NOVARA – MOHAMED LOUGHLIMI – ” IL BASKET E’ LA MIA VITA”

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Mohamed Loughlimi

Mohamed Loughlimi

Classe 1987, nato a Tripoli ma fin da tenerissima età cittadino novarese, nella stagione sportiva 2008-2009 under “di lusso” nella Nuova Pallacanestro Novara in serie B , stagione scorsa “stella” dell’Audax Reggio Calabria, quest’anno a Venafro, provincia di Isernia, militante il campionato di C1 girone centro-sud, molto duro ed impegnativo. Novarese di spicco del quartiere Sant’Agabio, è salito sul “treno” del basket e pare sia molto ambito da società di B dilettanti ed A dilettanti, ex categorie di B1 e B2 del campionato italiano. Dopo l’esperienza in serie B con Novara e quella dello scorso anno a Reggio Calabria, dove ti trovi adesso? – Mi trovo in Molise, precisamente a Venafro un paesino senza tante tentazioni. . . – Come ti trovi con l’allenatore, la società ed i compagni di squadra? Parla un po’ della tua nuova realtà. – Benissimo non mi manca niente qui le persone sono molto socievoli e gentili. . .il coach ed i compagni sono magnifici, i ragazzi del posto mi hanno accolto rendendomi parte della loro realtà, qui sto bene. – Vivere lontano da Novara è un’esperienza formativa? come la stai vivendo? – Stare lontano da casa e’ stato all’inizio difficilissimo ma con il tempo mi ha insegnato molte cose, in primo luogo sapersi relazionare ad altri modi di fare e conoscere molte persone diverse. E’ normale che soffra, sento la mancanza della mia famiglia, amici, fidanzata, ma vivo il basket, che mi fa andare avanti inseguendo i miei sogni! Un giorno tutto questo finirà e io tornero a casa dopo aver centrato il mio obbiettivo.- Classifica? Qual’è il tuo ruolo? Minutaggio in campo? Classifica cannonieri? Partita più bella giocata quest’anno? – Con il Venafro stiamo andando abbastanza bene anche se potevamo fare sicuramente di meglio per come è allestita la squadra, ma c’è ancora tempo per crescere, adesso ci troviamo quinti in classifica generale ma siamo a quattro punti dalla prima. Il mio ruolo e’ il solito: dare una mano ai compagni a vincere!Ringraziando la socetà e, sopprattuto, coach ARTURO MASCIO, allenatore che mi rende visibile, lascandami in campo 35 minuti a partita,  tocca a me ripagarlo ma, l’importante è far vincere il gruppo   prescindendo dai miei punti e risultati individuali e, per questo, devo solo ringraziare i miei compagni, senza di loro tutto ciò non potrebbe essere possibile. Dopo la brutta partita a Lucera mi trovo terzo in classifica cannonieri con 18 punti di media e 17 di valutazione. Non male per essere all’inizio. La partita piu bella? Contro Roseto, 26 punti realizzati, si si… proprio contro quella Roseto che fino a due anni fa era in serie A, abbiamo giocato col cuore. – Sappiamo che sei molto ambito e conteso da parecchi club di serie B, fatto salvo che quest’anno hai firmato per Venafro e che giochi per la gente ed  i colori che vesti ma dove ti piacerebbe approdare? In  quale club? Sogno nel cassetto? –  Il mio sogno nel cassetto è sempre piu lontano dopo la semifinale  persa con la Nuova Pallacanestro Novara che ci avrebbe visti lottare contro Trieste per vivere il sogno della serie A dilettanti, ex B1, adesso sono in giro per l’Italia in serie C dilettanti,  ho 23 anni, ma  fin da piccolo ho sempre sognato di giocare nella massima serie non importa dove o come arrivare l’importante e’ crederci fino in fondo, così tutto, si spera sia  possibile, a Novara, città ove sono cresciuto cestiticamente, ma il destino non si puo cambiare. – Come vivete la lontananza tu e la fidanzata? – Stare lontano dalla persona che si ama non lo auguro a nessuno ma è il prezzo da pagare se si sta inseguenso un sogno. Io e Vittoria stiamo insieme da quattro anni e penso che necessiti maturità per affrontare la distanza, lei studia  inseguendo il proprio sogno ed io faccio lo stesso, poi un giorno spero staremo sempre insieme, situazione questa affrontata da tantissimi alteti che vivono di sport. – Il tuo film preferito? –  Space Jam – Frase celebre? – Nulla accade per caso…  è già tutto scritto! – L’allenatore che ti ha dato di più a livello tecnico? – Sono nato nel Pianeta Basket Novara, Alberto Valenti mi ha ”raccattato” per strada e cresciuto. Senza di lui non sarei arrivato qui, a  soli quindici anni  mi fece giocare in serie D dove  vinsi e andai in C2. Ci vorrebbero vent’anni per raccontare tutto ciò che Valenti ha fatto per me. Successivamente ho conosciuto Alessio Marrari, coach che mi ha permesso di conoscere l’universo del basket che sta al di fuori della realtà novarese, proponendomi a Reggio Calabria come un leader, facendomi conoscere da più procuratori e che tutt’ora mi segue tenendo moltissimo alla carriera  che la pallacanestro potrebbe offrirmi. – Il miglior compagno di squadra? – Thomas Branca. – Anno da dimenticare? –  Grazie a Dio nessuno per adesso. – Rapporto con i tifosi? – Al centro-sud il tifo è meraviglioso, la gente  “calda” e ti da il giusto quantitativo di “carburante” per esaltarti e far bene. – A proposito di meridione, differenze con i metodi cestistici del nord? – Devo dire che in merito a tecnica individuale, ritmo, fisicità e concentrazione è la giusta medicina, un livello altissimo rispetto al nord, infatti è proprio qui che ho scelto di vivere le mie esperienze in fatto di crescita e salto di qualità,  si impara davvero a stare in campo da protagonista. – Colore preferito? – Assolutamente  il bianco dove tocca a me scriverci sopra quello che voglio…  poi, essendo mulatto, diciamo mi “sta bene dai. . .” – Superstizioso?  – Dipende dalle situazioni. – Numero preferito? – Scontato… il 7! Mi ricorda Toni Kukoc. –  Testimonial ormai per il quartiere Sant’Agabio? –  Non esageriamo, testimonial ancora no ma tutti mi vogliono bene. Quando torno a casa è bellissimo incontrare  tutti gli amici. La  famiglia ed io siamo di quel quartiere, consideriamo però che c’è anche tanta gente brava, vorrei sfatare il luogo comune, molti vivono condizioni di degrado che li porta all’illegalità, ma esistono tantissime persone come si deve, a modo ed oneste. – Torneresti in città a giocare per un team di categoria? – Si, Novara è la mia città ed i novaresi sono stati i miei tifosi per qualche anno, devo molto a tutti loro. – Cosa ami di te? E cosa odi? – Non saprei, cerco solo ogni giorno di migliorare me stesso. – Ambisci a giocare da italiano? –  Avendo svolto il settore giovanile in Italia, per la pallacanestro lo sono già, per il resto sono orgoglioso di essere colui che sono. – Hai sfiorato i mondiali con la nazionale Libica, ci racconti tutto? La convocazione in nazionale libica era vicinissima, poi per un vizio di forma  è stata vanificata,  sono nato il Libia ma la mia mamma è marocchina, ragion per cui sono dotato anche di passaporto marocchino e per il loro governo non era una cosa fattibile al momento.  Mi è dispiaciuto molto rinunciare alla nazionale,  sarebbe stato il massimo, specie saltare i mondiali, avrei goduto di molta visibilità e mi sarei confrontato con i più grandi campioni che tutt’ora ammiro in tv.
Ringraziamo Mohamed augurando lui il meglio.

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