NOVARA 1° GENNAIO 2013: GIORNATA MONDIALE DELLA PACE, IL SERVIZIO IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA

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GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Comunità di Sant’Egidio “PACE IN TUTTE LE TERRE”

Appello per la Pace del 1 gennaio 2013

In occasione della Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2013 vogliamo esprimere la nostra adesione al Messaggio di Papa Benedetto XVI “Beati gli operatori di pace”, e manifestare tutta la nostra vicinanza alla sua costante sollecitudine per la pace nel mondo.
All’inizio del nuovo anno il Papa afferma: “…i nostri tempi, contrassegnati dalla globalizzazione, con i suoi aspetti positivi e negativi, nonché da sanguinosi conflitti ancora in atto e da minacce di guerra, reclamano un rinnovato e corale impegno nella ricerca del bene comune, dello sviluppo di tutti gli uomini e di tutto l’uomo.” e sottolinea: “L’uomo è fatto per la pace che è dono di Dio.”
In occasione di anniversari tanto significativi – a 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II ed a pochi mesi dal cinquantesimo anniversario della Enciclica del beato Giovanni XXIII, la Pacem in terris – il Papa parla di un pace come impegno a costruire “una convivenza fondata sulla verità, sulla libertà, sull’amore e sulla giustizia”. Siamo convinti che questa è la via principale che tutti siamo chiamati a percorrere, perché tutti chiamati a lavorare in quel cantiere della pace dove c’è bisogno di ognuno.
Vogliamo ribadire il nostro impegno a diffondere e a riaffermare quei valori fondamentali di cui parla il Santo Padre, come il rispetto della vita umana, la difesa della dignità della vita per tutti ed ogni diritto umano basilare, tra cui “quello dei singoli e delle comunità alla libertà religiosa”. In un tempo poi di crisi economica e morale c’è bisogno di “un nuovo modello di sviluppo” che tenga conto della persona umana come primo valore da difendere e da promuovere.
In questo spirito vogliamo manifestare la nostra solidarietà alle parole del Papa e rinnovare il nostro impegno ad essere autentici “operatori di pace”, mentre ricordiamo tutte le vittime della guerra, del terrorismo e di ogni forma di violenza diffusa in tanti angoli del mondo. Come Comunità di Sant’Egidio, insieme ai tanti amici che ci sostengono, ci impegniamo a compiere ogni giorno gesti di pace e di riconciliazione per abbattere ogni muro di divisione. Così, all’inizio di un nuovo anno, rinnoviamo il nostro impegno a lavorare per costruire PACE IN TUTTE LE TERRE.

1) PAKISTAN: IRFAN ALI SHA: SONO IRFAN E VENGO DAL PAKISTAN, SONO MUSULMANO. IL PAKISTAN È UN GRANDE PAESE CHE CON PIÙ DI 180 MILIONI DI ABITANTI È IL SESTO STATO PIÙ POPOLOSO DEL MONDO, È IL SECONDO MAGGIOR STATO MUSULMANO DOPO L’INDONESIA. DA ALCUNI ANNI VIVE UNA GRAVE CRISI DOVUTA SOPRATTUTTO ALL’INSTABILITÀ POLITICA E AL TERRORISMO. OLTRE 35MILA PERSONE SONO RIMASTE VITTIME DI ATTENTATI TERRORISTICI IN PAKISTAN DALL’11 SETTEMBRE DEL 2001 AD OGGI. IN PARTICOLARE, NELLE AREE TRIBALI DEL PAKISTAN, TRA IL CONFINE AFGHANO E LA PROVINCIA DELLA FRONTIERA NORD-OCCIDENTALE, SI REGISTRA LA MAGGIOR PARTE DEGLI SCONTRI E DEGLI ABUSI COMMESSI SIA DALL’ESERCITO CHE DAI TALEBANI, CHE RESTANO AL DI FUORI DI OGNI CONTROLLO LEGALE. MIGLIAIA DI UOMINI E RAGAZZI SONO STATI ARRESTATI DALLE FORZE ARMATE. MOLTI HANNO DENUNCIATO DI ESSERE STATI TORTURATI, ALTRI NON SONO STATI PIÙ VISTI DOPO ESSERE STATI TRASFERITI IN CENTRI SEGRETI DI DETENZIONE. MA ANCHE NELLE CITTÀ LA VITA È DIFFICILE. PER MOLTE ORE MANCA L’ENERGIA ELETTRICA. LA CORRUZIONE È DILAGANTE. IL LIVELLO DI VIOLENZA NELLE CITTÀ È ALTISSIMO ANCHE A CAUSA DELLA POVERTÀ. LA SITUAZIONE DEI CRISTIANI È DIFFICILE; SPESSO SONO OGGETTO DI DISCRIMINAZIONE DA PARTE DI GRUPPI ESTREMISTI ISLAMICI; L’UCCISIONE DELL’EX MINISTRO PER LE MINORANZE, SHAHBAZ BHATTI, CATTOLICO E AMICO DELLA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO, IMPEGNATO NELLA DIFESA DEI DIRITTI DI TUTTE LE MINORANZE ETNICHE E RELIGIOSE, HA COSTITUITO UN GRANDE FERITA PER IL PAESE, MA NON VOGLIAMO CHE QUESTA MORTE SIA VANA. PER TUTTE QUESTE RAGIONI, MOLTI, COME ME, SCELGONO DI EMIGRARE, MA NON CESSANO DI LOTTARE E DI PREGARE PER LA PACE DEL PAKISTAN.
Sono in Italia da tre anni e ho frequentato la scuola di italiano della Comunità di Sant’Egidio. Ci sono possibilità di lavoro in Pakistan ma gli stipendi sono molto bassi: in media 200 Euro al mese ma i prezzi sono molto alti e non si arriva alla fine del mese. Vengo da una famiglia povera e quando andavo a scuola al mio paese desideravo tanto avere una bicicletta. I miei genitori non potevano comprarmela. Io mi son dato da fare il più possibile per cambiare la mia situazione finché ho deciso di venire in Italia, e ho trovato finalmente un lavoro. Un lavoro molto duro: non ho orario e spesso devo lavorare anche di notte; con questo lavoro però la mia vita è cambiata. Ho una casa e ho potuto anche comprare una macchina. L’Italia è stata la mia salvezza, ma non solo: ora posso anche aiutare la mia famiglia che è rimasta in Pakistan, e molte persone povere che vivono là. Ho vissuto personalmente la povertà e so cosa significa non avere da mangiare: per questo voglio essere vicino a chi ancora vive in quella condizione. Condivido profondamente lo spirito della Comunità di Sant’Egidio che vuole aiutare i poveri di questa città. Devo ringraziare l’Italia perché ha cambiato la mia vita.
Non cesso però di seguire le vicende della mia patria, e proprio in questi giorni nel mio paese c’è stato un’importante iniziativa comune per la pace nel mese sacro islamico di Muharram, con un appello congiunto di cristiani e musulmani contro terrorismo e violenza, nel corso di un seminario a Faisalabad intitolato “Imparare a vivere insieme, tra diversità e differenze”. L’appello invita a valorizzare “ciò che accomuna” e a lavorare “nella stessa direzione, non solo a parole, ma con “azioni di pace concrete”, e chiede al governo di “prendere provvedimenti decisi nei confronti dei terroristi e degli estremisti, che seminano divisioni, conflitto, odio e panico nella società”. E’ un segno di speranza per la pace, perché la gente comune la desidera più di ogni altra cosa, al di là di ogni differenza o divisione. Noi preghiamo perché tanto sangue innocente versato non sia vano e perché giungano presto tempi di pace, di sicurezza e di giustizia. Grazie