L’UNIVERSITA’ NOVARESE SBARCA NEGLI ” STATES “

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Universià

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L’eccellenza della ricerca internazionale passa anche dai laboratori dell’Università del Piemonte Orientale. Sono stati ufficializzati oggi, infatti, i nomi dei vincitori delle 4 borse di dottorato bandite congiuntamente dall’Ateneo “Avogadro” insieme all’Università dell’Insubria, il Center of Biomedical Engineering dell’Università del New Mexico e il Los Alamos National Laboratory, con il finanziamento della Fondazione Cariplo. Dallo sforzo degli enti coinvolti è nato il programma di dottorato internazionale in “Innovative Biomedical Technologies” (IBT Program), a cui hanno partecipato circa 200 candidati da 28 paesi diversi. I quattro neo-dottorandi saranno ammessi a un percorso di eccellenza della durata di 3 anni nel settore delle tecnologie biomedicali avanzate. Per l’Università del Piemonte Orientale si sono aggiudicati la borsa i candidati indiani Frank Antony Puthen Veetil e Mandar Bawadekar, e il candidato etiope Abiy Demeke Woldetsadik; per l’Università dell’Insubria la borsa è stata vinta dalla candidata libanese Rawan Khodor Abdallah. Le quattro Università sono coinvolte nel progetto in aspetti differenti; l’Università del Piemonte Orientale, grazie all’attività svolta dal Centro di Ricerca Interdisciplinare sulle Malattie Autoimmuni (ircad), fornirà competenze nell’ambito dello studio, della diagnosi e della terapia delle malattie autoimmuni; l’Università dell’Insubria darà il proprio apporto nell’ambito della risposta immunitaria antitumorale e dello sviluppo di vaccini antitumorali; l’Università del New Mexico fornirà competenze esclusive nell’ambito dei materiali e delle tecnologie funzionali per sviluppare “device” diagnostici innovativi; i laboratori del Los Alamos National Security si occuperanno infine dell’analisi e del “processing” massivo di biomolecole di interesse diagnostico e terapeutico. La parole del professor Claudio Santoro, ordinario di Biologia Applicata dell’Ateneo “Avogadro” e responsabile scientifico del progetto, esprimono la soddisfazione per le selezioni appena concluse: «I candidati hanno dimostrato un’ottima preparazione scientifica ed un grande entusiasmo per la ricerca. Il progetto è innovativo sia sotto il profilo della didattica che della ricerca; esso da un lato va a incrementare il livello di internazionalizzazione dell’offerta formativa post-laurea del nostro Ateneo, dall’altro contribuisce all’espansione della nostra ricerca negli ambiti innovativi delle nanotecnologie e dell’analisi biologica massiva. La collaborazione con i due istituti americani, infine, mi pare sintomatico di come il nostro Ateneo sia “piccolo” solo nei numeri».