L'Argentina manda a casa il Messico

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Per la prima volta dopo 20 anni da quel successo ad Italia ’90 sul Brasile firmato Maradona-Caniggia, l’Argentina supera gli ottavi di finale del Mondiale imponendosi sul Messico senza il bisogno di supplementari o rigori.

Lo fa però grazie a due regali, uno della terna arbitrale italiana, in particolare del duo Rosetti-Ayroldi, e l’altro del difensore messicano Osorio, che con uno sciagurato disimpegno permette ad Higuain di raddoppiare. Così la partita è chiusa già dopo il primo tempo, con un finale di metà gara al veleno (il Messico sente di non meritare il doppio svantaggio) sfociato nella rissa che si accende al rientro negli spogliatoi, innescata dal portiere argentino Romero e dai messicani Rodriguez e Guardado. Maradona si butta subito in mezzo per fare da paciere, poi intervengono tutti gli altri.

Di sicuro è stata la giornata nera degli arbitri, perchè dopo il “gol fantasma” di Lampard in Germania-Inghilterra, non visto dall’uruguayano Larrionda, c’è stato quello segnato da Tevez in Argentina-Messico, viziato da un evidente fuorigioco. L’azione, al 26’ pt, era nata da un’uscita del portiere Perez sullo stesso Tevez, il pallone era finito sui piedi di Messi il cui tocco verso la porta era stato corretto in porta dal n.11 biancoceleste partito in posizione di netto offside. Inutili le proteste messicane: Rosetti, dopo essersi consultato a lungo con Ayroldi, ha convalidato la rete, mentre l’argentino Heinze, che evidentemente non aveva capito cosa stesse succedendo, se la prendeva con l’assistente accusandolo di voler far cambiare idea all’arbitro dopo aver rivisto l’azione sul tabellone luminoso (il replay dell’azione era stato mandato in onda).

Tevez si è poi “riscattato” nel secondo tempo, al 7’, segnando un gol stupendo con un imparabile tiro di destro che ha strappato un grido d’ammirazione perfino a Diego Maradona, che poi ha voluto abbracciare a lungo il suo attaccante. Al 33’ pt l’altro regalo: Osorio ha sbagliato completamente un disimpegno in difesa e si è fatto soffiare la palla da Higuain, che ha poi dribblato Perez e ha segnato di sinistro: 2-0. Il risultato era però bugiardo, perchè fino al gol regalato da Rosetti ed Ayroldi era stato il Messico a condurre il match e ad avere le occasioni migliori, due nel giro di un minuto: al 19’ con la traversa piena colpita da Salcido ed al 20’ con il tiro di Guardado terminato a lato di un soffio. Al 46’ altra chance sprecata, con un tocco ravvicinato di Hernandez parato da Romero.

Al 25’ della ripresa c’era stato un salvataggio sulla linea di Burdisso, poi finalmente per il Messico era arrivata la rete dell’onore, grazie alla solita svista di Demichelis: Hernandez, futura stella del Manchester United, fermava la sfera con il petto e superava Romero per il 3-1 con un bel sinistro. Unica nota negativa nella serata argentina la prestazione di Messi, che si è visto poco e continua a non segnare (stava per riuscirci nel recupero ma sul suo sinistro Perez ha compiuto una parata decisiva). Per battere la Germania nei quarti Maradona avrà bisogno che il n.10 si ricordi che è l’erede designato in campo del suo ct.