Marines Italiani: Notizie sul gruppo speciale della marina militare, il Battaglione San Marco, ragazzi impegnati in tutto il mondo.

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informazioni masterizzate dal sito ufficiale della marina militare.

La Forza da Sbarco (gli uomini del San Marco) è l’erede delle secolari tradizioni della Fanteria di Marina che risalgono al 1713 e che hanno sempre visto i fucilieri di Marina coprirsi di gloria.
Insieme con le tre moderne navi “LPD” della Marina Militare: San Marco, San Giorgio e San Giusto, oggi la Forza da Sbarco costituisce la componente anfibia delle Forze Armate Italiane; uno strumento efficacissimo, capace di rischierarsi rapidamente e di operare in qualsiasi parte del mondo.
Per questo la Forza da Sbarco negli ultimi anni ha partecipato a tutte le missioni militari italiane all’estero: dal Libano al Golfo Persico, dalla Somalia alla Bosnia, dal Kosovo all’Albania e nelle acque prospicienti l’Eritrea durante la guerra con l’Etiopia. 

Dal novembre del 1991 il “San Marco” ha sede nella nuova caserma intitolata alla Medaglia d’oro al Valor Militare: Sottotenente di Vascello Ermanno Carlotto, valoroso Ufficiale di Marina del San Marco perito in Cina durante la Rivolta dei Boxers.

La moderna struttura è ubicata in contrada Brancasi, a circa cinque chilometri da Brindisi, dove si trovano anche i rimessaggi per i mezzi e le officine.

Nella nuova caserma esistono tutte le infrastrutture logistiche (palestre, mense, depositi, etc.) e gli alloggi dove vivono tutti i Fucilieri di Marina e il personale SDI (Servizio Difesa Installazioni) che qui viene addestrato per circa un mese prima di essere assegnato definitivamente ai Reparti e agli Enti della Marina Militare dove presterà servizio. Gli alloggi, rispondenti agli standards NATO di vivibilità, consistono in stanze con sei letti e bagno.

In esito al processo di riorganizzazione che ha interessato la Forza Armata, dal 1° ottobre 1999 è stata istituita la “FORZA DA SBARCO DELLA MARINA MILITARE” che, strutturata a similitudine di una “Brigata” comprende:

  • REGGIMENTO SAN MARCO;
  • REGGIMENTO CARLOTTO;
  • GRUPPO MEZZI DA SBARCO.

Il Comando della Forza da Sbarco è retto da un Contrammiraglio.

Il Reggimento San Marco, al Comando di un Capitano di Vascello, è l’elemento operativo proiettabile della Forza da Sbarco, mentre, il Reggimento Carlotto (anche esso retto da un Capitano di Vascello) provvede al supporto tecnico-logistico e formativo.

Il Gruppo Mezzi da Sbarco, al comando di un Capitano di Fregata, ha il compito di fornire i mezzi navali minori che consentano il trasporto di uomini e mezzi dalle navi da sbarco alla spiaggia.

Il Reggimento “San Marco” e il Reggimento “Carlotto” sono basati nella caserma Carlotto.

La Forza da Sbarco dispone anche di un’area addestrativa che è situata sull’isolotto di Pedagne (pochi chilometri quadrati collegati alla terraferma solo da una strada, all’estrema periferia di Brindisi).

La Forza da Sbarco ha un organico è di circa 2100 uomini (dei quali il 6% sono Ufficiali, il 30% Sottufficiali e il 64% Truppa).
Il Reggimento “SAN MARCO” è così composto:

  • Battaglione Assalto “GRADO”;
  • Battaglione Logistico (da Combattimento) “GOLAMETTO”;
  • Compagnia Operazioni Navali;
  • Compagnia Operazioni Speciali.

Il Reggimento “CARLOTTO” si compone di:

  • Battaglione Logistico “CORTELLAZZO”;
  • Battaglione Scuole “CAORLE”.

L’elevato addestramento del personale conferisce alla Forza da Sbarco un alto grado di prontezza operativa e una flessibilità d’impiego fuori dal comune. La completa dotazione di mezzi cingolati e ruotati, inoltre, fornisce al Reparto un’elevata mobilità. Inoltre l’integrazione con gli elicotteri del Nucleo Lotta Anfibia consente di condurre assalti/raids eliportati contribuendo ad elevare la mobilita tattica.

Una caratteristica fondamentale della Forza da Sbarco consiste nella capacità di operare, in piena autonomia operativa e logistica.

Il Reggimento “CARLOTTO” attraverso i propri elementi di organizzazione riesce ad assicurare al Reggimento “SAN MARCO” l’indispensabile supporto logistico di viveri, di carburante e di munizionamento, oltre a quello tecnico relativo alla manutenzione delle armi pesanti e dei mezzi.

La Forza da Sbarco, dunque, può operare tatticamente in uno ambiente isolato, come accade su una spiaggia durante un’operazione anfibia, in totale autonomia con il solo concorso delle LL.PP.DD..

Il 16 settembre 1996, sulla base di una decisione politico-militare comune a Italia e Spagna, nasce la “FORZA DA SBARCO ISPANO/ITALIANA” (“SILF”: Spanish Italian Landing Force).

La prima attivazione addestrativa ha luogo il 23 novembre a Barcellona.

La “SILF” opera prioritariamente in un contesto multinazionale.

Essa, infatti si prefigge lo scopo di concorrere, in forma unificata e completamentare, con le forze multinazionali a cui l’Italia e la Spagna forniscono il proprio contributo per la sicurezza collettiva della comunità internazionale. La FORZA DA SBARCO ISPANO/ITALIANA è a disposizione della NATO, dell’UEO e di altre coalizioni multinazionali per attuare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle NAZIONI UNITE, oppure, in ambito regionale, dell’OSCE.

In tale quadro può trovare impiego per compiti di:

  • presenza (esercitazioni / spiegamento preventivo);
  • supporto e/o consolidamento della pace;
  • evacuazione di connazionali e/o civili da aree di crisi;
  • rinforzo e recupero tattico di personale, materiali e/o equipaggiamenti;
  • operazioni di assistenza umanitaria e di soccorso in caso di calamità naturali.

 La “SILF” consta di una struttura di comando integrata, operante su base permanente e di una aliquota di forze aeronavali e da sbarco designate su base di contingenza. La responsabilità di Comando è assegnata, a rotazione, alle due nazioni per un periodo di circa due anni.

Il Comandante della “SILF” è, dal 31 ottobre 2000, l’attuale Comandante della Forza da Sbarco della Marina Militare Italiana.

Il livello operativo della “SILF” è quello di Brigata Anfibia, con un proprio Quartier Generale, due Reggimenti di manovra, reparti di artiglieria e supporto di fuoco, reparti anticarro e antiaerei, unità di ricognizione e per le demolizioni di ordigni subacquei, unità logistiche del genio, elicotteri da trasporto e da protezione aerea, veicoli di combattimento e d’assalto anfibio.

Il Fuciliere di Marina è un marinaio che, oltre alle ben note capacità operative frutto di un continuo e accurato addestramento, possiede caratteristiche psicofisiche assolutamente particolari.

Il mare è, per sua stessa natura, un ambiente mutevole dove nulla può essere dato per scontato e dove ogni giorno è sempre diverso dall’altro. L’uomo che va per mare, dunque, ha innata quella curiosità che lo spinge ad esplorare l’ignoto ed è tendenzialmente sempre pronto ad affrontare qualsiasi evenienza, non dando mai nulla per scontato, ma tutto per possibile.

Dalla vita a bordo delle navi, il Fuciliere di Marina ha mutuato questo spirito.

Anche l’azione del Fuciliere è assolutamente imprevedibile e piena di incognite: ci si imbarca per andare a sbarcare di notte su un lembo di terra che non si riesce nemmeno a vedere e di cui si conosce ben poco; ma basterà un imprevisto e tutta l’azione dovrà cambiare improvvisamente.

Questo essere sempre pronto ad affrontare qualsiasi evenienza durante il combattimento consente al Fuciliere di superare con maggiore disinvoltura le incertezze, le situazioni più inconsuete e imprevedibili, dimostrando così quello spirito di adattamento al variare della situazione che è tipica di chi va per mare.

L’altra caratteristica peculiare del Fuciliere di Marina, comune a tutti i soldati dei reparti d’èlite, è l’entusiasmo.

Quell’entusiasmo che contraddistingue la persona che è comunque convita di aver fatto qualcosa di utile e che ha sempre voglia di fare bene il suo lavoro. Il Fuciliere di Marina, come tutte le persone che fanno un mestiere al di fuori della norma, deve possedere quelle profonde motivazioni interiori che gli consentiranno di superare con straordinario spirito di sacrificio anche le prove più difficili.