Nessuna sofferenza per quanto grave può prevalere sulla forza dell’amore e della vita, di Annalisa Cerruti.

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Il patire nell’esistenza dei più giovani non sembra più contemplato. La vita è un dono molto prezioso ma purtroppo si dimentica che essa possa essere segnata talvolta dalla sofferenza. Si può soffrire per una malattia che colpisce il corpo, per la scomparsa di una persona cara o per alcune nuove realtà quotidiane che affliggono il nostro paese come, ad esempio, il preoccupante disagio economico in cui versano numerose famiglie italiane che faticano ad arrivare alla terza settimana del mese con il loro modesto salario riuscendo tuttavia a vivere dignitosamente la propria condizione anche se al prezzo di numerosi sacrifici.
Spesso infatti il malessere fisico e quello psicologico nonchè le piccole delusioni di ogni giorno risultano inaccettabili e insopportabili per i nostri adolescenti che non sono più in grado di affrontarle razionalmente e di gestirle con la dovuta serenità perché incapaci di collocarle in un itinerario di crescita e di evoluzione personale, lontani dal messaggio cristiano del dolore come esperienza che rende più forti. Abituati alla logica dell’attimo presente e orfani di una serie di valori che vengono sempre più perdendosi nella sterilità di un panorama sociale incapace di offrire sani modelli cui ispirarsi, essi non si interrogano più sull’avvenire e sul senso della vita ma piuttosto su come sfuggire alla fatica e al dolore che fanno da inevitabile corredo all’esistenza, lusingati da messaggi ingannevoli che predicano il successo facile, l’edonismo e il divertimento ad ogni costo.
Mi riferisco, in particolare, alla preoccupante facilità con cui molti giovani fanno uso di alcolici o di sostanze stupefacenti in locali pubblici che spesso sono all’origine di incidenti mortali o di gravi traumi psicologici ma anche ai frequenti episodi di violenza gratuita perpetrati nelle scuole contro i più deboli come il bullismo o alle violenze sessuali su giovani adolescenti rispetto ai quali occorrerebbe soffermarsi a riflettere per comprendere come tali fenomeni siano il portato del disagio e dello smarrimento della gioventù odierna che non dovrebbero essere sottovalutati ma, al contrario, presi in considerazione dalla classe politica. Una politica insomma che abbia un senso e si proponga lo scopo del raggiungimento del bene comune attraverso la condivisione di scelte concordate, senza vantare meriti.
Credendo che “nessuna sofferenza per quanto grave possa prevalere sulla forza dell’amore e della vita”, da sempre sensibile alle problematiche del cittadino e delle fasce sociali più deboli ( disoccupati e anziani ), esprimo la mia solidarietà nei confronti di costoro e del loro coraggio di vivere la vita nella sofferenza della quotidianità, auspicando la promozione di nuove risorse per il rilancio delle nostre industrie e per la valorizzazione di un’autentica responsabilità sociale d’impresa più rispettosa delle varie istanze provenienti dalla società civile.
In un momento di particolare difficoltà per il paese, non possiamo esimerci dal ripristinare e trasmettere insegnamenti mai passati di moda, per noi di estrema attualità: la tutela della famiglia, la solidarietà, la scuola e l’istruzione quali elementi essenziali per la crescita culturale delle nuove generazioni, la garanzia del lavoro certo.