NATALE SOLIDALE ALL’OPERA PIA, CON SOSIA E VOCI BIANCHE

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di Giovanni Marmina

Oggi alle ore 12:30 anziani e dipendenti offrono il pranzo a 100 clochard

 

Alla casa di riposo Opera Pia Lotteri di Torino, il Natale ha il sapore della solidarietà. Nell’antica struttura di Via Villa Della Regina, a pochi passi dalla Chiesa della Gran Madre,  animatori, infermieri e volontari hanno dato vita ad un ricco cartellone di eventi per non lasciare soli gli anziani durante il periodo festivo.

Protagonisti dell’ultima iniziativa i ragazzi del coro delle Voci Bianche di Novara, formazione diretta dal maestro Paolo Beretta, che vanta esibizioni in Vaticano e una performance per i 150 anni dell’Unità d’Italia, svoltasi a Torino davanti al Presidente della Repubblica.

Uno spettacolo emozionante e coinvolgente quello offerto agli anziani, alla presenza di una nutrita rappresentanza di sosia, capaci di intrattenere i nonnini con gag e canzoni.

“Queste manifestazioni ci consentono di lanciare un segnale importante alla città – dice monsignor Scirpoli, direttore della cooperativa l’Approdo, che gestisce i servizi all’interno della struttura – dallo scambio tra generazioni può venire un aiuto prezioso per combattere l’isolamento e la solitudine. Ringrazio il coro delle Voci Bianche e i dipendenti dell’Opera Pia Lotteri, vicini agli anziani in ogni momento tutto l’anno”.

I festeggiamenti proseguono per tutto il periodo delle feste. Oggi alle ore 12:30 anziani e clochard consumeranno un pasto insieme all’interno della struttura. Grazie al coinvolgimento del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione e dei frati Carmelitani, infermieri e volontari della casa di riposo offriranno il pranzo a un centinaio di indigenti di Torino.

“L’idea è nata per caso – spiega Gianluca Ossola, responsabile dei servizi d’assistenza – abbiamo voluto pensare a chi ha più bisogno di noi, e devo dire che i nostri anziani hanno accolto l’idea con grande entusiasmo e spirito di solidarietà”.

L’Opera Pia Lotteri è la più vecchia casa di riposo torinese, fondata nel 1898 da un sacerdote. Dopo un momento difficile e il commissariamento, si guarda ad un possibile rilancio ma la strada per rilanciare la struttura, che oggi ospita un centinaio di anziani, è tutta in salita.