Malasanità Nord-Italia: "È soltanto ansia" Muore di emorragia. L'ospedale "si solleva" da eventuali responsabilità

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dal quotidiano La Stampa

Giancarla CiorraMercoledì sera Giancarla Ciorra è arrivata al pronto soccorso del San Giovanni Bosco in ambulanza. Tremore alle mani, poca sensibilità alla parte sinistra del volto, un’ansia generalizzata e una sensazione di stordimento. La mattina successiva avrebbe dovuto essere sottoposta all’interruzione di una gravidanza ad alto rischio. Per i medici che l’hanno visitata e rimandata a casa è trattato soltanto di ansia: «Crisi conversiva», è scritto sul foglio di dimissione. E ancora: «Vigile, orientata, poco collaborante». Le hanno prescritto un antidepressivo, un po’ di riposo dopo 11 ore in osservazione. Giancarla Ciorra è tornata a casa, ma dopo poche ore si è sentita male, è stata riportata in ospedale, dove appena ha varcato la porta del pronto soccorso è finita in coma, è stata trasportata in rianimazione, ed è morta poche ore dopo.

Per i parenti della donna – che ha donato gli organi – potrebbe trattarsi di un caso di malasanità. Hanno consegnato il foglio di dimissione alla polizia, firmando un esposto nel quale descrivono attimo dopo attimo le ultime ore di vita della donna.

Racconta l’ex marito Vito: «Giancarla non aveva mai manifestato segni di squilibrio né di debolezza. In ospedale, la sera in cui l’abbiamo portata la prima volta, era nervosa perché si sentiva male, aveva una sensazione strana, quasi di paralisi. Non capisco perché è stata visitata da uno psichiatra: evidentemente avevano già in mente una diagnosi purtroppo diversa dalla realtà».

Aveva 46 anni e due figli adolescenti. Separata dal 2007 si stava ricostruendo una vita. «Aveva affrontato in modo sereno la nuova gravidanza – racconta ancora l’ex marito – finché con il medico di fiducia avevano deciso che era meglio interrompere. Ma lei non aveva vissuto questa decisione come un trauma, anzi: si era subito convinta che fosse la soluzione migliore per tutti». Un quadro confermato anche dal fatto che poche ore prima del malore di mercoledì Giancarla Ciorra, insieme ai familiari, aveva trascorso una serata tranquilla, nella quale era apparsa tutto sommato serena.

Secondo il referto, la donna è stata uccisa da un’emorragia cerebrale scatenata all’improvviso. «Non vogliamo accusare nessuno – dice la famiglia – vogliamo solo sapere se c’è una relazione tra la morte e i disturbi che Giancarla ha lamentato la prima volta che è arrivata in pronto soccorso». Nella scheda di dimissione è scritto: «… colloquio reso difficoltoso dalla poca collaborazione della paziente che attribuisce il proprio stato ansioso per la paura dell’intervento chirurgico».

La dottoressa Marilena Avanzato, direttore sanitario del San Giovanni Bosco, esclude una relazione tra i due eventi: «Siamo profondamente colpiti per quanto accaduto, ma possiamo escludere fin d’ora una responsabilità dell’ospedale: l’esame della signora non ha evidenziato alcun segno neurologico che facesse ipotizzare il rischio di emorragia cerebrale, ma solo una tensione diffusa di origine ansiogena probabilmente legata al fatto che la mattina successiva avrebbe dovuto essere sottoposta a un intervento». La direzione dell’ospedale sottolinea che «la stessa signora Ciorra ha dichiarato in pronto soccorso di non avere mal di testa, nausea, e qualsiasi altro sintomo che potesse far presagire uno choc come quello per cui è poi entrata in coma».