore espansione della proprietà avvenne alla metà dell’XI secolo: l’arciprete Raginfredo si fece cedere dal diacono Adamo, un maestro della cattedrale (grammatico), l’intero manso che egli possedeva nel villaggio. L’Azienda agricola aveva un’ampiezza di poco superiore ai 7 iugeri, circa 5 ettari e mezzo. Intanto iuxta portam (accanto alla porta)  del villaggio i Canonici avevano da tempo costruito un mulino che affittavano a uomini di loro fiducia; il primo contratto rimasto è del 1140. In questo periodo, nel 1100, è nato in Lumellogno, da povera famiglia, il celebre teologo Pier Lombardo che diventerà vescovo di Parigi, dove morirà nel 1160. Il vecchio castello, che non era una fortezza imponente, fu distrutto all’inizio 1200 e ne fu costruito uno nuovo vicino alla chiesa, ora parrocchiale, di Sant’Ippolito. Il 5 gennaio 1237 la gente di Lumellogno si organizzò in Comune e, su mandato del Capitolo di Santa Maria, il Preposto Giacomo Tornielli richiamò, dando il segnale con un legno battuto contro una tavola, gli abitanti del paese per eleggere un Rettore e un Camparo. Nel 1349 tutto il novarese fu colpito dalla peste seguita alle devastazioni degli eserciti del Marchese di Monferrato e della ferocissima Compagnia Bianca, composta da soldati di ventura inglesi al servizio del capitano Alberto Sterz i quali presero, saccheggiarono e danneggiarono il castello. Successivamente il territorio di Lumellogno passò sotto la Signoria dei Visconti, conquistatori del novarese, che nel 1361 inserirono Lumellogno nella squadra inferiore amministrata da un Vicario rurale. Il 13 ottobre 1466, per la somma di Libre 400, il Capitolo della cattedrale acquistò dalla vedova del Duca Francesco Sforza il feudo di Lumellogno e Pagliate che i Canonici subaffittarono a Bartolomeo Bordello. Se il castello rovinava, la presenza degli ecclesiastici era garantita attraverso l’immagine reale di una torre, detta “dei Canonici” ed eretta a difesa del mulino, ancora oggi visibile lungo il corso della roggia Orione, all’estremo nord dell’abitato. Si tratta di una costruzione quattrocentesca addossata ad un palazzo, con una elegante finestra a sesto acutoNel 1600 circa, il mulino con la torre fu concesso ai Pernati che lo detenevano ancora nel 1677; agli ecclesiastici restava un altro mulino a sud dell’abitato detto: “Molino del Bosco”. Mi sia concessa una nota polemica. Chi ha voluto quella specie di torre, io la chiamo “grande ciofeca”, costruita al castello Visconte-Sforzesco di Novara, peraltro mai esistita, si dovrebbe vergognare per come è stata fatta: neppure i mattoni antichi hanno usato, contrariamente alla “Torre dei Canonici”di Lumellogno, come visibile dalla foto da me scattata assieme a tantissime altre.