Novara: Ancora Mozzarelle "Blu"

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Maxisequestro preventivo dei Nas di Torino nel Novarese per il caso delle mozzarelle blu. E’ il terzo, in pochi giorni, in Piemonte ed è stato effettuato, come riportato anche da agenzie e giornali, in un deposito di prodotti alimentari a Biandrate. Sequestro “preventivo” come anche quello disposto dall’Asl ed effettuato a Verbania nel magazzino di cinque supermercati che avevano nei propri magazzini le mozzarelle della medesima marca di quelle che, a contatto con l’aria, si tingevano di blu (in ogni caso, nessuna segnalazione di coloritura sospetta è stata registrata e i prodotti ancora non erano stati posti in vendita). La Coldiretti interprovinciale, nel sottolineare l’importanza di “controlli serrati e preventivi, perché la sicurezza alimentare dei consumatori viene prima di ogni altra cosa”, ribadisce “la necessità dell’etichettatura obbligatoria sull’origine del latte con cui vengono prodotte le mozzarelle e tutti i prodotti lattiero caseari venduti nel nostro Paese” e l’invito “a cautelarsi e scegliere di consumare prodotti certificati e a Km0”. “Sono ormai numerose le aziende agricole zootecniche delle due province che annoverano la produzione di mozzarelle tra quelle aziendali” precisano il presidente e il direttore della federazione interprovinciale Paolo Rovellotti e Francesco Renzoni. “Alcune di queste si trovano proprio vicino alla città gaudenziana, altre nel territorio del medio novarese, altre ancora vicino ai laghi e in montagna: e tra le “mozzarelle made in Novara e Vco” – che, va ribadito, sono assolutamente sicure – ci sono anche quelle di bufala prodotte grazie all’allevamento specializzato dei capi”. Intanto si teme per il futuro dei consumi di mozzarella in Italia e, in particolare, proprio in Piemonte dove è emerso il caso delle “mozzarelle blu”: il calo stimato negli acquisti è del 20 per cento, con perdite circa mezzo milione di euro al giorno per effetto della riduzione degli acquisti familiari di mozzarella che hanno colpito indistintamente quelle con latte o cagliate importate dall’estero e “spacciate” come Made in Italy ma anche quelle con latte italiano di qualità per la mancanza di trasparenza nell’etichetta che consente di distinguerle soprattutto sugli scaffali della grande distribuzione. “L’allarme della “mozzarella blu” prodotta in Germania ma venduta anche con marche italiane – continua Renzoni – conferma la necessità di introdurre al più presto l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte utilizzato per difendere consumatori e produttori italiani ed evitare effetti generalizzati provocati da specifici allarmi sanitari provenienti dall’estero”. La mozzarella è il formaggio più acquistato in quantità ed è presente – stima la Coldiretti – sulle tavole di quasi sei italiani su dieci che in un anno ne consumano a casa ben 164 milioni di chili di mozzarelle acquistate nel 39% dei casi nei supermercati, per il 26 per cento negli ipermercati, per il 14% nei discount e per il 21% nel dettaglio tradizionale o nelle superette, secondo analisi Coldiretti su dati Ismea. Circa il già citato problema dell’etichettatura, un segnale incoraggiante è appena arrivato dal Parlamento Europeo che, sotto il pressing della Coldiretti, ha votato finalmente a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, ortofrutticoli freschi e appunto prodotti lattiero caseari.