MORGAN TITOLARE DI CLAUDS MORENE

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Morgan ed io.

Morgan ed io.

Morgan il pirata.

“Sono un uomo fortunato perché faccio della mia più grande passione la mia professione”

Ore 10.45 Roberto ed io ci dirigiamo emozionati verso p.zza delle Erbe.
Sì, cari lettori, stiamo andando ad intervistare uno dei negozi più glamour della nostra città: Clauds Morene!
Proprio sotto i portici di via F.lli. Rosselli al numero 19 si trova l’atelier di Morgan…suoniamo il campanello, ci aprono, ed entriamo in un mondo dove la moda regna sovrana, in cui tutto sa di passione e dedizione.
Ci accoglie Clauds Morene, un uomo molto garbato e raffinato, ci stava aspettando!
Il suo negozio è curato in ogni minimo dettaglio in maniera quasi maniacale ed è tremendamente bello.
Un ascensore ci accompagna nel reparto donna al secondo piano, dopo aver lasciato il piano terra dedicato all’uomo, passando per il primo dove si trova il reparto moda giovane!
Ci accomodiamo su due poltroncine accanto ad uno splendido un tavolino, sciogliamo l’imbarazzo parlando di tutto un po’ e sotto l’occhio vigile della telecamera comandata da Roberto iniziamo la nostra intervista.

Qual è il suo nome?

“Morgan”

Dov’è nato?
“A Galliate.”

Qual è attualmente la sua situazione sentimentale?
“Single.”

Esattamente qual è la sua professione?
“Sono un commerciante, meglio un bottegaio, come mi piace definire ciò che faccio e   con tanta passione da 28anni curo la mia bottega.”

Sin da piccolo desiderava fare il bottegaio?
“Si, si, sicuramente sono nato per questo e sin da bambino giocavo immaginando di avere un negozio tutto mio.
Mia madre faceva la sarta e cuciva i vestiti per noi in famiglia, io sono sempre stato attratto dalle stoffe che usava, dai fili di mille colori…desideravo sapere tutto di quel mondo e volevo sempre aiutarla così ho imparato questo meraviglioso mestiere.”

Come ha cominciato?
“Ho iniziato a diciotto anni a fare il commesso, il Sabato, in un negozio di Varese che era anche una sartoria e da lì la mia vocazione ha preso forma!
Nel 1982 a 21anni ho aperto la mia prima “bottega”, in C.so. Cavallotti a Novara, che privilegiava l’abbigliamento punk e la moda londinese detta “pirata” poi, dopo 18 anni, seguendo un percorso di crescita personale, in riferimento a come cambia la moda nel mondo, nel 2000 ho aperto il mio nuovo showroom qui in via F.lli Rosselli, che è una continuazione del mio percorso lavorativo.”

Come ama vestire e qual è il suo stilista preferito?
“Amo vestire con ciò che meglio si addice alla mia corporatura, ma in assoluto amo Vivienne Westwood. Era così grande la passione che provavo che, al compimento del mio diciottesimo anno, da solo , sono partito e sono andato a Londra per visitare il negozio World’s End, che la stilista insieme a Malcom McLaren, direttore e fondatore dei Sex Pistol, aveva aperto.
Sono arrivato in King’s Road 430 ed all’interno ho trovato proprio Vivienne Westwood ed è stata pura emozione.”

Da dove nasce il nome Morgan, nome col quale noi tutti l’abbiamo sempre chiamata?
“Nasce proprio dall’incontro con la signora Westwood. Io impazzivo per la moda da pirata e non appena varcata la soglia del World’s End lei mi ha vestito di tutto punto con le sue creazioni ispirate ai pirati, mi ha guardato e mi ha detto: “Tu sarai Capitan Morgan, Morgan il pirata”, ed eccomi qui!”

Da dove nasce la scelta del nome Clauds Morene al suo negozio?
“Nasce in omaggio a Clauds Morene, un sarto di nazionalità metà francese e metà bulgara vissuto nel 1854, morto giovanissimo di tubercolosi, dopo aver creato solo tre vestiti. E’ una storia breve ed intensa di un sogno interrotto troppo presto ed io ho voluto dare seguito al suo sogno dedicando a lui la mia bottega.”

Morgan preferisce vestire la donna mediterranea o androgena, l’uomo latino o nordico?
“E’ indifferente, l’importante è far risaltare la personalità di ognuno.”

Se un cliente è indirizzato a comperare un capo che indossato non gli sta assolutamente bene, lei ha il coraggio di dire la verità in merito, o in nome di una vendita si nega anche l’evidenza?
“E’ assolutamente mio dovere consigliare per il meglio quindi, apertamente, sia io sia i miei collaboratori, non abbiamo alcuna remora nel dire che quel capo sta veramente male indossato da quella determinata persona.
Piuttosto consigliamo al cliente di ripassare più in la nel tempo, poiché con i nuovi arrivi potrà trovare sicuramente qualcosa che calza a pennello.
Il cliente deve sapersi affidare a me. È questione d’onestà non ingannare in nome di una vendita acquisita.”

Quali sono i suoi cibi preferiti e quelli che non ama proprio?
“Assolutamente la pasta e la carne sono le cose che prediligo, cucinate in ogni modo, ma non datemi pesce crudo, quello proprio non mi piace!”

Se fosse un negoziante qualsiasi troverebbe facile servire Morgan?
“Credo di sé, non sono per niente pretenzioso e quindi , seguendo il mio gusto, non ci sarebbe difficoltà alcuna nel servirmi.”

Qual è il lato del suo carattere che non sopporta?
“Ne ho veramente tanti!”

Quello migliore invece?
“Credo di esser veramente paziente, ma voglio sottolineare che sono davvero una persona fortunata, perché da ben 28anni ho fatto della mia più grande passione la mia professione ed è la cosa più bella che ti possa accadere. Lo auguro a tutti!
Sono preciso, meticoloso e con estrema attenzione tendo a criticare il mio operato più che a vantarmi.
Osservo sempre le mie vetrine in cerca di ciò che non va, per poterle migliorare e già quindici giorni prima di approntarle studio le scenografie nei minimi particolari.”

Ho in mente tuttora una sua vetrina di qualche anno fa, in cui in un bellissimo letto a barca c’era un Babbo Natale che dormiva dopo la fatica della notte della Vigilia, è una sua invenzione?
“Assolutamente si, ho cercato di trasmettere un’emozione e a quanto pare, dato i complimenti ricevuti in seguito, ci sono riuscito ed è la cosa che più mi gratifica colpire gli animi.
C’è stato il seguito negli anni successivi del mio Babbo Natale, è una storia che racconto pian piano!”

Quali sono la cosa più bella e quella più brutta che le hanno mai detto?
“I figli dei clienti che ventott’anni fa ho vestito per le loro nozze mi hanno scelto per il loro matrimonio, dicendomi che avendo vestito i loro genitori, dovevo vestire loro e dovrò vestire i loro figli. E’ la cosa che più mi ha scaldato il cuore in anni di carriera.
Vuol dire che la scelta supera la voglia di quel capo, si sceglie la persona prima di ciò che ha da proporre e vi assicuro che è tanto gratificante; è segno di continuità affettiva e di stima.
Per quanto riguarda la cosa più brutta, devo dire che a volte alcuni clienti si sono lasciati andare a commenti poco gradevoli, ma non sono stato ferito dal contenuto del commento, ma dal modo in cui mi è stato detto,…Come si dice, il mondo è bello perché è vario!”

Ha vestito personaggi famosi?
“Certo che sì, ho vestito DJ famosi e Paola Barale.

Balotelli è venuto a trovarla, come gli è sembrato?
“Si è venuto due volte. E’ assolutamente una persona gentilissima, garbata e rispettosa. La prima volta che è venuto da me non l’ho nemmeno riconosciuto, si è trattenuto dieci minuti, ha comperato ed è andato via. Ho saputo dopo che il mio negozio gli era stato consigliato da un suo amico d’Oleggio.
La seconda volta che è tornato, sono state le mie clienti a dirmi chi fosse, anche se avevo in parte capito che quel giovane così gentile dovesse essere un “personaggio”, perché fuori dal negozio si era formato un capannello di persone curiose che lo attendevano.
Non mi chieda cos’ha comprato perché non glielo dirò, ma le assicuro che è uscito soddisfatto.”

Qual è la richiesta più strana che i clienti le hanno fatto?

“Richieste strane ce ne sono state molte, ma devo dire che quella che ricordo con più piacere ed affetto è stata quella di una mia cliente, che mi ha chiesto di fare la coperta per il figlio appena nato; insieme ad una ricamatrice ho curato la scelta dei colori e dell’iniziale da ricamare e sono stato veramente felicissimo di farlo.”

Chi le piacerebbe vestire dei personaggi famosi della nostra città e del mondo?

“Mi sarebbe tanto piaciuto vestire il nostro ex sindaco Massimo Giordano, più di una volta gli ho appuntato il fatto d’essere troppo classico!
Per quanto riguarda i personaggi VIP del mondo, avrei tanto voluto vestire alcuni cantanti, i miei preferiti, ma ci hanno giustamente pensato le maison!
Preferisco non dire quali siano le persone di Novara che non vorrei mai vestire!”

Qual è la cosa che porterebbe con se e quella che lascerebbe tranquillamente a casa, qualora dovesse andare in un’isola deserta?
“Sicuramente porterei con me i miei foulard, che sono una passione e da alcuni di loro non mi separo da trent’anni, mentre il cellulare lo lascerei volentieri a casa.”

L’oggetto più fashion che possiede?
“Ne ho veramente molti, ma quello al quale sono più affezionato è il cappello da pirata regalatomi da Vivienne Westwood durante la mia visita a Londra.”

Nel guardaroba di donne e uomini cosa non deve mai mancare per esser fashion?
“Sicuramente la donna a me piace con un bel paio di tacchi, un buon profumo, ma soprattutto deve essere se stessa e non usare l’abito per mascherare ciò che è, anzi deve esattamente rispecchiare la sua anima.
L’uomo è bello sia con le scarpe stringate, che con quelle da ginnastica, basta che mantenga il suo io.
Essere se stessi vale a prescindere per tutti.”

Quale cose eliminerebbe dalla borsa di noi donne?
“Credo sia meglio dire quale siano le cose che terrei e che ci dovrebbero, in assoluto, essere: un rossetto, uno specchietto e due gocce del profumo preferito.
Tutto il resto è inutile, non crede?”

Quali sono le cose che assolutamente non dovrebbero esserci nel guardaroba di uomini e donne?
“Direi che, al contrario di chi ha la tendenza a dire che le cose superate vanno eliminate, non bisognerebbe mai eliminare nulla, perché con piccole modifiche qualsiasi abito diventa attuale e di buon gusto, quindi conservate tutto con cura!”

Quali sono i personaggi illustri della nostra Novara che vengono da lei?
“Ce ne sono molti, ma un no comment è di dovere, aggiungo però, con orgoglio e piacere, che vengono anche i loro figli e questo è ciò che da un senso vero alla mia professione.”

L’emozione investe il volto di Morgan, so che nasce dalla gratitudine che ha nei confronti della vita che lo ha reso un uomo fortunato ed è stato felice di potersi raccontare.
Con il garbo e la gentilezza che lo contraddistinguono ci salutiamo consapevoli di aver incontrato un vero gentiluomo della moda novarese!

L’Intervista